~DARK ROMANCE~
(Contiene scene MOLTO🌶esplicite)
♧Wolves and Flowers Series♧
Lilla è una ragazza dolce, una di quelle che ama la natura e preferisce avere pochi amici ma buoni. È una ragazza che lavoro sodo e non pretende mai nulla dagli altri.
Ma...
Questo capitolo contiene scene estremamente spicy 🌶️🌶️🌶️, e scene di violenza sui minori Leggere con consapevolezza!!!
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Fuoco e fiamme: ridurrei me stesso in fuoco e fiamme per un attimo di te
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Dicono che il dolore sia come una catena invisibile che si stringe intorno al cappio di colui che si sente imperfetto, oppure in poche semplici parole: condannato all'inferno.
Ecco, io ero quella persona che aveva passato tutta la vita a odiarsi, pur avendo una vita da vivere davanti a sé. Credo che ci siano diversi stadi di dolore.
C'era quello fisico, che per quanto mi riguardava, poteva essere il più sopportabile, anche se le cicatrici restavano come un ricordo indelebile che sarebbero sempre bruciato dentro l'anima.
C'era quello emotivo, gli strascichi di un dolore passato, una sofferenza infusa nel dolore fisico che ti lasciava il ricordo corrosivo pure dopo la morte, la sofferenza di un'anima martoriata che ti faceva fare follie, quello del male assurdo e insopportabile che ti generava demoni e forse anche allucinazioni.
E poi c'era il male. Il vero male, il cui non riesci poi a definirlo anche se ci provi con tutto te stesso. Era un male che non ti prendeva solo la mente e corpo, non era dettato dal male fisico, no. Era qualcosa di intimo e rabbioso che non nasce, ma cresce dentro perché fa parte di te fin dall'inizio della tua esistenza.
Ecco. Io ero la definizione di un male che andava oltre al senno del poi. Ero la certezza che questo male ti poteva divorare da dentro lentamente, come un veleno raro, come il cancro.
Potevo combatterlo quanto volevo, ma alla fine era lì, dentro la testa, e anni dopo lo combattevo ancora, come un guerriero antico e stanco, ma senza mollare mai.
Restava dentro di me, era lo strascico di tutto ciò che avevo combinato nella mia vita. Violento, stalker, assassino, erano parole che mi appartenevano. Epiteti che mi ero attaccato addosso da solo, perché per gli altri avevo indossato maschere false, perché il dolore fisico mi aveva portato a non fidarmi mai di nessuno, e quello emotivo ad annientarmi la mente lentamente, facendomi vedere ombre da per tutto.