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⚠️Questo capitolo contiene linguaggio volgare e riferimenti sessuali espliciti⚠️
«Ne ho già uno in mente.»
La voce di San si fece più bassa, un sussurro roco che gli sfiorò l'orecchio prima che i suoi denti ne afferrassero delicatamente il lobo. Un morso leggero, studiato per provocarlo, e che infatti gli strappò un sussulto involontario.
Wooyoung socchiuse gli occhi, lasciandosi trasportare dal brivido che gli percorse la spina dorsale. Sapeva bene dove San voleva arrivare, e non aveva alcuna intenzione di fermarlo.
«Mmh... - Si schiarì la gola, cercando di mantenere un minimo di contegno, anche se la sua maschera di compostezza vacillava pericolosamente. - E di cosa si tratta esattamente, Choi?»
San non rispose subito. Il suo sguardo si fece più scuro, più intenso, mentre il suo braccio si avvolgeva attorno al collo di Wooyoung, stringendogli il bicipite contro la pelle in un gesto deciso. Lo attirò ancora più vicino, riducendo a nulla lo spazio tra loro.
Wooyoung lo sentì chiaramente. Il calore del suo corpo, la tensione nei suoi muscoli, il modo in cui il tessuto ruvido dei suoi jeans strisciava contro il cavallo dei suoi pantaloni. Il suo respiro accelerò, seguendo il ritmo di quel contatto, lasciandosi trasportare dal gioco pericoloso che stavano mettendo in scena.
San inclinò appena la testa, avvicinandosi alle sue labbra senza ancora sfiorarle. Voleva farlo aspettare, assaporare ogni secondo di quella tensione che cresceva tra loro.
«Lo sai, principessa? - mormorò infine, la voce bassa e carica di un divertimento malizioso. Una risata appena accennata gli sfiorò le labbra mentre lo osservava, gli occhi brillanti di una sfida implicita. - Ho passato un'intera giornata a fare il bravo con i tuoi genitori... ma adesso che siamo soli, non ho alcuna intenzione di continuare.»
Wooyoung inarcò un sopracciglio, divertito. Non si tirò indietro, anzi, si spinse ancora più vicino, riducendo a un soffio la distanza tra loro. Le loro labbra si sfiorarono appena, senza toccarsi davvero, in una provocazione sottile che, stavolta, mandò un brivido lungo la schiena di San.
«Se te lo stessi chiedendo, Choi... - scandì lentamente il suo nome, quasi assaporandolo sulla lingua, come se lo stesse richiamando a sé - ti ho sempre voluto cattivo con me.»
San sorrise, un lampo di soddisfazione attraversò il suo sguardo prima che la sua mano scivolasse lungo il dorso definito di Wooyoung, terminando con una pacca salda sul fondoschiena.
«Così?»
Wooyoung mugugnò appena, senza sbilanciarsi troppo. «Anche un po' di più.»
San rise piano, un suono basso, vellutato, che vibrò nell'aria carico di promesse non dette. Si avvicinò ancora, abbastanza da farsi sentire contro la pelle calda dell'altro. Il suo respiro sfiorò l'orecchio di Wooyoung, lasciando dietro di sé un brivido elettrico.
«Dovresti stare attento a quello che chiedi, principessa.» sussurrò, la voce raschiata da una complicità pericolosa.
La mano di San, prima ferma e quasi giocosa, tornò a risalire il dorso di Wooyoung, stavolta con una lentezza studiata, dita che seguivano ogni solco muscolare come se stessero tracciando un percorso già noto. Lo spinse rudemente per un fianco, costringendolo a voltarsi verso di sé, scaraventandolo contro il muro.
«Meglio?» chiese, stavolta con un tono più basso, quasi un ringhio sommesso.
Wooyoung aprì gli occhi, incontrando lo sguardo di San. C'era sfida, desiderio, e quell'ombra di compiacimento che si accendeva solo quando sapeva di aver preso il controllo.
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Roommates | Woosan
Fiksyen Peminat«Choi?» lo richiamai «Hai dimenticato una cosa.» Il ragazzo si voltò scocciato. «Cosa?» «Me.» La mia battuta smorzò il leggero disagio nella stanza e finalmente il ragazzo mi regalò un sorriso. «Ci vediamo dopo, principessa.» disse ammiccando. D...
