Era stato devastante. La cosa più brutta era stato vederlo inerme davanti a loro, con il meraviglioso azzurro dei suoi occhi involontariamente celato a tutti.
Quella stessa sera Harry non aveva voluto saperne di andarsene dall'ospedale, perciò anche a quell'ora tarda della notte si trovava nel corridoio fuori dalla terapia intensiva, seduto a terra e con la schiena abbandonata contro il muro e con gli occhi aperti perché dubitava che sarebbe riuscito ad addormentarsi.Sarebbe rimasto lì in silenzio, tutta la notte, ad ascoltare come unico rumore il mormorare sommesso dei suoi pensieri ingarbugliati.
Zayn no, invece. Era tornato a casa con Niall, costretto da quest'ultimo che non aveva ammesso repliche. Essendo stati anche la notte precedente svegli in ospedale e almeno questa notte avrebbero dovuto riposare. O almeno provarci, dato che Zayn era quasi sicuro che non ci sarebbero riusciti.
Decisero di andare in casa di Zayn perché almeno sarebbero rimasti soli, ora che Matthew se ne era andato. Zayn stava così male che non sarebbe mai riuscito a trovare una parola per descrivere il suo stato d'animo di quel preciso istante, tutte quante gli risultavano troppo banali, superficiali o non esaurienti; Niall soffriva a sua volta perché nei sei mesi lontani da Harry, volenti o nolenti, lui e Louis si erano avvicinati molto. E poi vedere Zayn in quello stato era stato ed era ancora molto più che doloroso. Da quando lo conosceva e da quando erano insieme Zayn si era mostrato sempre come la persona che non poteva essere scalfita, come quella forte che niente e nessuno ha il potere di far cadere a terra. Niall lo aveva subito capito che una delle grandi debolezze di Zayn era proprio Louis: per proteggerlo anche la sua maschera crollerebbe in un istante, senza esitazioni. E Niall lo amava così tanto, per il suo essere così forte ma al tempo stesso così fragile.
"Hai fame?"- chiese il biondo, una volta chiusa la porta di casa alle loro spalle.
Zayn scosse la testa, entrando in cucina. -"Tu?"
Niall scosse la testa a sua volta. -"Andiamo a letto."
Non c'era malizia nella sua voce, solo un'irrefrenbile voglia di stringerlo a sè. Zayn annuì stanco, e gli disse che gli sarebbe piaciuto fare una doccia, prima di andare a dormire. Niall annuì, poi sorrise. -"Vengo con te, possiamo farla insieme."
Anche stavolta il tono della sua voce e le sue parole furono prive di un qualsiasi doppio senso, così Zayn sorrise sincero per la prima volta in quei giorni, annuendo. Si diressero nel piccolo bagno e non chiusero la porta alle loro spalle, essendo gli unici in casa.
Zayn allungò una mano all'interno della doccia e aprì l'acqua alla temperatura giusta: non troppo calda e nemmeno troppo fredda. La perfetta via di mezzo che li avrebbe fatti rilassare entrambi. Si spogliarono lentamente, stanchi, lanciando i vestiti sopra la lavatrice con noncuranza e, quando furono entrambi nudi, entrarono all'interno della doccia. Lo spazio era poco perché quest'ultima non era molto grande, ma stare più vicini non dispiaceva a nessuno dei due.
Il primo a mettersi sotto l'acqua fu Niall, che fece cadere la testa all'indietro lasciando che il getto non fortissimo gli toccasse il volto e i capelli prima di scorrere per il resto del suo corpo, per poi cadere sul piatto della doccia. Poi aprì un pochino la bocca, fece entrare dell'acqua e la spruzzò subito dopo su Zayn.
Il ragazzo non se l'aspettava ma sorrise a quel gesto tenero e infantile. E dai, diciamolo, anche un po' stupido. Così lo prese per le spalle e lo fece spostare con la schiena contro il muro, per poter stare anche lui sotto il getto piacevole. Si mise nella stessa posizione che il biondo aveva assunto poco prima, solo che reclinò la testa in avanti in modo che l'acqua tiepida gli ricadesse sulle spalle e sul collo, sciogliendogli i muscoli contratti dalla tensione e rilassandolo pian piano.
Aveva tenuto gli occhi chiusi, però li aprì quando due mani piccole e gentili lo toccarono.
"Ti insapono"- spiegò Niall, arrossendo.
Zayn sorrise e lo lasciò fare, ma spostò il getto dell'acqua in modo che colpisse il muro, per non far svanire il sapone troppo presto. Niall si era messo sulle mani un bagnoschiuma alla fragola e al cocco che trovò davvero poco mascolino, anche se l'odore era fantastico. Si inginocchiò a terra e cominciò a spargere il sapone dalle cavaglie, risalendo su piano per tutte le gambe e sfiorando l'inguine. Poi passò all'addome, poi al petto e poi alle braccia e alle spalle. Infine raggiunse la schiena. Non lo fece voltare, semplicemente lo abbracciò in modo che le sue mani fossero in grado di raggiungere anche quella parte.
Zayn sussultò sorpreso quando Niall gli lasciò un pizzicotto insaponato sul sedere, ridendo. In quel momento sembrava un bambino: con il sorriso sul volto, gli occhi illuminati e i capelli schiacciati sulla fronte perché bagnati. Non poteva essere più bello, decise. Anche se ovviamente sapeva che avrebbe cambiato presto idea, dato che in fondo gli sembrava più bello ogni giorno di più.
Allungò un braccio in alto e fece di nuovo girare la doccia, in modo che stavolta l'acqua colpisse entrambi loro, in modo che il sapone potesse scivolare via dalla pelle ormai profumata di chi lo aveva sul corpo. Zayn si avvicinò di più a lui e lo strinse nell'abbraccio, incollando le loro labbra come amava fare.
Zayn era sempre irruento nei baci che necessitava, così Niall non si stupì più di tanto quando il moro chiese immediatamente accesso alla sua bocca tracciando il contorno del labbro inferiore con la lingua. Glielo concesse, ovviamente, e il bacio si fece subito desideroso. Non desideroso di sesso, desideroso dell'altro in tutto e per tutto, per prima cosa nelle emozioni che quel gesto sapeva dare ad entrambi, e che ogni volta si facevano sempre più forti.
Niall dopo quella che gli parve un'eternità premette dolcemente le mani sulle sue spalle, allontanandolo un po'. Zayn annuì e mentre entrambi riprendevano fiato poggiò la sua fronte su quella dell'altro, per poi sorridere. Si chiese come fosse possibile che anche solo la sua presenza riuscisse a farlo sentire dannatamente meglio.
Niall chiuse l'acqua, dato che erano ormai entrambi puliti e Zayn non aveva più residui di sapone sul corpo. Così aprì la porta della doccia e allungò una mano all'esterno per prendere due asciugamani. Ne porse uno a Zayn e poi entrambi si asciugarono dalle goccioline d'acqua e se lo avvolsero poi alla vita. Si strizzarono i capelli e poi uscirono dal bagno. Zayn afferrò da un comodino due paia di mutande e entrambi si vestirono con quel singolo indumento.
Poi Niall sorrise quando vide il moro legarsi i capelli, lungi solo sopra e rasati ai lati, in un codino abbastanza buffo.
Non ci pensarono più di tanto però, prima di cadere sul letto abbracciati e addormentandosi così, entrambi sicuri di non are incubi perché la presenza dell'altro lo impediva.
"Ti amo"- gli sussurrò Niall, giusto un secondo prima di addormentarsi.
-
Harry si svegliò la mattina successiva sul pavimento freddo di quello stesso corridoio, l'orologio affisso alla parete che segnava le ore nove. Si era addormentato alle cinque, quindi fu contento di sapere che aveva passato quattro intere ore fuori dal mondo a riposare. In effetti gli servivano. Si alzò lentamente e tirò le braccia in aria per sgranchirsi la schiena e i muscoli indolenziti a causa della posizione scomoda in cui aveva dormito.
Il corridoio era vuoto, non c'erano dottori o infermieri. E nemmeno Niall e Zayn erano ancora arrivati, così decise di andarsi a fare un passeggiata.
Camminò lentamente e a passi stanchi verso l'uscita dell'ospedale, chiedendosi perché tutti quei cazzo di problemi dovessero capitare proprio alla persona che amava. Non se lo meritava, non era giusto.
Uscì dall'ospedale scendendo le scale dell'ingresso e attraversò la strada, camminando con le mani nelle tasche e a testa bassa su uno dei pochi marciapiedi che non conosceva di quella cittadina che era come la sua casa. Non sapeva dove stava andando, voleva solo camminare.
Aveva raggiunto una zona più trafficata quando il telefono squillò all'interno della tasca dei jeans corti. Lo prese in mano velocemente e lo schermo lo avvisò che la chiamata era di Lucky. Sorrise e fece scorrere il dito per accettarla.
"Lucky?"
"Riccio, sei sparito da giorni. Dove sei?"- chiese quello, e Harry riuscì a percepire benissimo la nota di ironia ma anche la leggera preoccupazione della sua voce.
Prese un respiro. -"Mi ha chiamato Niall l'altro giorno e sono corso a casa. Ci sono stati un po' di problemi, scusa se non ti ho avvertito."
"No, tranquillo. Qualcosa di grave, vuoi parlarne?"
Harry scosse la testa e ricacciò indietro le lacrime. -"No."- gli uscì più un sussurro che una risposta vera e propria, quella piccola parola non sembrava essere intenzionata a lasciarlo.
Comunque Lucky sentì. -"Okay, amico. Per qualsiasi cosa chiama."
Harry annuì e stavolta non riuscì proprio a dire niente, così la chiamata terminò in modo decisamente brusco e inusuale. D'altronde quella non era proprio una situazione da tutti i giorni. Fece scivolare di nuovo il telefono nella tasca posteriore dei pantaloncini e riprese a camminare, guardando le vetrine in un vano ma buono tentativo di distrarsi. Superò un paio di negozi di abbigliamento per ragazze, una libreria e il grandissimo cancello di una casa. Superata anche quella i suoi occhi furono immediatamente catturati dal luccichio tipico dei gioielli. Spostò gli occhi in alto e l'insegna "Mo's jewelry" confermò proprio l'identità del negozio: un gioielleria.
Si fermò, apparentemente senza alcun motivo, ammirando gli oggetti esposti. C'erano vari braccialetti da donna molto belli, degli anelli, delle fedi, un paio di orologi all'apparenza super costosi e alcune collane importanti adagiate su dei busti di manichino.
Decise di entrare, senza starsi troppo a chiedere chi, come e perché.
All'interno del negozio, anche non essendo mattina inoltrata, c'erano già parecchie persone, alcune donne e uomini anche dall'aria molto sofisticata. Si sentì per un attimo inadatto, ma non se ne curò. Avere il negozio parzialmente pieno era comodo però, dato che in questo modo le commesse troppo indaffarate non potessero raggiungerlo per fargli qualche domanda inopportuna sul motivo della sua presenza lì dentro.
Si girò su se stesso e cominciò a guardare con attenzione tutti gli scaffali. Amava ammirare quei colori così luminosi, o quegli oggetti delicati ma preziosi che riempivano l'intero negozio.
Una cosa lo colpì immediatamente, e lui si sarebbe sentito uno stupido nel pensare quello che stava per affiorare nella sua mente, ve lo garantisco.
Eppure le cose all'apparenza più stupide possono poi rivelarsi le più belle, quindi fanculo tutto il resto, decise che l'avrebbe comprato.
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Ciao bellissime, che ne dite del capitolo? (andate a leggere cosa ho scritto sul mio profilo se vi interessa!)
VOTATE E COMMENTATE ! <3
all the love, me xx
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Lately | Larry Stylinson
FanficLa vita di Harry è destinata a rivoluzionarsi, a causa di un semplice ragazzo dagli occhi blu e un animo più profondo di quel che crede. Dove la vita di Louis sembra avercela con lui, finché un angelo dai ricci ribelli e un'incontenibile passione pe...
