Lilla

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Capitolo 54

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Capitolo 54

"A chi cerca di sconfiggere i propri demoni chiudendoli nell'armadio.
E a chi apre la porta per farli entrare e convivere con loro nel caos"
Kappa_07

Credevo di svegliarmi accanto a un corpo caldo ascoltando il suo respiro profondo e la sua energia che attraversava lo spazio che ci separava, ma mi sbagliavo di grosso

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Credevo di svegliarmi accanto a un corpo caldo ascoltando il suo respiro profondo e la sua energia che attraversava lo spazio che ci separava, ma mi sbagliavo di grosso. Quella mattina Caleb era volatilizzato, e pensai per un attimo che tutto fosse stato un sogno.

Che ero definitivamente diventata pazza. Eppure il profumo di cedro che permeava la stanza, le mie gambe tremanti e il dolore leggero che sentivo in mezzo alle cosce mi ricordavano che era stato tutto vero.

Tutto ciò che avevamo fatto e tutto ciò che ci eravamo detti era stato vero e non un sogno delirante nato dalla mia mente o dal dolore profondo che avevo vissuto quando avevo scoperto che lui non ci sarebbe stato mai più.

Quella mattina mi alzai dal letto cercandolo nel piccolo bilocale dove ci eravamo rifugiati eppure non c'era traccia di lui. Con il cuore in gola iniziai a vestirmi di nuovo perché nonostante mi avesse abbandonata da sola in quella casa, c'era un domanda martellante che mi si era attaccato alla pelle e mi faceva formicolare ogni cosa.

L'urgenza di voler parlare con mia zia.  C'erano tanti segreti che l'avevano plasmata in ciò che era diventata, segreti che forse avrebbe voluto seppellire insieme alla sua morte, ma io dovevo sapere. Sapere se conosceva Lion, capire perché non mi aveva chiamato immediatamente quando aveva scoperto che Caleb era vivo, e se conosceva la donna che Lion era disperatamente alla ricerca dei suoi resti.

Chi era? Chi era veramente la donna che mi aveva cresciuta? Mentre mi vestivo, mille domande e mille dubbi mi assalivano la mente eppure non riuscivo a trovare alcuna risposta. Non avevo con me il cellulare e non potevo chiamare nessuno per venire a prendermi, quindi sospirai pronta per volgermi verso la porta d'ingresso e fare quattro miglia a piedi fino a casa mia.

Diedi un'ultima occhiata alla casa prima di dirigermi verso la porta d'ingresso, quando sentii dei passi pesanti venire nella mia direzione, mi allontani di riflesso e senza nemmeno accorgermene andai a sbattere contro la poltrona alla destra che spostai di forza producendo un rumore graffiante sul pavimento.

𝙳𝙰𝙻𝙸𝙰 𝙽𝙴𝚁𝙰Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora