La stanza che Amber aveva affidato a Robin era confortevole, seppur spoglia. Il letto era comodo e non c'era un filo di polvere. La cosa che sorprese più Robin fu l'armadio: quando andò ad aprirlo, trovò le ante piene di vestiti della sua misura, come se fossero sempre stati lì ad aspettarlo. Come Amber aveva effettivamente detto, c'era un orologio dietro la porta, ma, con grande ansia da parte di Robin, quando lo guardò segnava le sette e venti. Si piazzò davanti all'armadio e tirò fuori un paio di jeans puliti e una felpa verde scura.
Si passò le mani sulle palpebre, cercando di far diventare gli occhi di un colore normale e si precipitò fuori dalla stanza, finendo addosso a Jade. La ragazza indossava un paio di stivaletti e dei leggings con un maglione azzurro.
<< Facciamo attenzione!? >> gridò, indispettita.
<< È che siamo in ritardo per la cena e ho quasi la sensazione di perdermi durante la ricerca della sala da pranzo e... >>
<< Di certo non sono io la sala da pranzo >> Jade lo guardò, sorridendo maliziosa << Comunque, se vuoi mangiare, senza venir mangiato da Amber, vieni con me >>
Robin osservò per un attimo Jade che si allontanava per il corridoio, poi si affrettò a seguirla.
<< Vivi qui da molto? >> chiese, raggiungendola.
Jade non si voltò per guardarlo, ma rispose con noncuranza << Circa una decina d'anni >>
Robin la osservò di nuovo, sembrava avere poco più di sedici anni ... eppure, esattamente come lui, ne aveva molti di più.
<< E Lauren è tua sorella? >> chiese, senza guardare la ragazza.
Jade si fermò, colta alla sprovvista << Lauren? Mia sorella? >> Lo osservò un attimo, per essere sicura che fosse serio, che non stesse scherzando, poi scoppiò a ridere << È l'idea più ridicola del mondo! >>
<< Deduco che sia un no >>
<< Tu che dici? >>
<< Be', sembravate comportarvi come due sorelle prima ... >>
<< È così che ci comportiamo noi, punto. Non siamo sorelle. Ci siamo solo risvegliate insieme >>
Jade percorse il corridoio fino alla piccola anticamera e aprì la porta che dava sul pianerottolo delle scale.
<< Le altre stanze del corridoio di chi sono? >> chiese Robin, scendendo le scale.
<< La prima è la tua >> spiegò Jade << La seconda è la mia, la terza di Amber e l'ultima è vuota >>
<< E Lauren? >>
Jade non rispose subito, soppesando le parole. << Lei ha un'altra stanza. Ti consiglio di non cercarla. Non vede molto bene gli ospiti >>
<< Le piace stare da sola? >> indagò Robin, cercando di non sembrare troppo ficcanaso.
<< In realtà le piace stare con gli altri, ma non ne ha molto la possibilità, ecco >>
Jade, in fondo alle scale, camminò spedita fino al corridoio del piano terra. Appena Jade aprì la porta della sala da pranzo, un odore di cibo e un confortevole calore colpirono Robin. La stanza era vuota, ma la tavola, troppo grande per ospitare solo quattro persone, era già apparecchiata e strabordante di cibo.
Jade sorrise, quasi improvvisamente, gli strizzò l'occhio e prese posto dall'altra parte del tavolo. Il ragazzo fece per sedersi di fronte a lei, ma uno spruzzo d'acqua, uscendo da una brocca, gli bagnò la faccia.
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IL QUINTO INGRANAGGIO
FantasyIl mondo è popolato da milioni di razze diverse, una di queste è quella dei Derwin, creature pressoché immortali, dotate di poteri incredibili. Esistono centinaia di Derwin, ma la nostra lente d'ingrandimento va a un piccolo gruppo, cinque persone c...
