Lilla

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Capitolo 53

Con l'amore basta l'acqua, senza amore non basta il cibo

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Con l'amore basta l'acqua, senza amore non basta il cibo.
有情饮水饱,无情食饭饥 (Yǒuqínɡ yínshuǐ bǎo, wúqínɡ shífàn jī)
Proverbio Cinese

Avevo sofferto così tanto nella mia vita che un altro po di dolore non faceva altro che intensificare ciò che realmente si annidava dentro di me

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Avevo sofferto così tanto nella mia vita che un altro po di dolore non faceva altro che intensificare ciò che realmente si annidava dentro di me. Un fuoco rovente che era alimentato dalle parole che Caleb mi aveva rivolto, dalle verità inconcludenti, da ciò che non osavo dire a voce alta per paura che quel sogno che stavo vivendo si sgretolasse come sabbia nel deserto. Era paura.

Puro terrore nato da traumi che nemmeno ricordavo. Ma Caleb era vivo... e ciò bastava. Sarebbe stato tutto ciò di cui avevo bisogno.

Quel ragazzo oscuro, malconcio, straziato, martoriato. Quel ragazzo oscuro che mi aveva fatto del male e che si era fatto del male, stava giocando un gioco molto più terribile. Il gioco della Dalia Nera, ma stavolta sul serio.

Non eravamo più a scuola, ora ero consapevole che non si riduceva più a scherzi, piani per mortificare il prossimo, e delusioni con cause ad effetto e traumatiche.

Ora eravamo dentro a un gioco molto più grande di tutti noi messi insieme. E io più ci pensavo, più mi trattenevo a non mostrare l'ansia, la rabbia, la disperazione. Il ragazzo che mi aveva baciata in biblioteca un anno fa, non c'era più.

Il ragazzo che mi aveva fatto passare le pene dell'inferno se n'era andato e al suo posto era tornato un uomo vigoroso dalle spalle larghe, tatuaggi nuovi, corpo quanto un armadio vivente e un volto trasformato in arma pura.

Non riuscivo a trovare il suo ghigno in quel pezzo di ghiaccio, in quegli occhi grigio-azzurri non c'era più il vecchio Caleb.

Anche mente mi osservava indossare la sua maglietta seduto sulla poltrona all'angolo della stanza con una sigaretta spenta che rotolava fra le dita come se fosse la chiave di ciò che si arrovellava nella sua mente; mi fissava, il suo volto era imperturbabile, le labbra morbide che mi avevano baciata ogni centimetro del corpo, erano ben serrate, le palpebre parevano chiudersi con meticolosa lentezza, quella luce grigia che gli spegneva lo sguardo di libido ogni volta che mi guardava mi fece capire che era soprappensiero.

𝙳𝙰𝙻𝙸𝙰 𝙽𝙴𝚁𝙰Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora