27. Watashi wa koko ni imasu

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Sono qui


"Perchè non apre gli occhi?"

"E' sicuro che si sia mosso prima?

"E' ancora sotto forte sedazione di morfina. Adesso diminuirò la potenza del ventilatore polmonare così che possa svegliarsi."


Erano queste le voci ovattate che arrivarono alle orecchie del bicolore mentre sentiva il forte bisogno di inspirare dal naso.
Ci mise un paio di minuti prima riacquistare le capacità mentali utile a dare il comando per destarsi dal sonno.
Dischiuse molto lentamente l'occhio destro, l'unico non avvolto nella benda, il quale sfarfallò faticando enormemente a mettere a fuoco l'ambiente che lo circondava.
Lo sguardo in stato confusionale ricadde sull'uomo in camice bianco in piedi accanto ad alcuni macchinari che Shoto non riconobbe subito.

"Ben svegliato, sei in ospedale. Ti consiglio di stare immobile, purtroppo hai un tubo endotracheale lungo la faringe che ti permette di respirare più facilmente ma non preoccuparti, sarà rimosso a breve. Ti ricordi il tuo nome?"
Shoto cercò di recepire ogni parola detta ma non capì molto, socchiudendo appena gli occhi.

"Shoto!" Il ragazzino schiuse di nuovo gli occhi cercando di capire da dove provenisse la voce e quando una ragazza albina gli si avvicinò, questa scoppiò in lacrime afferrandogli la mano più sana tra le sue dolcemente evitando di fargli del male.

"Ti ricordi di lei? Stringile la mano due volte se è così" Riuscì a dare una flebile stretta di mano un paio di volte ma fu abbastanza per farsi intendere.

"I-Il dottore ti farà delle domande, sii sincero ok? Andrà tutto bene" La pupilla grigia corse nuovamente al dottore, il quale cominciò a fargli delle domande semplici per cercare di capire l'entità dei danni ricevuti.

"Riesci a muovere il piede della gamba non ingessata?" I presenti nella stanza atteso col fiato sospeso che qualcosa accadesse, invano. 
La gamba sana del degente non si era spostata di un millimetro.
Un'infermiera premette alcuni punti di entrambe le gambe, ricevendo in cambio un flebile mugolio che fu subito annotato nella cartella clinica.
Gli fecero altri brevissimi esami, come il controllo dell'udito e del tatto delle dita delle mani, entrambi superati.

"Ho bisogno di farti un altro paio di domande e poi ti lasceremo riposare dato che ne hai bisogno. Riconosci le persone dietro di me? Prego venite avanti"
Improvvisamente il respiro gli si fece più pesante e affaticato, tanto che si ritrovò a stringere come poteva la mano della sorella in preda al panico, facendo alzare il petto dolorante ad un ritmo tachicardico.

"Shoto calmati ti prego!"
Le macchine alle quali era attaccato cominciarono ad emettere dei suoni acuti fastidiosi e un lieve tremolio si impossessò del suo corpo.
Conosceva più che bene quelle tre figure e vederle lì in quel momento gli sembrò una grande beffa del destino.
Serviva essere ridotto in quello stato per farli riapparire nella sua vita? 
Non solo era presente Natsuo col quale aveva più o meno ripreso a parlare, ma accanto a lui vi erano le due persone che più lo avevano ferito, non con le parole... non con la violenza... ma con la pura e semplice indifferenza.
Suo fratello Touya e la donna che aveva fatto parte della sua infanzia solo per cinque anni prima di sparire nel nulla senza farsi sentire mai più.
Diversi flashback presero possesso della sua mente.

"Shochan... devi calmarti o ti sentirai male" L'elettrocardiogramma impazzì nell'udire quella voce segnando i battiti cardiaci in continuo aumento mentre il bicolore tentava in tutti i modi di voltare la testa altrove.

"Sta andando in shock. Cinque cc di midazolan presto. No ragazzo devi stare fermo o ti lacererei un polmone col tubo. Uscite fuori, subito!" Il dottore posò la cartella urlando alle infermiere di sbrigarsi, allontanando persino la sorella, quando la porta venne aperta come aveva ordinato.

"Tch, dormi per quasi un mese e quando ti svegli fai un casino che mi irrita. Lo sai che odio la fottuta confusione."
Tutti videro come il bicolore si arrestò di colpo, sgranando di poco l'occhio aperto in un'espressione sorpresa.
Il ragazzo appena entrato si avvicinò passo dopo passo al letto ospedaliero senza mai staccare lo sguardo da quello stanco e incredulo dell'eterocromatico.

"Mi sono irritato anche io nel vedere le facce di cazzo dei tuoi fratelli ma non ci ho potuto fare nulla. Ora vedi di darti una calmata o ti prendo fottutamente a testare bastardello diviso a metà... così forte che dormirai per settimane intere." 
Una singola lacrima scese dall'occhio grigio, infrangendosi contro il collare che ancora portava al collo per mantenere una postura rigida.
Katsuki la vide e la cancellò con un pollice, sorridendo appena prima di lasciargli un bacio in fronte e intrecciare le loro dita, scaturendo in Shoto un singhiozzo che non poteva permettersi di avere con la trachea ostruita.
Natsuo, vicino alla porta, osservò la scena stupito: mai aveva visto Shoto così... debole, quasi dipendente da qualcuno. 
L'occhio gli si era illuminato alla vista di quel biondo insopportabile e l'unico che una volta riusciva a farlo sentire vivo era Touya.

"Sono qui principino, non vado da nessuna parte" 
In quel momento il dottore iniettò il sedativo nella flebo del ragazzo in dose minore, osservando come fino alla fine volle mantenere il contatto visivo col proprio compagno, lasciandosi poi andare obbligatoriamente ad un sonno profondo.



"Suo figlio non dovrebbe avere particolari danni fisici per fortuna. L'unica cosa che ho notato è che le gambe non rispondono perfettamente al suo volere." Il dottore li aveva richiamati tutti nello studio per aggiornare ognuno di loro delle condizioni psico-fisiche del ragazzo.

"C'è la possibilità che sia una cosa momentanea? Stare fermo a letto un mese non è bene per la muscolatura e comunque ha sentito dolore" Esclamò Fuyumi con ancora gli occhi arrossati dal pianto, stringendo le mani assieme a mo di preghiera.

"E' un fattore da considerare, ma tuo fratello ha subito un danno anche alle vertebre e ciò avrà avuto ripercussioni sui suoi arti. Per capire se permanenti o momentanei dobbiamo aspettare il risultato della tac che sta facendo in questo momento." Il verdino si fece avanti chiedendo scusa a Rei con un inchino e prese parola.

"Per quanto riguarda la vista? Shoto ha la passione per il tiro con l'arco e-"

"Ce l'ha ancora? Tira ancora con l'arco?" Chiese la madre con voce flebile e un po' meravigliata.

"Se non voleva essere ammazzato di botte da quell'imbecille per forza. Anche se penso che lei abbia fatto una grande cazzata, lui ha continuato con l'arco perchè è l'ultimo regalo che lei le ha fatto. E' un apatico del cazzo ma ha ancora dei sentimenti."


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Ventisettesimo capitolo pronto per voi!!!
Shoto si è svegliato e tutto sommato sta bene, almeno cognitivamente.
Riuscirà a riprendersi del tutto?
Vedremo!
Un bacio,
Hanami



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