Sette - Issue

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Zayn stava dormendo accanto a Louis che era sdraiato a pancia sopra, coperto solo dal lenzuolo, che fissava il soffito con le travi di legno a vista, cercando di addormentarsi, inutilmente. C'era qualcosa che stavolta il sesso con Zayn non era riuscito a sciogliere. C'era questo nodo persistente che sembrava aver preso cittadinanza in fondo allo stomaco di Louis, e che sembrava non volersene andare mai. Cosa fosse non lo sapeva, e forse aveva anche paura di scoprirlo.

Zayn russava come un bufalo, comunque. E si costrinse a credere che forse questa era la vera ragione per la quale non riusciva a chiudere occhio.

Si alzò lentamente, sentendo i muscoli delle gambe tirati e indolenziti, e si diresse verso il primo paio di mutande e pantaloncini che trovò a tiro, indossando poi una maglietta che, nel buio del bangalow, si era anche infilato al contrario. Prima di uscire da lì prese una sigaretta e l'accendino dal pacchetto che il moro teneva sul tavolino: fumare gli avrebbe sicuramente disteso i nervi.

Il freddo della sera gli accarezzò piacevolmente il viso e le gambe scoperte mentre si allontava a piedi scalzi -perché era così intelligente da non essersi infilato nemmeno le cibatte-

di qualche metro. L'erba sotto la pianta dei piedi era congelata, e lo fece rabbrividire.

Si avvicinò al bangalow accanto a quello suo e di Zayn e si appoggiò al muro con la schiena, per poi portarsi la sigaretta alle labbra e successivamente l'altra mano ad accenderla, facendo scattare il meccanismo che produceva il fuoco da quel piccolissimo strumento.

Mentre ispirava il primo tiro e lasciava che il sapore familiare della sigaretta gli entrasse nei polmoni ricordò la prima volta che aveva compiuto quello stesso identico gesto.

Aveva quindici anni, e con Zayn si erano chiusi nella cameretta della sorella maggiore di quest'ultimo, per dare poi a lei la colpa dell'odore che sicuramente si sarebbe sentito. La sigaretta era stata furbamente rubata dal liscio che l'aveva sfilata dalla tasca del padre mentre quest'ultimo era nella doccia a godersi qualche minuto di relax. Si erano quasi strozzati entrambi, comunque. E la prima sigaretta, che si erano costretti a finire, gli aveva fatto anche abbastanza schifo. Da lì in poi però non avevano più smesso, nè con le sigarette nè con nient'altro: fare nuove esperienze, insieme, era diventato un po' come il loro gioco, la loro tradizione di ragazzi ribelli.

Era arrivato al terzo tiro quando, dieci metri più in là, sentì chiaramente il suono distinto di una risatina, leggera e timida, molto femminile.

"Liam" - la sentì sussurrare un po' forte. -"Potrebbe vederci qualcuno!"

Louis tentò di aguzzare la vista nascondendosi meglio dietro il muro di quel bangalow, per tentare di riconoscere il viso di quella ragazza che evidentemente era con il suo 'amico' Liam. Non dovette impegnarcisi più di tanto perché poco dopo finirono sfiorati dalla luce di una piccola lanterna, e Louis trattenne il fiato riconoscendo il volto di lei.

Le labbra di Liam si avvicinarono a quelle della ragazza mentre le avvolgeva le braccia intorno alla vita con fare possessivo e lei, più dolcemente, gliele avvolgeva intorno al collo, nello stesso movimento con il quale Louis gliel'aveva visto fare ad un altro ragazzo.

Qundo si staccarono dal bacio rovente Liam si portò la ragazza ancora più vicina al corpo, mentre quella rideva, leggermente imbarazzata.

"Dai Jaline."- le sussurrò il ragazzo -"Chi mai potrebbe esserci a vederci qui, nel cuore della notte?"

Louis sussultò di nuovo quando la voce di Liam gli diede l'ultima conferma che aveva riconosciuto bene il corpo snello e il volto femminile della fidanzata di Harry, che a quanto pare non era così fantastica come il riccio pensava.

Lately | Larry StylinsonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora