EXTRA - venice core

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Dicono che i viaggi insegnino tanto.
Quello a Venezia, ad esempio, insegnò che:
    •    Seonghwa può affrontare qualsiasi cosa, tranne un piccione maleducato.
    •    I gabbiani non temono Dio, né la legge.
    •    E in ogni comitiva c'è sempre qualcuno che spende 700€ in souvenir senza rendersene conto.

Capitolo 1: La fine di un cappotto

Era il primo giorno. Il cielo terso, i canali brillavano, l'atmosfera da sogno.
Seonghwa scese dal vaporetto con grazia, si sistemò il colletto e alzò lo sguardo al Ponte di Rialto — quando un piccione, con tempismo perfetto, lo centrò sulla spalla sinistra.

Soffocò un urletto.
Restò immobile, lo sguardo perso nel vuoto, le mani tra i capelli. Il cappotto di Burberry, comprato per farsi fotografare da Hongjoong "in stile editoriale", era rovinato.
Seguì una crisi d'identità lunga un'ora e mezza, tre pacchetti di salviettine e il giuramento solenne di non perdonare mai Venezia.

Capitolo 2: Il pranzo rubato di Wooyoung

Wooyoung voleva solo una pizza al taglio. Margherita. Semplice. Si era appena seduto su una panchina, pronto a goderne, quando lui arrivò:
Il Gabbiano Maledetto™.

Planò con la precisione di un drone militare, afferrò la pizza e svanì tra i tetti veneziani.

«Quello era il mio pranzo!» urlò Wooyoung, sconvolto.
Lo fermarono solo le imprecazioni di un gondoliere e una signora anziana che, per farlo smettere di lamentarsi, gli regalò una caramella mou.
Fu un giorno difficile.

Capitolo 3: Yeosang e la bancarotta emotiva

Nessuno capì davvero come fosse successo.
Yeosang, partito con uno zaino e un portafoglio pieno, finì per comprare:
    •    56 cartoline (tutte da spedire, nessuna inviata);
    •    7 guide turistiche (una in tedesco);
    •    7 scatole di biscotti veneziani;
    •    una gigantografia di Venezia al tramonto;
    •    due libri sull'architettura gotica lagunare;
    •    14 calamite con scritto "Ti amo Venezia", tutte orribili e chiaramente troppo costose.

«Investimenti culturali.» disse, con la serenità di chi ha appena fatto saltare il budget.

Spoiler: la banca gli bloccò la carta per "attività sospette" e dovette elemosinare spazio in valigia altrui per riportare ciò che fino a quel momento era riuscito a comprare.

Capitolo 4: Campanili troppo alti

Sul campanile di San Marco, mentre tutti scattavano foto, Hongjoong si ripeteva di non guardare in basso, chiedendosi lui stesso come avesse fatto ad arrivare fin lì senza svenire.

La cosa buona fu che, nell'apprensione, Seonghwa smise di lamentarsi del piccione incontinente.

Gli si avvicinò, cercando di tranquillizzarlo.
«Lo sai che qui la gente si bacia per tenersi per sempre?» sussurrò.

«Sai, bisogna solo fare un respiro profondo, chiudere gli occhi per qualche istante e poi...»
E così, si baciarono. E tutti fecero finta di non vedere, ma un po' piangemmo dentro.

Più tardi, un gondoliere gridò loro: «Ve lo dico, io queste cose le vedo da vent'anni. Ma voi due, voi due siete veri.»

Capitolo 5: Yunho, l'Italia e... la gelosia

Yunho, ogni tanto (spesso), si distraeva. Colpa dei ragazzi italiani: belli, alti, abbronzati, divisa da Marina Militare e sorriso letale.

Mingi, ignaro all'inizio, faceva da guida con cartina alla mano, occhiali da sole, passo deciso.
Quando si accorse delle occhiate, però, il suo orgoglio prese fuoco.

Frasi celebri pronunciate da Mingi quella settimana:
    •    «Comunque sono più bello io.»
    •    «Sì, ma io ho il culo più sodo.»
    •    «Threesome?»

L'amore prende molte forme. A volte è anche competitivo.

Capitolo 6: La libido di San

San e Wooyoung avevano già detto tutto. Ma continuavano a dirselo sotto le coperte, ogni notte, con entusiasmo.

Le mattine si perdevano per le calli, le notti le passavano su letti cigolanti, accerchiati da zanzare grandi quanto gatti.
La leggenda narra che nessuno, nessuno, dormì per colpa dei colpi della testiera contro il muro.

Wooyoung perse temporaneamente l'uso delle gambe.
San rideva.
Sembrava amore. Lo era.

Ultimo giorno, ultima scena.

Tutti in stanza.
Piedi nudi, nasi spellati dal sole, coperte addosso, una scatola di ramen istantaneo aperta sul pavimento, e il silenzio che sa di fine.

Venezia li guardava da fuori, magica anche con le valigie pronte.
«Secondo voi ci ricorderemo tutto questo?» chiese Yunho, con la bocca piena.

«Io sì. Di quel piccione, di sicuro» disse Seonghwa.

«E della pizza che ho ceduto a un gabbiano criminale» aggiunse Wooyoung.

«E dell'amore» mormorò qualcuno, troppo piano per capire chi fosse stato.

Risero. Si guardarono. E rimasero così, ancora un po'.

E se è vero che un viaggio non finisce mai davvero, ma resta nei dettagli, negli occhi, negli odori, nelle risate che ti strappano il fiato— Allora Venezia li stava aspettando ancora. Da qualche parte dentro ciascuno di loro. Con i suoi baci rubati, i suoi errori perfetti, le sue calli piene di possibilità.

Presero il volo per Seoul stanchi, pieni, e con la sensazione di volersi più bene di prima.
L'uno accanto all'altro, come se lo fossero stati da sempre.

Fine. Ma solo per ora.

Roommates | WoosanDove le storie prendono vita. Scoprilo ora