I'm sat here, wishing I was sober
I know I'll never hold you like I used to
But a house gets cold when you cut the heating Without you to hold, I'll be freezing
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Julian
Il pub in cui decidemmo di entrare era un locale nel cuore di Oakland, un posto in cui - a quanto pareva- Ilan ed Helen erano soliti andare prima di trasferirsi. Effettivamente, aveva un'atmosfera accogliente, ed era pieno di ragazzi della nostra età.
Appena entrammo, il brusio e il calore del locale mi investirono. Le luci delle lampadine in stile industriale erano soffuse e di un colore caldo. Sulle pareti alcuni neon illuminavano il bancone con riflessi gialli e rossi. L'aria sapeva di alcol, birra e tabacco perché nonostante fosse proibito fumare all'interno c'era qualcuno che lo stava facendo vicino la porta del bagno.
I tavoli erano già pieni di ragazzi ammassati su sedie, sgabelli di legno e panche, con bicchieri mezzi pieni di birra e patatine fritte nei piatti.
Mi guardai intorno, gli occhi scansionarono automaticamente la folla. Cercavo un volto in particolare, quello di Aiden. Il petto mi si strinse, ma non lo vidi da nessuna parte. Da un lato speravo di non doverlo incontrare, così la nostra serata sarebbe stata tranquilla. Dall'altro lato, quello più istintivo e irrazionale, volevo una scusa per spaccargli la faccia.
Nonostante ciò, mi sentivo osservato e mi resi conto che alcuni sguardi si erano girati nella nostra direzione. Alcuni erano puntati su Ilan, altri su Helen.
Effettivamente, doveva essere strano per loro vederli lì dopo così tanto tempo. Oakland non era Los Angeles, non era neanche Santa Barbara. Qui la gente si conosceva, soprattutto nel quartiere e io non ci ero abituato.
Il ritorno di Helen e Ilan doveva aver acceso qualche chiacchiera, e a giudicare dall'espressione di qualcuno, non erano tutti pensieri innocenti. Ilan non mi aveva mai parlato della sua vita, prima di trasferirsi al college ed io non avevo fatto mai domande al riguardo, ma adesso la curiosità mi mangiava.
Davanti a me, Helen e Ilan rallentarono il passo, finché non si fermarono del tutto. Probabilmente stavano cercando un tavolo libero ma io notai che le loro spalle erano tese e rigide, così come la loro schiena.
Feci un passo avanti, accorciando la distanza tra di noi e li sfiorai con la mia presenza facendoli rilassare istintivamente.
Helen si voltò per un istante, le sue iridi chiare cercarono le mie per un attimo, e nella luce fioca del locale il loro colore sembrò ancora più profondo.
Le indicai con un cenno del capo un tavolo libero in un angolo, semi nascosto dalla penombra e abbastanza lontano dal bancone e ci dirigemmo verso di esso.
Appena ci sedemmo, Ilan si guardò intorno, lanciando un'occhiata distratta al bancone. Erano passati cinque minuti e nessuno si era ancora avvicinato al nostro tavolo per prendere l'ordinazione e lo conoscevo abbastanza bene da sapere che stava già perdendo la pazienza.
Io e Helen ci guardammo, entrambi trattenendo una risata.
"Vado io a prendere da bere," annunciò Ilan, alzandosi. "Helen vuoi le patatine?"
Scosse la testa ma prima che Ilan si allontanasse, parlai io: "Le voglio io,"
Ilan annuì e scomparì tra le persone, avvicinandosi sempre di più al bancone di legno del locale.
Appena rimasi da solo con Helen, il sorriso mi si trasformò in un ghigno appena accennato. Non potei fare a meno di notare il modo in cui si fece subito più seria, i suoi occhi si ridussero a due fessure mentre si avvicinava, riducendo la distanza tra noi.
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Honey
RomanceHoney non è una storia dolce. È una storia che brucia piano. Helen ha imparato a sopravvivere nel silenzio: tra un passato che pesa, un corpo che sente come un nemico e un cuore che ha smesso di fidarsi. Trasferirsi a Santa Barbara doveva essere un...
