28 - Cherry wine

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Her eyes and words are so icy
Oh but she burns
Like rum on the fire
Hot and fast and angry as she can be
I walk my days on a wire

◦: ✧✲✧ :◦

Julian

Una volta tornato all'interno del locale avevo i nervi a fior di pelle.

Il sudore sui palmi delle mie mani si stava mescolando alle gocce di pioggia che le avevano colpite poco prima.

Le strinsi in due pugni e camminai tra la gente, diretto alla mia camera da letto.

Desideravo che se ne andassero tutti, avevo bisogno di stare solo.

Salii le scale a grosse falcate e nel farlo, la mia spalla urtò quella di Ilan che stava scendendo.

"J," si fermò, ma io salii ancora di due scalini.
Quando vide lo stato in cui mi trovavo il sorriso sparì dalla sua faccia lasciando il posto ad una espressione preoccupata.

"Stai bene? Perché sei tutto bagnato?" Effettivamente i miei capelli grondavano acqua, non mi ero nemmeno reso conto di quanto piovesse fuori.

Ero troppo preso a discutere con Helen, maledizione.

"Si, io..." mi passai una mano tra di essi, cercando di dargli un senso.

Ero così offuscato che le parole mi morirono in gola e cercai di trovare una scusa plausibile.

Serrai la mascella quando non la trovai e i miei pugni si strinsero ancora di più. "Dammi un attimo,"

Riuscii solo a dire, prima di continuare a salire le scale di fretta.

Mi lasciai Ilan alle spalle senza guardare la sua espressione, che doveva essere un misto tra il confuso e lo scettico, e mi rifugiai nella mia stanza.

Chiusi la porta alle mie spalle con un colpo secco e mi ci poggiai contro.

Fottuta Helen e l'uragano che si porta dietro.

Ma cosa mi stava prendendo? Non riuscivo a dare un senso ai miei pensieri.

Era come se quell'uragano avesse portato solo caos nell'ordine che avevo faticosamente ottenuto negli anni.

Un ordine inculcato, studiato fin dai primi anni della mia vita.

Studiare, allenarsi, essere il migliore.

E poi ancora studiare, creare legami e avere una relazione.

Tuo fratello è entrato nei marines.

Tuo fratello ha una compagna.

Mamma, posso andare al mare oggi?
Tesoro, devi studiare, il tuo compito non è andato bene.

Queste parole continuavano a ruggire nella mia testa e cominciai a respirare più velocemente.

Forse avevo bisogno di quel caos.
Avevo bisogno di qualcuno che ribaltasse tutte le carte che avevo in tavola per poter dare un nuovo senso a tutto.

Ne avevo bisogno fisicamente ma non immaginavo come questo caos mi avrebbe fatto sentire.

Perso, confuso, incazzato.

Helen mi faceva sentire più vivo di quanto non mi fossi mai sentito negli ultimi dieci anni.
Più di quanto non mi faceva sentire l'alcol.

Perché dovevo rincorrerla, capirla, leggerle la mente.

Ma il pensiero di star mentendo al mio migliore amico mi torturava.

Non so perché ci teneva così tanto, a questa cosa.
Forse perché ci conosceva; era a lui che raccontavamo delle nostre notti folli.

HoneyLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora