And I don't know where I've been
And I don't know what I'm into
And I don't know what I've done to me
And as I watch you disappear into the ground
My one mistake was that I never let you down
So I'll waste my time and I'll burn my mind
On miss nothing, miss everything
◦: ✧✲✧ :◦
Julian
"Da quanto ti scopi mia sorella, Julian?"
Il mio cuore perse un battito e subito dopo impazzì, facendomi avvertire una fitta nel petto così forte da non farmi respirare.
Non riuscivo a dire niente, anche se forse avrei dovuto farlo.
Si creò un silenzio assordante tra di noi che durò fin troppo, abbastanza perché capisse che la mia esitazione era già una risposta.
I suoi occhi nocciola erano più scuri, serrati, e quando si avvicinò a me con una falcata mi accorsi che stringeva il cellulare in mano.
"Vuoi che ti faccia vedere come l'ho scoperto?" disse con un ghigno amaro.
Serrai la mascella in attesa della sua prevedibile mossa e - infatti - alzò lo schermo del cellulare davanti ai miei occhi.
Ad illuminare lo spazio davanti a noi c'eravamo io e Helen, avvinghiati e con le labbra dell'uno sull'altro. Non avevo scuse, le mie mani erano dappertutto e le sue cercavano di coprire ogni centimetro del mio corpo.
Spostai lo sguardo, inspirando. Non riuscivo a guardarlo nemmeno negli occhi, cazzo.
"Sai qual è la parte più bella, Julian? Che l'ho saputo dall'unica persona che non vedeva l'ora di dirmelo. Non da te, non da mia sorella. Ma da Richie, cazzo."
Mi si strinse lo stomaco. Ma certo, cazzo, certo. Sono stato un coglione a pensare che avrebbe accettato superato tutto senza una vendetta personale. Non dopo tutto quello che era successo.
"Non è come sembra," dissi, ma la voce mi tremava. Ero così patetico.
"Davvero? Allora illuminami. Perché da dove sto io sembra proprio che il mio migliore amico abbia pensato che scoparsi mia sorella di nascosto fosse una grandiosa idea,"
Mi passai una mano tra i capelli, cercando di tenere la calma. "Non ridurla a quello,"
"A cosa dovrei ridurla, Julian? Sei tu che non hai avuto le palle di dirmelo!" Spostò il suo sguardo su di me e finalmente potevo vedere quanto i suoi occhi erano in fiamme.
Le sue parole erano lame. Ed era vero. Non avevo avuto il coraggio. Non perché mi vergognassi, ma perché temevo esattamente questo momento.
Il mio migliore amico, davanti a me, pronto a strapparmi di dosso ogni brandello di fiducia che ci univa.
"Io volevo dirtelo," provai a spiegare. "Non sapevo come, né quando. Non era semplice-"
"Non era semplice?" mi interruppe, con una risata amara.
"Cristo, Julian, parli come se fosse capitato per caso. Ma non è così. Hai scelto. Hai scelto di portarti a letto Helen. Tutto mentre facevi finta con me che andasse tutto come sempre. Non hai avuto neanche il rispetto di accennarlo. Si può sapere da quanto va avanti questa storia?"
Prese un respiro profondo, per poi continuare.
"Sai cosa? Non mi importa. Se tu me ne avessi parlato all'inizio io-" indurì la mascella prima di parlare. "Non ci sarebbero stati problemi per me.
Ma tu hai voluto giocare a Romeo e Giulietta, giusto? Avrei dovuto capirlo cazzo. Quando stavi sempre lì pronto a buttarti addosso a Aiden, o Richie."
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Honey
Storie d'AmoreHoney non è una storia dolce. È una storia che brucia piano. Helen ha imparato a sopravvivere nel silenzio: tra un passato che pesa, un corpo che sente come un nemico e un cuore che ha smesso di fidarsi. Trasferirsi a Santa Barbara doveva essere un...
