Un anno dopo.
Tae's pov.
Odiavo la riunione del Lunedì mattina.
Quella sala io proprio la odiavo: le persone, il loro chiacchiericcio, i loro mille profumi mescolati, il trucco, le acconciature, i tacchi, le cravatte. Odiavo tutto di loro.
La prepotenza e l'attitudine dei miei sottoposti proprio io non la tolleravo.
In quel momento, mentre fingeva di capirne qualcosa di probabilità e calcoli, un coglione di loro a caso si destreggiava in piedi di fronte alla lavagna nella speranza di riuscire a far brillare la sua idea per prevalere su quella degli altri.
Peccato non fossero a conoscenza del fatto che a me, di loro e delle loro idee del cazzo, non me ne fregava nulla.
Quando l'infinito monologo giunse al termine, mi unii agli applausi che scoppiarono in sala e finsi orgoglio nei suoi confronti.
Lì dentro ero io il capo.
Da quando il vecchio era morto, ero subentrato io al suo posto. Ormai erano passati otto mesi dalla sua morte, ed un anno da quel 7 Marzo, giorno del mio matrimonio.
Sistemai la cravatta già ordinatamente disposta sotto al vestito e, dopo aver finto indecisione, indicai una scimmia a caso. Non so per quale idea avessi appena votato, ma la scimmia trionfante prese a piangere dall'emozione.
Come di consuetudine, ogni Lunedì mattina mio padre ascoltava e valutava attentamente ogni strategia studiata dai suoi sottoposti per aumentare i profitti nel corso della settimana.
Io non avevo scelta se non quella di continuare quella maledetta, noiosa ed inutile tradizione.
Comunque, finalmente anche per quella settimana il mio lavoro era già finito. Dunque finsi un sorriso, strinsi la mano all'ebete con le lacrime agli occhi dall'emozione, ed ovviamente uscii da quello zoo, lasciando gli animali a scannarsi su quale fosse stata effettivamente l'idea migliore.
Espirai esasperato.
Controllai l'orologio.
Cazzo. Appena in tempo.
Corsi al piano terra, lasciai l'edificio senza salutare nessuno, salii in macchina, gettai la mia ventiquattro ore alla rinfusa sui sedili posteriori e sfrecciai verso lo studio legale.
Per fortuna riuscii ad arrivare con cinque minuti di anticipo.
Venni accolto dall'assistente che mi fece accomodare nello studio dell'avvocato; quest'ultimo mi salutò con grande gioia.
"Ottime notizie, Taehyung! È tutto pronto".
Sospirai.
"E meno male. È da mesi che stai dietro a tutte quelle scartoffie".
"È il mio lavoro". Rispose con estremo orgoglio battendo un pugno sulla mia spalla.
"Sei stato lento. Avresti dovuto sbrigare il tutto nel giro di poco".
"Se fossi in te non parlerei con così tanta arroganza, Taehyung. Se le cose andranno per il verso giusto, ne verrai a capo col minor debito da estinguere". Fece una piccola pausa. "Tutto solo grazie a me".
"E se le cose non dovessero andare per il verso giusto?".
"Ti sbatteranno in galera. E non avrai più i soldi per poterti permettere un avvocato qualificato e competente come me. Quindi, sta zitto e leggi". Altra piccola pausa. "E sii più riconoscente".
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༄ؘ 𝗙𝗲𝗮𝗿𝗹𝗲𝘀𝘀 || 𝗧𝗮𝗲𝗸𝗼𝗼𝗸
Fiksi Penggemar-..Ma ho imparato a fingere bene, comunque. Ho sempre vissuto una doppia vita: a casa sono sempre stato il figlio perfetto agli occhi dei miei genitori, obbediente ed educato. Nei pub, o in giro per le feste invece mi trasformavo nel Taehyung che pr...
