Outta my mind, how many times
Did I tell you I'm no good at being alone?
Yeah it's taking a toll on me, trying my best to keep
From tearing the skin off my bones, don't you know
I lose control
◦: ✧✲✧ :◦
Volevo avvisarvi che alla fine del capitolo ci sarà una scena spicy che verrà segnalata dall'inizio alla fine, buona lettura!
Le punte dei piedi coperti solo da un paio di calzini grigi scendevano silenziosamente le scale in legno che portavano alla cucina.
La luce opaca della luna filtrava attraverso le tende della finestra che dava sul giardino e illuminava un lato dei pensili in legno massello.
Mi avvicinai in fretta alla biscottiera in vetro riposta sul marmo della cucina e - cercando di fare meno rumore possibile - la scoperchiai.
Riposi il barattolo accanto al contenitore e presi un respiro profondo prima di afferrare un biscotto.
Solo uno.
Ne assaggiai un morso, poi un altro e dopo poco lo finii del tutto. Il sapore dolce mi invase le papille gustative e la dopamina cominciò a liberarsi nel mio corpo.
Un altro. Questa volta lo infilai tutto in bocca così da non avere pause tra un morso e l'altro. Altra dopamina. Mi sentivo gratificata.
Ne presi altri due insieme, così l'attesa si riduceva sempre di più e avevo più tempo di afferrarne altri durante la masticazione. Non finii di ingoiare il primo che infilai in bocca il secondo e un sorriso ancor più gratificante uscì dalle mie labbra. Era così buono. Ne avrei voluti altri cento.
E così continuai. Ne presi un altro e un altro ancora fin quando le mie dita non toccarono il fondo in vetro del barattolo e mi resi conto che i biscotti erano quasi finiti.
Sentii il sorriso scomparire sulle mie labbra, ne volevo ancora. Cercai di afferrare qualche briciola ma mi fermai quando una lacrima scese lungo la mia guancia.
Cosa stavo facendo?
Dio mio, che schifo.
Rimasi immobile di fronte quel barattolo con le mani ancora alzate e sporche di briciole e poi, mi cominciarono a tremare. Senza rendermene conto i miei singhiozzi ruppero il silenzio della stanza.
Sei ingrassata. Tutto il lavoro fatto in palestra per niente. Vergognati.
"Hel..." sentii una voce dietro di me ma mi parve di immaginarla per quanto bassa e lontana. Quindi rimasi immobile, a singhiozzare.
Poi dei passi nella mia direzione e la figura di Ilan accanto alla mia.
Mi guardava con gli occhi leggermente spalancati e non sapeva cosa dire.
Io rimasi zitta, mi vergognavo e cercavo di nascondere il mio viso con le ciocche color sabbia dei capelli.
Lui si avvicinò a me e mi prese le mani, le strinse appena e poi me le abbassò lungo i fianchi dopo averle pulite con un tovagliolo. Chiuse la biscottiera e mi girò verso di lui.
"È tutto okay," sussurrò cercando il mio sguardo sotto i capelli. "Non è successo nulla."
Volevo parlare ma le parole mi morivano in gola ogni volta che provavo a cacciarle.
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Honey
Storie d'AmoreHoney non è una storia dolce. È una storia che brucia piano. Helen ha imparato a sopravvivere nel silenzio: tra un passato che pesa, un corpo che sente come un nemico e un cuore che ha smesso di fidarsi. Trasferirsi a Santa Barbara doveva essere un...
