Zeno ha il potere di irritarmi, ma al tempo stesso il merito di boicottare la voglia di chiamare Marco e annullare quel dannato gioco del "Non ci vedremo per..." che mi sono inventata. La stessa agenda delle Moleskine non diventa più un quadernetto generico di pensieri, ma uno sfogo di inchiostro e pagine bianche in cui sputare insulti al vetriolo. Se Anatolia, storica femminista, leggesse cotali imprecazioni, sarebbe fiera di me.
A maggio ci arrivo così, con l'odio per il genere maschile che pulsa a mille nelle vene:
per Marco che non cede per primo alla sfida;
per Zeno che sa ritrarre una donna solo dopo averla umiliata;
per Nicola che... per quale nume in cielo Nicola Ulivieri deve sempre avere ragione?
«Nina, chi è questo Biagio che ti mette un sacco di Like in Facebook?»
«Biagio Iachemet, di Viacampo come me, chi altri vuoi che sia?» rispondo, infastidita: la domanda di Saul ha appena interrotto il mio elenco d'odio.
Fermi tutti, riavvolgiamo la bobina del film e analizziamo dettaglio per dettaglio che cosa è appena capitato, perché fidatevi: Peppa Pig a spasso per Nomi su una navicella spaziale sarebbe cosa più normale di ciò a cui ho assistito.
1. Sto cucinando una torta al cioccolato e ho invertito sale e zucchero. Io in cucina non sbaglio mai.
2. Ho aggiornato la Moleskine di Woodstock con l'elenco degli uomini odiati e mi sento tanto Aria Stark nel Trono di Spade.
3. Saul ha usato il mio nome per chiamarmi.
4. Saul si è appena ricordato che ci sono esseri umani con cui comunicare sul pianeta terra.
5. Ma soprattutto...
«Io non ho una pagina Facebook!»
Mani infarinate e mestolo alzato, lo punto contro Saul. Lui fa capolino dalla sua stanza, il cartello "Artista al lavoro" che gli penzola all'altezza dell'orecchio. Sono granitica nella mia affermazione, una Torre di Pisa che non intende raddrizzarsi nemmeno di fronte a una forte scossa sismica. Odiavo Facebook già nel 2005, quando era una chicca per pochi intenditori, ma ora che è diventato il must di ogni baldo giovine... no grazie!
"Non è che una distrazione e un modo per perdere tempo" avevo detto un giorno a Marco, di fronte alla sua proposta di creare una pagina per il binomio. "Concentriamoci sul mondo reale invece che su quell'ammasso di pettegolezzi e incentivi allo stalkeraggio".
"Sul mondo reale e su di noi, Nanà".
"Certo, sul mondo reale e su di noi".
Com'è allora che mi ritrovo ad avere un account Facebook?
Saul – evento unico quanto il rapimento di una renna natalizia – mi invita ad entrare nella sua stanza, per sbattermi in faccia l'amara ricetta dei fatti.
«Nina Adami» recita, leggendo dallo schermo. «Viacampo, un metro e sessantatré di rossaggine e supercervello.»
Sta leggendo vocale per vocale, consonante per consonante la mia descrizione sul profilo. E c'è pura la mia foto, palesemente ritoccata con Photoshop, con tanto di modifiche che mi fanno sembrare più figa di Adriana Lima e degli Angeli di Victoria's Street.
«Io non ho mai aperto questo profilo!» strillo, il dito puntato contro lo schermo del vecchio Acer. «E non mi truccherei mai come una mangiauomini alla svendita di pompini.»
«Passi troppo tempo con Tania» nota Saul. Lo dice a ragion dei fatti, perché il mio lessico, di norma garbato, ha toccato le vette della volgarità. Però, un attimo...
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Binomio - 3
Fiksi Remaja[Terzo volume di Binomio, conclusivo e infinito... perché le telenovele devono essere eterne! La trama qui sotto presenta spoiler per chi non ha letto i primi due volumi.] Dove eravamo rimasti? Tempi bui per il binomio! Nina Adami e Marco Zuccato si...
