Caleb

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Dicono che i fiori del male sbocciano col tempo

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Dicono che i fiori del male sbocciano col tempo.
Eppure...
Kappa_07

Capitolo 60

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Capitolo 60

Ad ogni centimetro che la macchina mangiava, mi sembrava al rallentatore. "Trevor sapeva che ero vivo". Ma poco importava dal momento che non gli era mai fregato nulla di me. Quello che mi faceva fermare il respiro, era la consapevolezza che avrei conosciuto mia sorella nelle circostanze peggiori che potessi mai immaginare. Iniziarono a sudarmi le mani diventando scivolose al volante. Non ero sicuro di voler confrontarmi con Trevor sapendo che lei poteva sentirci. Non le avrei mai fatto questo. Non avrei mai distrutto l'idea che la mia sorellina aveva di suo padre.

Sì. Volevo vendicarmi e chiedergli ogni cosa, ma se l'avessi fatto ora, avrei rischiato di mettere in pericolo mia sorella. E lei non c'entrava nulla con tutta questa storia. Avrei trovato comunque un altro momento. Avrei fatto in modo che Lion non andasse a cercarlo prima.

Ora che avevo i pezzi della storia potevo metterli insieme. Lion reputava colpevole Trevor per la morte della donna e del bambino che amava. Aveva ucciso suo padre per vendetta e aveva aspettato me, per vendicarsi di Trevor. Sospirai, facendo scivolare le mani sul volante, con il cuore che batteva forte nel petto. Sentivo le sopracciglia tirare da quanto stavo corrugando la fronte.

«Chiama i ragazzi. Digli di ritirarsi all'oasi. Per ora è l'unico luogo sicuro. Né Trevor, né Lion sanno che quel posto è mio. Ed è l'ultimo luogo in cui andrebbe a cercarmi. Incontrerò Trevor un'altra volta». dissi a Lilla serio.

Sentii il suo sguardo bruciare sulla pelle, e mi voltai osservandola a mia volta per un attimo. Aveva gli occhi lucidi e le labbra semi chiuse. Le gote erano rosse per la tensione e le spalle tese. Il maglione azzurro che aveva addosso la faceva illuminare il volto. Deglutì e annuii distendendo le labbra carnose il un sorriso sfuggente. Non mi ci volle molto a capire che aveva compreso i miei pensieri.

«Caleb...». Sussurrò stupita con lo sguardo fiero. Il mio cuore perse un battito.
«Mia sorella non lo merita. Non merita di sapere il mostro che è Trevor. Voglio che cresca conoscendo l'amore di suo padre, quell'amore che io non ho mai avuto. Non voglio che abbia del rancore da grande... per me, per averglielo strappato via. Incontrerò Trevor un'altra volta». Conclusi con un nodo in gola.

𝙳𝙰𝙻𝙸𝙰 𝙽𝙴𝚁𝙰Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora