29 - West Coast

1.2K 54 13
                                        



You push it hard, I pull away, I'm feelin' hotter than fire
I guess that no one ever really made me feel that much higher
Te deseo, cariño, boy, it's you I desire

Your love, your love, my love

(Nel capitolo sono presenti scene sessualmente esplicite, se non vi va di leggerle le ho segnalate così potete saltarle)

◦: ✧✲✧ :◦

Julian

"Si può sapere chi c'è nel mio fottuto bagno da più di un'ora? Devo pisciare,"

La voce di Ilan rimbombò dall'altra parte della porta, impastata di alcol e irritazione. Helen spalancò gli occhi. Mi fissò come se cercasse una via di fuga negli angoli del mio volto.

Le si irrigidì la schiena sotto la pelle del mio braccio e per un istante la strinsi più forte.

Poi mollai la presa e mi alzai in piedi.

"Ilan, sono io," Provai a parlare con un tono calmo, piatto, ma la voce mi uscì leggermente roca.

Mi voltai verso Helen e le feci cenno di restare in silenzio, portandomi un dito alle labbra. Lei annuì appena, le sue mani tremanti che scivolarono a sistemarsi l'orlo del vestito. Le indicai lo spazio tra il muro e la porta, l'unico angolo che poteva tenerla fuori dalla visuale se anche solo avessi aperto la porta di dieci centimetri. Lei ci si rannicchiò in silenzio, trattenendo il respiro.

"Si può sapere cosa fai da un'ora li dentro?" La voce di Ilan ora era più vicina, e a giudicare dal rumore che fece sbattendo contro il muro, stava facendo fatica a restare in piedi.

Presi fiato e socchiusi la porta quel tanto che bastava per infilare la testa.
La luce del corridoio mi colpì in faccia.

Ilan era lì, barcollante, una mano piantata contro lo stipite per non cadere. Aveva gli occhi lucidi e le palpebre pesanti.

"Mi sto pulendo la faccia," Indicai vagamente la ferita sullo zigomo.

Ilan sbuffò. "Datti una mossa, okay?" annuii e si voltò con passo incerto verso le scale, reggendosi al corrimano. Appena fu fuori vista, mi girai e presi Helen per il polso.

La guidai in camera mia, proprio accanto. Aprii la porta, la feci entrare per prima e la richiusi dietro di noi. Chiave girata.
Solo allora mi appoggiai alla porta per un secondo, cercando di rallentare il cuore.

Helen era lì, immobile in mezzo alla stanza, con la schiena dritta e le mani lungo i fianchi. Sembrava trattenere il fiato.

"Non posso continuare a raccontargli cazzate," bottai, più con me stesso che con lei, passandomi una mano tra i capelli umidi.
"È il mio migliore amico,"

Helen non rispose subito. Si limitò a guardarmi. Aveva gli occhi grandi, accesi da una luce incerta. Le gocce di pioggia avevano fatto arricciare appena i suoi capelli biondi sulle punte, e il labbro inferiore tremava in modo quasi impercettibile. Le guance erano arrossate — forse per l'imbarazzo o per l'agitazione.

"Lo so, io..." cominciò ma il mio sguardo si era bloccato su di lei, come se stessi cercando di ricordarmi esattamente perché tutto questo fosse così difficile.

HoneyLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora