~DARK ROMANCE~
(Contiene scene MOLTO🌶esplicite)
♧Wolves and Flowers Series♧
Lilla è una ragazza dolce, una di quelle che ama la natura e preferisce avere pochi amici ma buoni. È una ragazza che lavoro sodo e non pretende mai nulla dagli altri.
Ma...
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Capitolo 50
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Il vento mi solleticava il volto e le ciglia durante la corsa sulla moto di Caleb per chissà dove. Tremavo tutta, avevo il cuore in gola, e nonostante la giacca di lui addosso, non riuscivo a fermare i brividi che mi correvano lungo la spina dorsale.
Mi ero spalmata contro il suo corpo statuario mentre lui si mangiava le miglia ad una velocità spropositata con le stelle che ci accompagnavano ad ogni passo come se fossero gli occhi degli dei.
Non sapevo cosa pensare, oltre la certezza che potevo sentire il suo calore, la sua presenza, il battito del suo cuore che tuonava attraverso la schiena ad un ritmo scostante. Gli avevo detto che lo amavo e stavo per dargli ogni cosa di me. Ma non mi spaventava. Non c'era più nulla che mi avrebbe spaventata ormai più dell'idea di saperlo morto.
Quindi mi sarei presa ogni cosa avrebbe voluto darmi e lo avrei custodito in me con ogni forza. Capii che aveva svoltato a sinistra, non aveva più una casa, ma quando sbucammo di fronte a un edificio di tre piani a sud di Little Falls alto, lui si infilò in un garage con la saracinesca aperta, presupposi dormisse lì quando frenò piano rallentando sempre di più.
Spense la moto poggiando i piedi per terra, così mi issai sulle sue spalle e scavalcai la sella togliendomi il nasco che mi aveva dato di fronte a lui che fece lo stesso subito dopo. Lo prese, osservandomi coi suoi occhi penetranti e lo mise sulla sella, mi prese per mano, lo baciò e poi si diresse verso l'unica porta che c'era di fronte. Lo aprii in rigoroso silenzio, e prese a salire le poche scale di un piccolo corridoio in salita, a destra restava una porta blindata del colore grigio scuro, tirò fuori delle chiavi e lo aprì facendomi entrare.
Mi avvolse un profumo di cedro e di whisky tanto familiare che dovetti chiudere gli occhi e riempire i polmoni. L'ambiente era spazioso, c'era un divano in pelle marrone alla sinistra, mi avvicinai e poggiai la mano per far smettere le gambe di tremare; con un tavolino di vetro in mezzo dove spostai per appoggiare meglio il bicchiere vuoto che era in bilico, a destra, un po' più in là si trovava un sacco da boxe appeso da grosse catene.