Cinquantuno - Unspoken words

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L'aveva aspettato sul serio, ogni istante più in ansia del precedente. E quando alla fine il campanello aveva suonato era saltato sul divano, alzandosi poi di fretta in modo da essere lui ad aprire la porta e non Gemma. Quella semplice porta di legno chiaro non gli era mai sembrata più paurosa, alla fine del corridoio che in realtà era l'ingresso.

Aprì la porta con un colpo secco e uscì frettolosamente, chiudendosela alle spalle senza avere il coraggio di guardare Louis negli occhi. Ma sapeva benissimo che era lui, ormai il suo odore era inconfondibile, almeno per Harry. Quest'ultimo lo prese poco delicatamente per un braccio.


"Stiamo andando sul retro."- gli spiegò, brusco.


Louis si lasciò trascinare fino al piccolo giardino sul retro di quella grande casa, che consisteva in una panchina a dondolo abbastanza grande e un tavolino di legno con delle sedie in plastica completamente verniciate di bianco, un piccolo mattonato in pietra sopra l'erba tagliata ma lasciata un po' incolta. Accogliente, ma Louis non si sentì comunque a suo agio. In quel momento non si ricordava nemmeno le parole che voleva dire al riccio, che si era ripetuto durante il tragitto credendo di averle imparate a memoria. Sbagliava, non ricordava una singola sillaba. Avrebbe improvvisato, sperando per il meglio.

Harry non seppe perché, ma andò dritto verso la sedia a dondolo, ignorando completamente sia tavolo che sedie bianche. Quando entrambi si sedettero ai due lati opposti della grande sedia il riccio non potette non guardare Louis, che a sua volta lo stava guardando, e non riuscì a non trovarlo bellissimo. Non perfetto, bello. Il che è anche meglio, o peggio, a seconda dei punti di vista e data la situazione in cui si trovavano.


Harry passò in attacco, fingendosi sicuro. -"Che vuoi?"


Louis abbassò lo sguardo, ma si riprese quasi subito. Sapere se mi stai abbandonando come ho stupidamente sperato. -"Zayn mi ha detto che te ne vai, è vero?"


"Ti importa?"- la voce di Harry era sinceramente arrabbiata: Louis era così lunatico e imprevedibile che avrebbe voluto ucciderlo a schiaffi -o a baci- a volte. Spero ti importi.


Louis annuì. -"Se sono qui un motivo ci sarà."- Ti amo.


"Allora non farmi perdere tempo, e dimmi qual è questo dannato motivo."- chiese Harry. Ti prego, ti prego.


Perché ti amo, idiota. -"Te l'ho già chiesto, voglio sapere se te ne vai davvero o se Zayn mi stava prendendo in giro."- disse di nuovo Louis, allargando un braccio e posandolo sul bordo del dondolo.


Harry sorrise, amaramente divertito. -"E perchè Zayn dovrebbe mentirti dicendoti che me ne vado?"- chiese.


Forse perché ti amo e lui lo sa, e voleva spaventarmi per poterlo dire a te. -Pensò, senza ovviamente dirlo. -"Non so perché avrebbe dovuto, ho avuto questa sensazione e basta, okay?"


Vaffanculo. -"Mi fai ridere, Louis."- disse, quasi sputando fuori il suo nome dalle labbra -"Mi dici che di me non ti frega niente, che non mi vuoi, che non vuoi stare con me, vai a scopare con il tuo nuovo amichetto e poi vieni qui a chiedermi col cuore fintamente infranto se me ne vado. Spero tu non mi creda davvero così stupido."

Lately | Larry StylinsonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora