«Con tutti i posti che ci sono in città...» mormorai mentre cercavo di seguire Google Maps , che non mi stava affatto aiutando nel raggiungere la Queen Saulter Library.
Quando lessi il nome della biblioteca , di primo acchito non mi disse nulla. Poi ricordai che andai in gita alle elementari proprio in quella biblioteca che da fuori ha l'aria di essere un tempio greco incastonato in un monumento ottocentesco.
Decisi di fare una foto e la postai sulle storie.
Non arrivai in ritardo, e menomale. È una cosa che odio. Avevo già avvisato Gwen che ci avrei messo un po' dato i problemi con le indicazioni di Maps ma alla fine arrivai puntuale. In più, il cielo era nuvoloso e dava proprio l'aria di meteo pessimo nelle prossime ore.
Intanto lei non mi rispose.
Salii le scale pensando che l'avrei aspettata lì al piano di sopra.
C'erano poche persone. Passando in mezzo ai tavoli, mi sentii un'intrusa. Solo con il mio camminare mi sembrava di rompere il silenzio che regnava nella sala.
Di Gwen non c'era neanche l'ombra.
O meglio , c'erano le sue cose.
Messi su un tavolo abbastanza piccolo, riconobbi l'astuccio nero macchiato di scolorina bianca, con la scritta Endolyne sul retro, insieme ai suoi libri e un quaderno.
Dov'era andata?
Le scrissi un messaggio dicendole che ero proprio vicino al suo tavolo.
Mi sedetti davanti alla sedia in cui doveva essere seduta lei non molto tempo prima che arrivassi io.
Stavo per dare un'occhiata agli argomenti che stava studiando ma eccola che la vedo arrivare, con due caffè in mano.
«Heylà!» sussurró, appoggiando i caffè sul tavolo.
«Grazie, ma non dovevi» dissi , chiedendomi dove l'avesse presi. Sapevo che la biblioteca non era munita di bar.
«Suvvia, è un caffè. Senza questo io non riesco a studiare. O a parlare, a volte. Comunque, a due passi c'è un bar fighissimo che si chiama Dark Horse »
Si sedette.
«Che studi di bello?»
«Profilazione criminale» rispose affaticata.
Annuii «Sembra interessante»
«Lo è» disse iniziando a bere il suo caffè.
Stando lì seduta davanti a Gwen mentre facevo irruzione nella sua vita quotidiana, mi resi conto che ero lì per un solo motivo, e quello era Duncan.
Ed ecco che mi sentii per l'ennesima volta fuori posto. Ero uscita con Gwen per parlare del suo migliore amico.
«Era un po' che non ci vedevamo, vero?» chiesi un po' nervosa. La sua reazione al motivo per cui fossi lì mi rendeva nervosa. Non riuscivo a spiegarmi bene il perché. Cioè, ero lì perché Duncan non mi parlava. Quindi? Era così grave?
«Già! Questa università ci lega troppo alle nostre case. A volte non mi lamento...» disse sollevando le sopracciglia.
Annuii.
Mi sorrideva, in attesa che parlassi, mentre si teneva la testa con le braccia appoggiate al tavolo senza fare nessuna domanda.
«Tranquilla, non disturbi» disse sorridendo, lasciandomi per un attimo interdetta.
«Non ti avrei detto di vederci oggi , sennó»
Annuii «Ti ringrazio per la disponibilità»
«E di che»
«Bene. Quello che devo dirti non è nulla di così...importante, direi.» dissi massaggiandomi le ginocchia.
«Okay!»
«Riguarda Duncan. Non so se tu lo stai sentendo, in questi giorni...»
Si sistemò sulla sedia, non sembró sorprendersi.
«Beh, se si parla di Duncan si che è importante» sorrise «Pensa, doveva essere qui con me a studiare, oggi»
«Ah. E come mai non c'è?»
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Midnight Pillow-duncney
Fanfiction«qualcuno che ti accarezzava la testa?» ripetè, almeno non stava ridendo.
