Caleb

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Capitolo 59

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Capitolo 59

"Nessuno può dirti chi devi essere, se ciò che sei adesso, ti aiuterà a diventare ciò che sarai domani. Solo le tue azioni possono dirtelo. Solo tu puoi raccontarti"

Kappa_07🦋

«Lei resta con te»

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«Lei resta con te». Osservai Dean appoggiato alla portiera della macchina, che mi fissò corrucciando le sopracciglia bionde.

Mi bruciò il volto per l'intensità dello sguardo di Lilla, ma non volevo incontrare quei due ametisti che aveva al posto degli occhi. Ero consapevole di essermi comportato come un vero stronzo, ma non potevo mettere in pericolo la sua vita. Lei era stata sempre la mia prima priorità.

Ma la conoscevo, sapevo che non avrebbe cambiato idea e avrebbe fatto una delle sue pur di tirarmi fuori dai guai.

Lilla Baker era l'unica persona nella mia vita che non avrei mai potuto gestire. Era come uno tsunami in pieno inverno se si metteva in testa qualcosa e non potevo permettermi di metterla ulteriormente in pericolo.

«Tu sei uno stronzo lo sai?» mi insultò battendo le mani sul mio petto. Non mi mossi, ma l'istinto era quello di volerla baciare per far svanire la sua rabbia. «Lo so occhi Viola, ma se devo tenerti al sicuro, me ne farò una ragione sull'essere stronzo», le risposi. Lei strinse la mascella mordendosi la lingua ma non riuscì ad aggiungere altro perché Dean sospirò rumorosamente.

«Se avete finito, io chiamerei i ragazzi», si intromise Dean battendo leggermente le mani sul vetro. «Lenny ha tenuto d'occhio tutto il tempo gli uomini di Lion ed Eliot ha la posizione esatta di Trevor. Per ora le strade sono sgombre, quindi è meglio che ti muova». Mi informò.

Lilla si volse verso Dean e lo fissò con lo sguardo serio. «Avete organizzato tutto senza di me?» chiese con una nota di rabbia nella voce. Poi incrociò le braccia al petto e si volse di nuovo verso di me. «Quando smetterai di tenermi all'oscuro dalle tue decisione Caleb?», chiese ferita.

Deglutii, sentivo il cuore battere forte contro la gabbia toracica, vederla delusa per l'ennesima volta da me fu come se mi avessero scaricato un caricatore addosso.
«Voglio solo proteggerti piccola. Questo non è un mondo che fa per te. E lo so bene quanto sei intrepida e coraggiosa». Respirai gonfiando il petto col cuore che batteva forte, e grondava di orgoglio. I suoi occhi si illuminarono increduli per un attimo. «Ma tu sei... troppo innocente per questo mondo».

𝙳𝙰𝙻𝙸𝙰 𝙽𝙴𝚁𝙰Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora