Lilla

1.6K 116 33
                                        

Capitolo 57

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Capitolo 57

"La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici."
EPITTETO

Guardavo mia zia come se fosse una persona totalmente irriconoscibile

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Guardavo mia zia come se fosse una persona totalmente irriconoscibile. Stentavo a credere a tutto ciò che mi aveva detto. Mi aveva parlato per un'ora del suo passato. Trascorsi di una vita lontana dove io non ne facevo parte ma mia madre si, e tutta una generazione che non era la nostra. Aveva dell'incredibile poiché mi sembrava una situazione ripetuta, non potevo che paragonare la sua storia con quella dei lupi. Solito trascorso, dove il caos era al centro dell'attenzione.

Credere a tutto ciò che mi diceva mi era forse impossibile, ma sapevo che stava dicendo la verità. Erano stati giovani e innamorati, Lion, lui... era solo un ragazzo ferito. Aveva perso così tanto per colpa di suo padre e suo fratello. Non riuscivo a concepire come fosse possibile che il genitore faccia così tanto del male al proprio figlio. Ma le prove erano evidenti. Caleb aveva sofferto altrettanto per mano di suo padre, e non potevo farne a meno di paragonare le due situazioni.

Mi venne la pelle d'oca al ricordo delle cicatrici che aveva Caleb sulla schiena. argomento che non avevamo mai tirato fuori. Anche se coperti dall'inchiostro nero, erano lì, ben visibili al tatto. Un segno indelebile della crudeltà inflitta. Anche Lion, aveva delle cicatrici indelebili, ma diversamente, per lui erano dentro il suo cuore. Aveva perso suo figlio e la sua amata in un colpo solo per l'ego e la pazzia della sua famiglia. Sentivo il nodo stringermi la gola per la tristezza che mi assalì violenta. Ero ben consapevole della donna che avevo di fronte e mi guardava con i suoi occhi grandi e verdi in attesa di una mia reazione.

Sembrava non respirare, aveva le spalle tese, si grattava le unghie, gli occhi allargati che osservavano in ogni direzione per la paura della mia reazione. Lei era stata la chiave delle disgrazie di Lion. Per quanto fosse stata sleale con il suo ex amante e i suoi amici, non potevo incolparla del tutto. La paura di perdere mia madre le aveva impedito di raccontare la verità a Lion. Per quanto avesse sbagliato, e non cera dubbio che avesse commesso il crimine terribile di non fidarsi dei suoi amici, capivo, la paralisi dell'ansia di perdere una persona a lei cara. Eppure, la osservavo e non riuscivo a perdonarla per ciò che aveva fatto, nonostante si trattasse della vita di mia madre.

𝙳𝙰𝙻𝙸𝙰 𝙽𝙴𝚁𝙰Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora