Caleb

6.2K 280 87
                                        

Capitolo 51

Questo capitolo contiene scene estremamente spicy 🌶️🌶️🌶️, e scene di violenza sui minori
Leggere con consapevolezza!!!

Questo capitolo contiene scene estremamente spicy 🌶️🌶️🌶️, e scene di violenza sui minoriLeggere con consapevolezza!!!

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Fuoco e fiamme: ridurrei me stesso in fuoco e fiamme per un attimo di te

Dicono che il dolore sia come una catena invisibile che si stringe intorno al cappio di colui che si sente imperfetto, oppure in poche semplici parole: condannato all'inferno

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.


Dicono che il dolore sia come una catena invisibile che si stringe intorno al cappio di colui che si sente imperfetto, oppure in poche semplici parole: condannato all'inferno.

Ecco, io ero quella persona che aveva passato tutta la vita a odiarsi, pur avendo una vita da vivere davanti a sé. Credo che ci siano diversi stadi di dolore.

C'era quello fisico, che per quanto mi riguardava, poteva essere il più sopportabile, anche se le cicatrici restavano come un ricordo indelebile che sarebbero sempre bruciato dentro l'anima.

C'era quello emotivo, gli strascichi di un dolore passato, una sofferenza infusa nel dolore fisico che ti lasciava il ricordo corrosivo pure dopo la morte, la sofferenza di un'anima martoriata che ti faceva fare follie, quello del male assurdo e insopportabile che ti generava demoni e forse anche allucinazioni.

E poi c'era il male. Il vero male, il cui non riesci poi a definirlo anche se ci provi con tutto te stesso. Era un male che non ti prendeva solo la mente e corpo, non era dettato dal male fisico, no. Era qualcosa di intimo e rabbioso che non nasce, ma cresce dentro perché fa parte di te fin dall'inizio della tua esistenza.

Ecco. Io ero la definizione di un male che andava oltre al senno del poi. Ero la certezza che questo male ti poteva divorare da dentro lentamente, come un veleno raro, come il cancro.

Potevo combatterlo quanto volevo, ma alla fine era lì, dentro la testa, e anni dopo lo combattevo ancora, come un guerriero antico e stanco, ma senza mollare mai.

Restava dentro di me, era lo strascico di tutto ciò che avevo combinato nella mia vita. Violento, stalker, assassino, erano parole che mi appartenevano. Epiteti che mi ero attaccato addosso da solo, perché per gli altri avevo indossato maschere false, perché il dolore fisico mi aveva portato a non fidarmi mai di nessuno, e quello emotivo ad annientarmi la mente lentamente, facendomi vedere ombre da per tutto.

𝙳𝙰𝙻𝙸𝙰 𝙽𝙴𝚁𝙰Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora