34. Wabi Sabi

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Accettazione nel trovare la bellezza nelle imperfezioni



Shoto aveva stampata in volto un'espressione sofferente e nonostante questo cercava di nasconderla con dei gemiti strozzati.

"Oi fermati"

"S-sto bene... quanto ti... manca?" Chiese il bicolore cominciando a dare spinte sconnesse e forzate.
Katsuki lo afferrò e se lo tirò al petto stringendolo in un abbraccio.
Aveva avvertito le braccia tremare e i movimenti poco fluidi del bacino gli avevano accesso un campanello d'allarme.

"Ti fa male la gamba? Giuro che se mi rispondi positivamente ti prendo a testate"

"Maturo da parte tua...lo posso sopportare... devo portarti all'orga-" Il dorso della mano di Katsuki si posò gentilmente sull'ustione che aveva in volto e ciò lo fece immobilizzare.
Nonostante si sforzasse di non badare a com'era stato ridotto, non riusciva ad accettarsi... non riusciva a sentirsi all'altezza della bellezza che aveva sotto di sé.
Rimasero abbracciati per circa cinque minuti, minuti in cui Katsuki non fece altro che carezzare la pelle accaldata dell'altro.

"Me ne fotto dell'orgasmo se hai dolore. Però posso dirti che non stavi andando affatto male, averti dentro di me potrebbe piacermi più del previsto. Tuttavia..." 
Con un colpo di reni ribaltò le posizioni e flettendo le gambe si sollevò dal bacino dell'attivo, scendendo dal letto per aprire l'anta dell'armadio, facendo segno al minore di raggiungerlo.
Katsuki lo abbracciò da dietro e piegandosi leggermente poggiò il mento sulla spalla nuda dell'altro.

"Queste..." Cominciò il biondo passando i polpastrelli sulle cicatrici più visibili sul petto meno muscoloso del suo, soffiando le parole direttamente dell'orecchio del minore mentre entrambi si guardavano attraverso lo specchio posto contro l'anta dell'armadio.

"...sono la prova di quanto tu sia stato forte e coraggioso. Se pensi che ti stia frequentando solo per il tuo aspetto estetico allora esci da quella porta e non fare ritorno. Nessuno è perfetto e te lo sta dicendo uno che di perfetto non ha un cazzo...." Affermò occhi rossi prima di accarezzare dolcemente la parte ustionata del volto del ragazzo che stava stringendo a sè, rafforzando la presa sul suo fianco.

"...  Non devi dimostrarmi niente Oiji, devi solo lasciarti amare da me... io farò il resto." Gli occhi eterocromatici si riempirono di lacrime che riuscì a trattenere, voltandosi quel che bastava per appropriarsi delle labbra del fidanzato, coinvolgendolo in un bacio delicato ma carico di sentimento.
Katsuki lo sollevò per le cosce e lo stese nuovamente sul letto senza mai separare le loro labbra, avvinghiando le loro lingue in una danza lenta e sensuale capace di mandare nell'abisso più profondo ogni paura e incertezza che risiedeva nel cuore di Shoto.
Si insinuò tra le sue gambe e dopo essersi leccato tre dita le inserì una per volta nell'orifizio del compagno, cercando di allargarlo nuovamente dopo essere stato per tempo inviolato.

"Se ti fa male, dimmelo. Se non ce la fai, dimmelo. Se vuoi che continui, devi solo gemere" Gli sussurrò dopo un paio di minuti prima di afferrarsi l'erezione per spingerla dentro il corpo del bicolore, rimanendo qualche attimo fermo per farlo abituare di nuovo alle sue dimensioni.
Dopo un piccolo accenno del capo, Katsuki cominciò a ritirare i fianchi per poi portarli nuovamente in avanti, facendo sentire al passivo ogni centimetro del proprio membro.

"Sei bellissimo bastardo a metà... e se dovrò rimanere dentro di te tutta la dannata notte per fartelo capire lo farò a costo di amputarmi il cazzo per il troppo utilizzo"
Per la prima volta Shoto ridacchiò e si coprì la bocca con una mano che venne prontamente afferrata da Katsuki facendo incrociare le loro dita contro il materasso.

"Quando sorridi per me non devi nasconderti... devo insegnarti proprio tut-"

"Ancora" Katsuki aggrottò le sopracciglia per poi ghignare quando il braccio libero del fidanzato andò a posarsi attorno alle sue spalle, stando al gioco.

"Oh ancora cosa?" Chiese con voce roca abbassandosi quel tanto che bastava per sfiorare le loro labbra già più rosee e gonfie mentre affondava ulteriormente in lui, fingendo di non aver capito dove l'altro voleva andare a parare.

"Baciami ancora" Fu Shoto a buttarsi sulle sue labbra, infilandogli la lingua in bocca per ricercare quelle palline di metallo che lo eccitavano a dismisura.
A quel punto, sopraffatto da un'ondata di piacere, mosse i fianchi per aiutare il compagno, sincronizzando i loro movimenti.
Si amarono a lungo grazie alla resistenza fisica del biondo, in grado di ritardare l'arrivo del piacere per decine di minuti.
Era stato un rapporto intenso, romantico e frenetico allo stesso tempo, tanto che dopo quasi due ore e mezza i due si fermarono a causa della stanchezza che li stava sopraffacendo.
Si fecero una doccia veloce e si sistemarono sotto le lenzuola stanchi e doloranti.

"Non sento più il mio cazzo"

"Tu hai voluto continuare, io ti avevo detto di fermarti dopo il terzo orgasmo" Affermò Shoto sbadigliando mentre posava la testa sulla spalla di Katsuki pronto per addormentarsi.
Il corpo gli doleva e non poco, ma la sensazione di tranquillità che risiedeva nel cuore fu abbastanza per non essersi pentito di aver osato.

"Ah? E perdermi quei meravigliosi gemiti che hai rilasciato con tanta enfasi? Mai" 

"Tu e il tuo ego smisurato" Commentò il mezzo albino prima di lasciarsi andare al sonno più pacifico che avesse mai avuto in vita sua.



"Avete finito di scopare voi due? Diamine è da ieri sera che non ci date tregua! Voglio fare colazione in santa pace!" Brontolò Denki fuori dalla stanza chiusa di Katsuki alle otto del mattino battendo i pugni alla porta non osando entrare.
Sarebbero dovuti essere entro venti minuti davanti ai cancelli dell'edificio scolastico per l'ultimo giorno ma il biondo sembrava non averne l'intenzione... e così Shoto.
Si erano svegliati al suono della sveglia, ma invece di alzarsi si erano avvinghiati nuovamente dando inizio ad un altro rapporto sessuale dettato unicamente dalla lussuria, accompagnando il risveglio degli altri quattro con gemiti e voci rotte dal piacere.
Dopo essere stato mandato a quel paese Denki scese le scale con passi pesanti e le guance gonfie come un criceto, scaturendo le risate degli altri coinquilini.

"Ci rinuncio! Si sono trovati! E chi li ferma più adesso!"

"Shoto ha l'incontro con la psicologa stamani, non può mancare. Li vado a tirare giù dal letto!"

"Di addio alle palle Izuku!" Il verdino baciò dolcemente il compagno e saltellò di sopra bussando alla porta.

"Sto per entrare, quindi copriti il sedere Shoto!" Si annunciò prima di entrare in camera senza aspettare la risposta, trovando i due nella situazione nella quale credeva fossero.
Il bicolore era seduto contro la testiera del letto e a sua volta Katsuki era seduto su di lui con il lenzuolo a coprire il bacino.
Izuku sorrise: il suo migliore amico faceva il passivo solo con chi riteneva alla sua altezza.

"Posso almeno orgasmare o mi devi rompere i coglioni per conto degli altri scemi di sotto?"

"Quando ti ci metti sei peggio di me e sai quanto io gradisca il sesso! Mi domando da chi tu abbia preso" Pensò l'amico ad alta voce prendendosi il mento tra l'indice e il pollice assumendo una posizione da grande filosofo.
Invece Shoto lo guardava ad occhi spalancati, coperto dal busto del proprio ragazzo: come facevano a parlare del più e del meno ignorandolo completamente?
Sicuramente Midoriya non voleva metterlo in imbarazzo, ragion per cui non si era addentrato nella stanza, ma davvero non riusciva a capire.

"Tu hai scuola e Shoto... tu hai la psicologa tra un'ora, so che Kacchan è un ammaliatore di serpenti ma il tuo dovrebbe riposare per l'appuntamento. Ah vi avverto che se non vi muovete andate digiuni!"

"Che cane attaccato ai coglioni. Oi non guardarmi così, dovresti aver imparato com'è fatto no? E adesso finisci l'opera perchè voglio venire."


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Ciao a tuttiiii!!
Ammetto che la parte finale è stata divertente e come sempre Izuku risolve tutte le situazioni.
Katsuki in questo capitolo ha avuto più tatto del solito, non credete?
Aspetto di leggere i vostri commentini!
Hanami


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