Nel voltarsi a guardare l'origine della voce, il Dottor Watson nota una grande lavagna bianca sulla quale sono attaccate varie immagini, le quali sono collegate l'un l'altra da alcuni fili di lana di colore diverso. Malgrado alcuni si ripetano, sembra che ogni colore abbia un motivo preciso di esistere.
In cima, a denominare l'intera raccolta, il nome più altisonante possibile: Bible's Killer.
E, fra le varie immagini, vi è anche una foto.
Una foto che inquadra lo stesso professore di Harvard.
Sotto di essa, scritto fra parentesi, una brevissima descrizione: possibile assassino / possibile aiuto.
E così è questa la verità. Mi hanno etichettato come il colpevole, o come il coglione che può identificare quello giusto. E poi, grazie al cazzo che gli agenti si sono sorpresi del mio aspetto. La foto che hanno di me risale a 7 anni fa. Prima dell'incidente che mi ha cambiato i connotati del viso. Che razza di Idioti.

Elia Morlatto, almeno quanto i suoi subordinati, è sorpreso di constatare il volto attuale del famoso Dottor George Leonard Watson.
Se un volto simile venisse in qualche modo collegato ad un omicidio, pensa il capitano, rientrerebbe subito nella lista dei possibili assassini.

<Immagino sia lei che mi ha voluto qui, dico bene?>.
La domanda di Leonard lascia il capitano dell'Intepole sorpreso. Non tanto per l'ovvia deduzione, ma per il modo irriverente di porsi. Perlopiù ad un agente di alto rango come il suo.
<Dice bene>, risponde Morlatto, adagiando la bibita gassata sul tavolo.
Il Dottor Watson allunga la mano aprendone il palmo, e indicando la lavagna. Inclina la testa verso destra, e assumendo un tono annoiato, sbuffa.
<E sarebbe per questa cosa?>.
La domanda non è solo irriverente, ma anche stupida. Poiché è palesemente quello il motivo della sua convocazione.
Il capitano alza un sopracciglio come a voler confermare la teoria, e il professore alza gli occhi al cielo come risposta.
<Il fatto che io abbia scritto un libro dove spiego la storia delle religioni, non implica il fatto che sia un investigatore. E dato che voi avete avuto l'accortezza di mettermi fra l'elenco dei possibili colpevole, sono abbastanza intenzionato nel mandarvi, a fare, in culo>.
Tutto tace.
Nessuno fra i presenti pronuncia una parola.
Sia Poe, che O'Nile, sono enormemente sopresi dal modo autoritario che l'apparente Professore piacione di Harvard, ha dimostrato di possedere.
Il capitano alla fine sorride, infastidendo il Dottore.
<Quanta insolenza nelle sue parole>.
<E non immagina quant'altra insolenza posso mostrare>.
Nuovamente una doccia di silenzio fra i presenti.
O'Nile ne sembra quasi divertito, mentre Poe è molto infastidito dal comportamento del Dottor Watson, quasi più del capitano Morlatto. Il quale, a sua volta, sto iniziando a generare dentro di se un vero e proprio odio per la figura del dottore.
<Però scusa>, - dice Metthew, cercando di far rilassare i nervi della discussione. - <Dato che lei è ormai qui, non potrebbe darci una mano a capire qualcosa?>
Nuovamente il silenzio.
Il capitano Morlatto semplicemente si volta.
<Se non vuole stare qui, lasciatelo andare. Vi ho solo fatto perdere tempo>.
E dopo aver detto queste parole, prende ed esce dall'ufficio.
Leonard, invece, compie un paio di passi e si avvicina alla lavagna per esaminare le foto. Per lo più sono volti di persone e luoghi.
Tutti abbastanza anonimi.
Una stanza d'albergo, una chiesa e una strada trafficata. Probabilmente di una metropoli.
Collegate a queste immagini, varie foto di persone. Nella stanza una sola persona. Nella chiesa chiesa quattro. Mentre nella strada otto. 
E poi quell'enorme scritta rossa decisamente poco ispirata.
Bible's Killer.
<Chi ha avuto l'idea del nome?>.
<Le sembra il dettaglio sul quale impuntarsi?> domanda l'agente Poe, decisamente arrabbiato per il comportamento dell'ospite.
Ospite che sputerebbe volentieri in faccia alla divisa. Dopo tutto quello che forze dell'ordine e giustizia li hanno causato.
<Sono i dettagli le cose più importanti>, replica lui.
<Quelle foto non penso che la possano aiutare>.
<Io vedo solo queste>, commenta Leonard, voltandosi.
Metthew è l'unico che lo degna di attenzioni, poiché Olivier si è deciso nel sbattere la testa sui documenti che ha sulla scrivania, nel cercare di cavarne qualcosa di utile al caso.
<Le cose più importanti sono qui>, commenta O'Nile, passando al neo-consulente tre fascicoli.
Esso apre il primo. E ad accoglierlo, vi è un documento che descrive un cadavere. Ad accompagnare quell'allegro testo, vi è pinzata la foto dell'uomo della stanza d'albergo.
<Javier Sanchez>.

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