~DARK ROMANCE~
(Contiene scene MOLTO🌶esplicite)
♧Wolves and Flowers Series♧
Lilla è una ragazza dolce, una di quelle che ama la natura e preferisce avere pochi amici ma buoni. È una ragazza che lavoro sodo e non pretende mai nulla dagli altri.
Ma...
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Ogni verità fa male allo stesso modo della bugia, solo che quest'ultima è amara e ti lacera lo stomaco. 🪶Kappa Seven🪶
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1 Anno dopo. Il ritorno di Caleb. Circa dodici ora prima della festa di Krampus Nero
Tornare a Little Falls dopo un anno, non era stato facile, l'idea di trovare ogni cosa diversamente da come l'avevo lasciato mi urtava il sistema nervoso.
Ero partito tre giorni prima in sella alla moto per essere qui prima di Lion. Se avessi dovuto passare il viaggio con una persona vanitosa fino allo stremo come lui, probabilmente avrei usato la pistola che mi aveva regalato per il mio ventesimo compleanno per spararmi in bocca.
Strinsi forte le mani a pugno dirigendomi verso l'entrata dello studio di Rob. Ero stanco, non avevo riposato niente in quel motel lurido della sera precedente, il tanfo del vomito e del piscio mi aveva tenuto sveglio per tutta la notte, e poi i pensieri, erano come una corda tesa di un violino che pizzicavo lentamente anche se non volevo. Lei... pensavo solo a lei e a quello che si faceva per colpa mia...
A Little Falls, Sembrava tutto uguale e altrettanto nello studio di Rob. Una sensazione simile alla tristezza mi assalii. Ci eravamo sentiti pochissime volte durante l'anno, e tutto si riduceva a: "Caleb come stai?"
Quando entrai dentro, notai le luci spente, un silenzio assordante che non apparteneva al posto, perché la musica a palla era il motto di Rob per poter lavorare sereno: aggrottai la fronte, Rob lasciava sempre le luci accese, tesi l'orecchio e rimasi in silenzio confuso, ero sicuro che avrebbe avuto clienti a breve, aveva sempre avuto in agenda piena.
Nei pochi giorni prima di Halloween c'era sempre qualcuno che si voleva tatuare e mancavano solo tre giorni. Svoltai a sinistra con passi lenti, anche il corridoio era all'oscuro, i soliti LED blu a muro non erano accesi. Continuai a camminare sbucando nella sala principale: non c'era nessuno, ma il profumo di carta e inchiostro mi perforarono le narici: profumo famigliare.
Arricciai le labbra confuso ed estrassi il telefono dalla tasca. C'era qualcosa che non quadrava. Rob non avrebbe mai e poi mai dimenticato degli appuntamenti, oltretutto, la solita ragazza non c'era alla reception, ma allo stesso tempo la porta dell'ingresso era aperta. «Sì decisamente qualcosa non andava». Bisbigliai inoltrandomi nel corridoio a sinistra.