Matilde Guerra, l'agente a capo della sicurezza all'interno del "Carcere Regina Coeli", sta osservando l'andazzo dei carcerati dai monitor nel suo ufficio. Questo, mentre il suo braccio destro Sandro Corona, sta cercando di far ripartire la macchinetta del caffè, inceppata da questa mattina.
<Pensi di essere in grado di farmi bere un caffè prima del cambio turno?> domanda lei scherzando.
<Pensi sia semplice?> domanda lui di risposta, con tono quasi arrabbiato.
<Hai provato a spegnere e riaccendere?> domanda lei, continuando a scherzare.
Lui, neanche risponde, si limita a compiere un semplice quando profondo respiro.
I due agenti continuano con i loro lavori. ma se l'agente Corona continua imperterrito a tentar di far funzionare quella macchina infernale, Matilde Guerra invece, risponde ed invia messaggi al proprio amante sulla serata. Ma la cosa viene interrotta dall'arrivo di due ospiti per niente attesi.
<Vi chiediamo scusa per l'apparizione improvvisa, ma ci necessitano ulteriori informazioni sui fascicoli scomparsi>.
La voce di Olivier Poe risuona in tutta la stanza, tanto da far smettere a Corona di star dietro alla macchinetta per dedicarsi piuttosto a cose più importanti.
<Pensavo che il distretto avesse già tutto quello che servisse>, commenta l'Agente Guerra, sorpresa dalla visita.
<Oh, chiedo scusa, ma noi non facciamo parte dell'arma dei carabinieri, ma siamo dell'Interpole>, spiega Matthew O'Nile, facendo scattare uno strano sguardo nei due interlocutori.
<Interpole?>, domanda quasi preoccupato, l'agente Corona.
<Crediamo che quello che è capitato qui, possa collegarsi ad uno dei nostri casi. Sarebbe possibile avere ulteriori informazioni?> continua O'Nile.
<Di che tipo?>.
<Facciamo che ci racconta l'intera storia da capo. Assicurandosi di non saltare neanche un dettaglio>, s'impone Poe, pronto già a trascrivere ogni parola.
<Molto bene>, - dice Matilde, prima di schiarirsi la voce. - <Non sappiamo chi, ma qualcuno si è infiltrato all'interno della struttura penitenziaria. Si è introdotto negli archivi e, semplicemente, ha trafugato tutti i documenti di alcuni detenuti. I quali, a loro volta, erano tutti già deceduti. Poi, dopo aver fatto questo, si è infiltrato nel nostro sistema di sicurezza informatico e ha cancellato tutte le copie digitali di quei documenti. Gli Hard-disk sono stati rubati e tutti i backup sono stati cancellati>.
<Tutto qui?>, domanda Poe, come se si aspettasse che ci fosse dell'altro.
<Tutto qui>, conferma la donna.
<Chi era in turno quella notte?>, continua con l'interrogatorio l'agente dell'Interpole.
<Io>, risponde il braccio destro, facendo un passo in avanti. - <Agente Sandro Corona>.
<Ha notato qualcosa di insolito quella notte?> continua O'Nile, esaminando rapidamente l'ufficio. Un normale ufficio con giusto qualche computer e almeno una decina di monitor appesi alla parete. Una macchina del caffè e qualche scatolone pieno. Una pila di hard disk abbandonati in un angolo, probabilmente rotti o vecchi.
<Niente fuori dall'ordinario>, spiega l'agente in servizio.
<Ne è certo? Niente di strano, nessun viso nuovo, nessuno che si è introdotto nella stanza dei server?>.
<Questa è la stanza dei server>, s'intromette Martina Guerra, facendo stranire O'Nile e Poe per l'affermazione.
<Come scusa?>, domanda quest'ultimo, pensando di aver capito male.
<La stanza dei server è il mio ufficio>, spiega la donna, indicando una pila di hard disk posta in un angolo della stanza.
<State scherzando vero?>. Olivier è senza parole. Certo che i due stiano scherzando.
<Perché dovremmo?>, domanda l'agente Corona, come se ciò fosse normale.
<Ci state dicendo che, la stanza dei server di questa prigione, è una pila di Hard Disk abbondonati in un angolo?>.
<È così> conferma Guerra.
I due agenti dell'Interpole si guardano in faccia, sconvolti ed arrabbiati per l'informazione appena ricevuta.
<Ma scusatemi un'attimo. Se quello è il vostro sistema di sicurezza, chiunque avrebbe potuto infiltrarvici. Basta collegarli anche ad un portatile> esclama O'Nile, parecchio innervosito per la cosa.
<Lo sappiamo, ma il budget questo permette> cerca di scusarsi lei.
<Budget> ripete Olivier, come se odiasse quella parola.
<Rispondendo alla domanda di prima, notato niente di strano?> domanda Matthew, cercando di raffreddare i suoi spiriti bollenti.
<Niente, mi dispiace> risponde Corona, confermando l'ovvio.
<Il registro delle visite?>.
<Come scusi?> chiede Matilde, non capendo cosa questo centri.
<Il registro delle visite. È salvo dall'oscuramento, o anche lui ne ha riscontrato degli effetti?>.
<Alcune pagine sono state perse> spiega Guerra.
<E ovviamente anche le loro copie digitali, giusto?> domanda Poe, già a conoscenza della ovvia risposta.
<Purtroppo sì>, conferma l'agente.
<Di quei giorni oscurati, si sono salvate le registrazioni video della sala visite?> domanda Olivier, sperando che almeno queste si siano salvate.
<Anche loro sono andate perdute>, risponde Corona, distruggendo anche l'ultima briciola di speranza di Olivier Poe.
<Vita semplice il ladro>, si lascia scappare O'Nile.
<Purtroppo il budget ci obbliga a lavorare con poche risorse, ma le posso assicurare che queste bastano per gestire dei detenuti>, esclama Martina Guerra, scattante di furia per l'affermazione appena compiuta.
<Lo vediamo>, commenta secco Poe, facendo morire qui la discussione.
<Mentre per la questione: tutto è condiviso con il distretto di polizia più vicino?> domanda O'Nile, cercando di guadagnare qualche informazione a riguardo.
Ma la risposta che la donna li consegna, non fa altro che alterare ulteriormente lo spirito dei due agenti.
<Non è vera. Si tratta di una semplice storia per far star tranquilli i dipendenti più paranoici>.
Vi è una lunga pausa prima che qualcuno possa dire qualcosa. E alla fine è l'Agente Poe a parlare, decidendo che questa pagliacciata deve terminare assolutamente.
<Vi ringraziamo per il tempo dedicatoci. Se avremo bisogno altre informazioni ci faremo vedere di nuovo>.
<Solo una domanda, chiedo scusa, com'è che si chiama lei?> domanda Olivier, notando che questa informazione manca al suo riassunto.
<Matilde Guerra>, risponde la donna.
<MG>, commenta a bassa voce Matthew.
Il collega lo guarda alzando un sopracciglio, facendoli intendere che ha capito dove vuole andare a parare.
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Il Cifrario di Nicea
Mystery / ThrillerIl Dottor George Leonard Watson, uno degli uomini più colti del suo tempo, si trova a Roma per il firma copie del suo ultimo libro. Tutto sembra normale, quando le sue competenze vengono richieste dall'Interpole per fermare uno dei Killer più "stra...