I don't like my mind right now
Stacking up problems that are so unnecessary
Wish that I could slow things down
I wanna let go but there's comfort in the panic
◦: ✧✲✧ :◦
Helen
Il dipartimento di Economia trasudava prestigio da ogni angolazione.
Le pareti, impeccabilmente tinteggiate di fresco riflettevano la luce che filtrava dalle enormi finestre incorniciate da infissi solidi e moderni, in netto contrasto con quelli logori e traballanti del dipartimento di Psicologia, dove la vernice scrostata rivelava strati di tonalità ormai vecchie di almeno cinque anni.
Le porte, rifinite con materiali di buona qualità, si aprivano su aule studio spaziose e ordinate, arredate con lunghi tavoli dotati di prese elettriche e sedute ergonomiche.
Non ero abituata a quell'ordine, sembrava un'università diversa da quella che ospitava le mie lezioni.
Nel mio dipartimento, infatti, era difficile trovare un posto libero per studiare viste le poche aule libere e quelli che c'erano sembravano risalire almeno a dieci anni prima.
Anche l'energia delle persone che affollavano quei corridoi era diversa.
Tutti musi lunghi e con un certo tipo di abbigliamento a cui - da noi- non si faceva tanto caso. Gli uomini indossavano per lo più camicie ben stirate o maglioncini sobri, mentre le donne sfoggiavano tailleur impeccabili, completi in coordinato e, in alcuni casi, addirittura tacchi sottili sotto pantaloni sartoriali.
Nel mio dipartimento risultavo già abbastanza elegante con il mio solito maglioncino affiancato da uno stivaletto nero che mettevo sempre.
Ilan aveva l'esame alle dodici, ma erano già le undici e cinquantacinque quando cominciai a seguire le indicazioni che mi aveva mandato per messaggio.
Mi aveva esplicitamente chiesto di raggiungerlo una volta che l'esame fosse finito, ma la verità era che avevo più ansia di lui. Mi sembrava di non riuscire a stare ferma, e l'idea di aspettare ancora mi rendeva nervosa.
Così, senza pensarci troppo, decisi di partire prima, sperando di arrivare in tempo e di essere lì quando avrebbe finalmente finito.
Aula B-12... Alzai lo sguardo e scrutai i corridoi, cercando di trovare un punto di riferimento. Poi tornai a guardare il cellulare, ingrandendo la foto dell'aula che Ilan mi aveva mandato. Per fortuna aveva accettato il mio pessimo orientamento, quindi ogni volta cercava di farmi capire dove dovevo andare come avrebbe fatto con una bambina di dieci anni.
Nonostante tutto, mi sembrava sempre di perdermi nei corridoi infiniti, ma almeno avevo la certezza che prima o poi sarei arrivata.
Alla fine, dopo aver girato un paio di angoli, scorsi la porta giusta in fondo al corridoio e mi sentii un po' più tranquilla. Ora non restava che aspettare. Speravo che Ilan non si arrabbiasse troppo per il fatto che ero arrivata prima del previsto.
Avanzai a grosse falcate, cercando di concentrarmi solo sulla porta dell'aula, ma sussultai quando una mano afferrò il mio braccio con fermezza. In un attimo, mi ritrovai trascinata verso la prima aula alla mia destra.
Avevo ancora il telefono e i libri della lezione precedente in mano e per poco non mi caddero.
Quando alzai lo sguardo incontrai due occhi color notte che mi scrutavano senza esitazione e il mio battito accelerò.
"Julian," mormorai, cercando di tenermi solida sulle gambe, che già avevano cominciato a tremare al solo pensiero di come mi aveva baciata giorni prima.
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Honey
Storie d'AmoreHoney non è una storia dolce. È una storia che brucia piano. Helen ha imparato a sopravvivere nel silenzio: tra un passato che pesa, un corpo che sente come un nemico e un cuore che ha smesso di fidarsi. Trasferirsi a Santa Barbara doveva essere un...
