Ormai era mezzanotte.
Avevo sentito la mano di Duncan accarezzarmi la testa mentre ero accovacciata sul letto di Geoff.
Fu l'unico pensiero che mi riuscì a distrarre per almeno un attimo. Avevo letteralmente sognato tutto ciò. Non so se in quei sogni era Duncan o qualcun altro, non che me ne importasse molto in quel momento.
La sua mano fu come un cuscino che mi cullò in mezzo a quel buio che regnava sia dentro di me che dentro la stanza.
Riuscii ad addormentarmi verso quell'ora, mezzanotte. Ricordo bene perché lo schermo del mio cellulare si illuminò per una notifica di cui non stetti a vedere cosa fosse. Lessi solo l'orario.
Avevo dormito due ore in un letto che non era il mio. Di nuovo.
Non sentivo rumori in casa. Sembrava che la festa fosse finita da un pezzo. Geoff non faceva mai finire una festa così presto.
Forse non li sentivo io. Forse c'erano ma cercavano di fare poco rumore.
Mi sentii tremendamente in colpa.
Richiusi gli occhi. Erano diventati pesanti e tenerli aperti mi dava sensazione di bruciore.
Da lì a poco mi riaddormentai di nuovo.
Non esagero quando dico che non ebbi la forza di uscire da quella stanza e cercare gli altri. Magari per passare del tempo con loro, rendermi conto che il dolore pesa di meno se lo condividi. Ma non ci fu verso.
I miei amici lo sapevano da tempo che non riuscivo ad essere così.
Avrei dovuto solo capire e realizzare che la vita sulla terra non dura in eterno. Che la nonna Silvia aveva settantaquattro anni quando morì il 14 aprile.
Cosa era andato storto?
Non mi davo pace.
Le domande ripiombavano come crampi quando mi svegliavo per qualche attimo durante la notte.
La luce pallida del giorno mi fece capire che doveva essere mattina presto. Addosso a me avevo un piumone e sentivo un lieve respiro provenire dal mio lato sinistro.
Mi girai e vidi Duncan dormire con le braccia conserte e i vestiti della sera prima.
Mi chiesi perché fosse tornato. Perché fosse tornato per stare vicino a me quando aveva la sua stanza al piano di sopra. A che ora era entrato in camera? E per quale motivo?
Continuavo ad avere solo domande. Motivo per cui avevo un fortissimo mal di testa. Mi avevano stancato tutti quei quesiti.
Presi il cellulare dal comodino. Mi faceva paura tenerlo in mano per l'ultimo utilizzo che ne avevo fatto. Esisteva il ricordo di prima che rispondessi a quella chiamata, quando nel mio mondo la nonna era ancora viva e io avevo solo dei dolori alla pancia.
Il contatto freddo con il cellulare mi fece sussultare.
Le sette.
Sentivo che non potevo più stare lì. Così in silenzio mi alzai dal letto facendo attenzione a non svegliare Duncan. Lo guardai solo per un attimo, mi sembrò che stesse dormendo profondamente ed uscii dalla camera.
Vidi Geoff e Bridgette dormire abbracciati sul divano. Alla fine, degli invitati non era rimasto nessuno a dormire. Non vedevo nessun altro se non loro. Oppure, visto che Duncan era nell'altra stanza, pensai che magari qualcuno stesse dormendo nella sua.
Presi la mia borsa che avevo lasciato la sera prima sul tavolo. Poi, senza neanche controllare che faccia avessi, me ne andai.
Dovevo arrivare a Toronto Roncesvalles. Controllai la distanza dalla posizione in cui ero, ovvero Seaton Village.
Le indicazioni di Google dicevano che ci avrei messo quaranta minuti con i mezzi pubblici.
Dovevo prendere sia un pullman che la metropolitana.
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Midnight Pillow-duncney
Fiksi Penggemar«qualcuno che ti accarezzava la testa?» ripetè, almeno non stava ridendo.
