softer

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«Scott ha invitato Courtney a cena.» rispose Duncan.
Bridgette era piombata in cucina giusto giusto per assistere al mio imbarazzo da appuntamento non voluto.

La mia amica spalancò gli occhi e poi fece un urletto fastidioso dalla felicità. Poi però notando il mio sguardo assolutamente non convinto, sbuffó «Ma non mi sembri felice»

«Pensavo avessimo già avuto questa conversazione» risposi io.
«E allora perché hai accettato, sei per caso stupida?»

«Hey!» esclamai. Detesto quando mi chiamano stupida, anche solo per scherzo.

«Non ha tutti i torti» è quello che disse Duncan ma lo ignorai completamente.

«Scusa...» mi disse subito dopo Bridgette inclinando il capo. «Avresti dovuto dire di no, se non volevi. Così pensa che ci stai e lo illudi.»

Mi misi le mani nei capelli. Era una situazione imbarazzante e non mi ero mai trovata in una condizione simile. Non potevo chiamarlo e disdire, assolutamente. Mi piaceva passare il tempo con Scott. Ma non in quel senso.

«Si, è vero» dissi «A quel punto glielo dirò, che non provo lo stesso. È semplice. Se è così, come dite voi» dissi.

«E tu sei sicura di questo?»

Sospirai, stanca. «si, Bridgette.»

«Il che è strano, perché qualche anno fa saresti caduta ai piedi di uno come Scott» ragionó Bri facendo sputare una risata rumorosa a Duncan.

A volte Bridgette tendeva a dimenticare com'era Scott quando andavamo al liceo.

«Intendo, com'è adesso» si corresse.

Era l'ennesima volta che sbuffavo quella sera.

«Senti, possiamo parlare di altro? Piuttosto, come sta Geoff, si è svegliato?»
Bridgette acconsentì a cambiare argomento, grazie a Dio. «Si, più o meno. Lui ancora non si sveglia. Voi se avete fame, iniziate pure a mangiare. »

L'aveva detto come se fosse una punizione.

«nah-grazie» disse Duncan mentre prendeva un'altra nocciolina.
«Un adulto che piange ancora per il minestrone...» disse Bridgette mentre usciva dalla cucina.

L'unica cosa che pensavo in quel momento era: Perché a uno come Scott doveva piacere una come me? Ero troppo diversa da lui. Non aveva senso. Che cosa lo aveva attirato di me? Il modo di parlare ? I capelli? Gli occhi?

«Chissà che succede ora...» sentii Duncan mormorare mentre metteva due piatti in tavola. Lo guardai confusa sperando non dicesse più niente, ma come sempre, allo stesso tempo volevo sentire che cosa avesse da dire.

«Cioè?» chiesi.

«No, dico-chissà che cosa succede nella tua testa adesso. Rimugini su qualsiasi cosa, figurati per questo. Oh no, come faccio a dirgli che non mi piace? Come faccio a dirgli che non voglio vivere in una fattoria insieme ad una famiglia di pettirossi?» tutto imitando la mia voce.

«Sei cattivo» dissi trovandolo di pessimo gusto.

Anche se dovevo cercare di non ridere per il modo in cui mi stava imitando. Se avessi riso avrebbe pensato di essere simpatico e invece era tutto il contrario. Capii che però, solitamente le persone con problemi in famiglia tendono a fare questi tipi di battute.

«Scott ha una bella famiglia.» continuai.

«Li hai incontrati?» mi chiese curioso.

«No» risposi «Ma lo so. Dal modo in cui parla dei suoi fratelli, dei suoi genitori. Ci sono delle cose che puoi sentire anche se non le vedi»

Midnight Pillow-duncneyLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora