Caleb

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Capitolo 55

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Capitolo 55

Qualsiasi cosa tu faccia giusta o sbagliata che sia. Falla e non pentirtene.
E nel caso dovessi pentirtene, fallo con un buon bicchiere di vino e una buona dose di autostima.
Kappa_07

Avevo un piede sulla soglia dell'entrata e una ancora appoggiata sulla porta scorrevole che tentavo di tenere aperta per avere la visuale completa della telecamera mentre l'occhio movibile mi osservava attraversa distrattamente l'ingresso

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Avevo un piede sulla soglia dell'entrata e una ancora appoggiata sulla porta scorrevole che tentavo di tenere aperta per avere la visuale completa della telecamera mentre l'occhio movibile mi osservava attraversa distrattamente l'ingresso.

Un leggero strato di sudore mi imperlò la fronte quando l'odore dei disinfettanti mi raggiunse il naso, il cuore stava pompando ad un ritmo crescente nel mio torace ampliando la percezione delle sostanze chimiche nell'aria, e le mani iniziavano a tremare inviandomi leggeri spasmi scostanti ogni volta che tentavo di sorreggermi alle pareti fredde e bianche.

L'idea che Lenny aveva messo in piedi quella mattina poteva funzionare, ma se non fossi stato soccorso al più presto da un medico di turno, sarebbero stati guai serissimi per me.

Sentivo il corpo salire di temperatura e il mio stesso fiato, sembrava lava condensata ogni volta che sospiravo, il respiro si fece sempre più intenso, così aprii la bocca per riempire i polmoni che non avevano sufficiente ossigeno.

Il sangue pulsava in gola, e nelle tempie mentre l'aria si fece sempre più pesante, il caldo attraversava la maglietta che mi sembrava una gabbia fatta di stoffa e l'istinto di levarmela di dosso mi formicolò un angolo remoto della mente. Le gambe erano stanche e mi tremavano le ginocchia ma mi feci forza per arrivare fino al centro della hall. Notai La gente che mi passava accanto frettolosamente, senza fare caso a me; avevano i loro problemi e non gliene facevo una colpa.

Feci dei passi in avanti traendo dei respiri regolari anche se mi sentivo stanco e quasi al limite delle forze. C'erano delle persone vestite con camici bianche aldilà del bancone e solo quando cercai di pulire il sudore dalla fronte facendo uno sforzo non da poco, che una di loro si voltò verso di me e mi guardò pronta a intervenire. Portai la mano sul petto nel tentativo inutile di stringere il cuore per rallentare i battiti ma era tutto così veloce e così lento allo stesso tempo.

𝙳𝙰𝙻𝙸𝙰 𝙽𝙴𝚁𝙰Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora