Scena 30

11 2 0
                                        

Lauren rimase da sola nel bagno, davanti allo specchio, le mani aggrappate al bordo del lavandino e le nocche pallide. Ogni volta che chiudeva gli occhi, anche per pochissimo, rivedeva se stessa che spingeva Steve da parte e rischiava di farsi colpire.

Scosse la testa, tentando di scacciare le immagini da dietro le proprie palpebre. Aprì il rubinetto dell'acqua fredda. Si ripulì mani e braccia dal sangue e poi si buttò sotto la doccia. Aveva i capelli così appiccicati dal sangue da non riuscire a passarci le dita in mezzo.

Quando uscì dal bagno, i vestiti puliti e i capelli ancora bagnati, si diresse in fretta verso la propria stanza. Rabbrividì quando, a piedi nudi, salì la scala di marmo. Svoltò a sinistra e entrò nella biblioteca. Camminò piano fino al centro della stanza e si fermò con un sospiro. Era agitata: continuava a schioccare le dita e a battere piano il piede sul pavimento. Così tanti dubbi le affollavano la mente ... Perché Steve era rimasto in quello stato così a lungo, quasi volesse che la paura continuasse a invaderlo? Cosa aveva visto? Come avevano fatto a percorrere il corridoio in così poco tempo?

Valutò l'ipotesi di andare a dormire presto, dopo aver letto parecchio, ma alla fine, dopo aver guardato l'orologio e aver constato che era quasi ora di pranzo, uscì dalla biblioteca e si diresse verso la stanza di Steve.

Si fermò davanti alla porta e fece un respiro profondo prima di bussare.

Per un attimo non aprì nessuno, poi Steve spalancò la porta, fissò Lauren per un attimo e sorrise con diffidenza.

La osservò senza dire una parola, gli occhi che sembravano divorarla. Si sentiva a disagio. Steve incrociò le braccia e continuò a guardarla. << Sei qui per...? >>

Lauren deglutì e fece un sospiro. << Avevo delle domande per te >>

Steve si appoggiò allo stipite della porta con una spalla << Senti Lauren, quello che è successo stamattina, alla sala da gioco, è stato solo un caso >>

Lauren inarcò un sopracciglio, scettica << Veramente? >>

Steve lanciò un'altra occhi a lungo il corridoio e abbassò lievemente la voce, a disagio. << Sì. Avevo la testa altrove e quando ho visto quella... quella cosa mi sono ricordato alcuni fatti che mi erano successi quando... >>

<< Andremo molto d'accordo se non mi menti, Steve >> lo interruppe Lauren, fredda. << Cos'è successo veramente? >>

Steve fece per ribattere, poi scrollò le spalle, sconfitto. << Tutti hanno paura di qualcosa. È nella natura umana. Guardando quella creatura sono caduto >>

Lauren continuava a non capire. << Caduto? >>

Steve la guardò. << Mi era già capitato di vedere quei mostri, Lauren. Mi hanno sempre detto che se li guardi negli occhi puoi vedere i tuoi sogni che si trasformano nelle tue peggiori paure. Per questo anche dopo che l'hai uccisa io non riuscivo a reagire >>

Lauren annuì, leggermente delusa << Oh. E immagino sia troppo chiederti cos'hai visto >>

Steve chiuse gli occhi, stringendo le labbra. Era chiaro che avrebbe preferito trovarsi altrove. << Mi sembra giusto, visto che mi hai salvato la pelle >> fece un respiro profondo. << Ho visto una persona che amavo che moriva >>

Lauren sentì lo stomaco in subbuglio. << L'amore è il desiderio e la sua morte la paura? >>

Steve sorrise con amarezza, ma con una luce di ammirazione negli occhi. << Sapevo che avevi fegato, ma ora anche che sai ragionare... >>

Lauren arrossì leggermente. Era da tanto tempo che non provava così tanta simpatia per un ragazzo.

<< Be', grazie e scusa per... Per il disturbo >>

Steve si raddrizzò, sollevando per un istante il mento, con orgoglio << No, scusa te, per... Be' scusa >>

<< È ora di pranzo. Se vuoi ti aspetto >>

Steve sorrise un po'. Forse era il segno che si fidava di lei.

<< Grazie Lauren, per prima, fuori. Giuro che ci metto solo un attimo >> detto ciò sparì nella propria stanza, chiudendo fuori Lauren, sbattendole la porta in faccia.

IL QUINTO INGRANAGGIODove le storie prendono vita. Scoprilo ora