Tornai a casa.
Studiai in camera mia, sgranocchiando qualche cracker, visto che avevo già mangiato con Noah non avevo più fame. Studiai per due ore precise, senza distrarmi.
Ogni tanto la mia mente mi riportava sul discorso di Noah. Oppure mi chiedevo come stesse la nonna. Mi resi conto di quanto fosse stupido dimostrare a Duncan una cosa così frivola come è bello stare da soli. Come se mi avesse ascoltato o come se mi importasse. Mi faceva perdere tempo su cose così stupide e succedeva abbastanza spesso.
A parte questo, non mi distrai più di tanto.
Finii l'intero capitolo sulle famose consuetudini.
Fu più facile studiare anche perché non c'era Bridgette a casa che avrebbe potuto distrarmi, anche se solitamente non era una presenza fastidiosa quando studiavo.
Credo che fu il silenzio a rendere tutto più tranquillo.
Bridgette sarebbe dovuta ritornare anche se quando stava con i suoi genitori la tirava sempre per le lunghe.
Collegai i suoi genitori ai miei e di conseguenza, pensai alla nonna.
Chissà come stava, cosa faceva, cosa poteva fare...
Quando finalmente mi alzai dalla sedia della mia scrivania, presi il cellulare e andai in soggiorno. Mi sedetti sopra lo stesso divano di quella mattina e ci mesi qualche secondo a decidermi se chiamare mamma o meno.
Feci un bel respiro. Quasi sbiancai quando mi accorsi dello schermo del cellulare illuminarsi.
Mami mi stava chiamando.
Questo mi metteva più ansia di quanto doveva.
Cliccai la cornetta verde e avvicinai il telefono al mio orecchio destro.
«pronto, mamma?» dissi cercando di assumere un tono non preoccupato.
«Courtney tesoro, tutto bene?»
Cercai di capire dal suo tono di voce cosa fosse cambiato dalla sera prima. Purtroppo mia mamma era una persona un po' esagerata, dipendeva anche dalla situazione , ma in genere era abbastanza extra, quindi difficilmente riuscii a capire se volesse darmi una bella notizia o meno.
Dopotutto, da qualcuno dovevo pur prendere questa caratteristica. Ma non ero ai suoi livelli. Mi bilancio anche con il carattere di papà, più razionale ma sempre sull'attenti.
Quello era un tono più calmo di quello precedente, ma con una nota di lentezza, affaticata direi, non mi sembrò angosciata.
«Si, sto bene mamma, ho finito di studiare. C-come-come va?»
«Si, scusa se non ti ho richiamato ieri, ti ho lasciato un po' in sospeso. Zia Carla mi ha chiamato poco fa. La nonna sta meglio, ma deve rimanere in ospedale ancora per qualche giorno»
Un grosso peso si tolse dal mio cuore. Non del tutto, che fosse ancora in ospedale non mi tranquillizzò molto. Si, la nonna era diabetica. Non era come tutti gli altri.
A ogni modo non volevo essere negativa, quindi prendere solo la parte di la nonna sta meglio fu abbastanza, diede luce al mio pomeriggio. La nonna stava bene. Questo era l'importante.
Sorrisi alzandomi dal divanetto «Bene!Sono contenta» dissi «andrete a trovarla?» chiesi curiosa. Se Québec fosse stata vicina a Toronto non ci avrei pensato due volte ad andare da lei, ma già era tanto se andavo a trovare i miei genitori che vivevano nella mia stessa città.
«Io e tuo padre ne stavamo parlando, non siamo ancora sicuri. Forse si. Gli zii sono stati lì tutta la notte...non è stato facile per loro, è stato improvviso, siamo contenti che stia meglio, davvero»
Annuii «anche io lo sono. Spero di rivederla presto». Iniziai a camminare per la sala pensando a passare qualche giorno da lei per starle vicino. Sarei potuta stare un weekend, non ero indietro con lo studio e i prossimi esami li avrei avuto tra un mese. Mi stavo organizzando nella mia testa sapendo benissimo che mamma non me lo avrebbe permesso.
STAI LEGGENDO
Midnight Pillow-duncney
Fiksi Penggemar«qualcuno che ti accarezzava la testa?» ripetè, almeno non stava ridendo.
