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Rimasi ferma a fissare lo schermo in attesa di una risposta.
Gwen aveva avuto ragione. Sorprendente ma non troppo.

Dalla mia risposta al messaggio mandato da Duncan erano passati una decina di minuti. Almeno non avevo fatto la figura di quella che ha sempre il telefono in mano. Forse.

Speravo non mi lasciasse in sospeso come al solito.

Iniziai a vedere la scritta sta scrivendo nella parte alta della chat. Odiavo ammetterlo ma ero ansiosa di vedere cosa mi stesse per dire.

Wow....beh, dovresti dormire allora.

Che risposta è?

                              
Anche io non riesco a dormire.
Il motivo è lo stesso.
scrissi

Ah.

Con quell'ultima risposta avrei voluto buttare il telefono per terra, ma poco dopo ricevetti una sua chiamata.
Guardai lo schermo terrorizzata.
Mi stava davvero chiamando o mi stava chiamando per sbaglio? Non è che si era fumato qualcosa anche quella sera?

Titubante, gli risposi.

«...Pronto?» dissi in tono basso.
Sperai che Bridgette stesse già dormendo. E se stesse dormendo, sperai che non sentisse la mia voce.

«...Hey»

Perché doveva chiamarmi a mezzanotte?

Mi alzai dal letto «È notte, Duncan.»

«Eppure mi hai risposto...»

Mi davano fastidio i suoi modi sarcastici nel prendermi in giro ma mi erano inspiegabilmente mancati.
Sorrisi e basta , senza dire nient'altro.

«Non ti sei fatto nessuna canna, vero?» domandai scherzando pensando al messaggio che mi aveva scritto. Era scritto troppo bene per essere stato scritto da una persona che è sotto effetto di sostanze.

«Ah-ah-ah.» sbuffó

Sospirai.

«Senti, io ti chiedo seriamente scusa. Okay? Non ho voglia di fare un monologo. E ti ripeto, non mi aspetto che tu accetti le mie scuse. Solo che non riuscivo a dormire e poi non- non è giusto. Ho sbagliato»

Chissà se era stato lui ad accorgersene da solo o qualcuno lo aveva svegliato da quell'insensatezza.

Mi faceva sorridere il modo in cui cercava di risultare il meno dolce possibile, come se si vergognasse. Anzi, senza come se.

Si vergognava eccome.

Ridacchiai «Scrivere ti viene molto meglio. Sei più sincero»

Volevo rimanere seria. Era difficile.
Non volevo liquidare tutto così facilmente. Avevo sofferto ed era giusto che lo capisse bene.

«Io ti ripeto che nemmeno io riuscivo a dormire per quello che è successo.» dissi

Si doveva un po' sentire in colpa. Almeno un pizzico. Ancora per poco.

«E sai, tutto mi aspettavo tranne una canzone mandata a mezzanotte. A quest'ora, se non fossi stata io ma un'altra persona, ti avrebbero già mandato a quel paese. Lo sai questo?»

Duncan sghignazzò «Tu saresti proprio quel tipo di persona.»

Rimasi interdetta per poco. Mi ero resa conto subito che una me di poco tempo prima non gli avrebbe mai rivolto la parola così facilmente. O almeno, se non accompagnata da aggressività.

Cercai di sviare l'attenzione su altro «Dove sei ora?»

«In camera mia, dove vuoi che sia...»

«Okay...»

Midnight Pillow-duncneyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora