Scena 5

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Nel sogno, Robin si trovava in mezzo a un campo di grano maturo. Era steso a terra, tra le spighe, sotto un sole caldo. In lontananza sentiva lo scorrere di un corso d'acqua. Qualcuno, non seppe bene chi, stava mormorando. Robin si sollevò sui gomiti, cercando di vedere oltre la linea orizzontale disegnata dal grano, e scorse, in lontananza, una bambina, rannicchiata sulla sponda di un torrente. Strizzò gli occhi, sforzandosi di guardarla, nonostante il riverbero dell'acqua.

La bambina, che doveva avere circa dieci anni, aveva un vestito bianco che le ricadeva fino ai piedi nudi. I capelli castani erano sciolti e le creavano un ventaglio sulla schiena. Robin si alzò e le andò in contro. all'ombra degli alberi sulla sponda del torrente faceva freddo e al ragazzo venne immediatamente la pelle d'oca. La bambina gli dava le spalle, ma lo sentì comunque arrivare e smise di mormorare. Raddrizzò un po' la schiena e si asciugò le guance con il dorso delle mani. L'orlo del vestito era macchiato di sangue secco.

<< Cos'è successo? >> chiese Robin, la voce tremante dall'ansia.

La bambina non si voltò. << Era necessario >> borbottò.

Il ragazzo si avvicinò ancora, cauto. << Che cosa era necessario? >>

La bambina scosse la testa, cercando di scacciare le lacrime che continuavano a coprirle gli occhi << Dovevo farlo. Volevo solo che voi non vi faceste del male ... >>

Robin le si inginocchiò accanto, cercando di tenersi a distanza << Che cos'hai fatto? >>

<< Non ha molta importanza se non riuscite a riprendervi gli Ingranaggi >>

Robin strinse gli occhi. Non ci stava capendo più niente << Che cosa sono gli Ingranaggi? >>

La bambina si strinse le ginocchia contro il petto e ci appoggiò il mento. << Non importa. Niente è più importante, ora >>

<< Chi sei? >> chiese Robin in un sussurro, accontentando il tarlo che gli rodeva le viscere.

<< Non puoi riconoscermi, non così, certo ... >> la bambina si bloccò a metà della frase e non andò avanti.

Prima che lui riuscisse a guardarla in faccia, un tuono risuonò in lontananza. Un grido partì dal fondo della gola di Robin che scattò a sedere e fece per correre via, ma, i suoi piedi non obbedivano. Un'onda gigante si levò dal torrente e si gettò sul ragazzo per poi trascinarlo nel corso d'acqua, grossi tentacoli d'acqua che gli stringevano le caviglie. Il fondale era molto più basso di quanto Robin si fosse immaginato e la forza dell'acqua lo incollò alla sabbia, in basso. il sole, oltre la superficie, illuminava il torrente. Il ragazzo cercò di risalire. Sentiva l'aria lasciare lentamente le sue labbra, bollicine minuscole gli scivolavano via. Si ritrovò ben presto quasi a corto di aria e riprovò, con goffe bracciate, di risalire, ma i vestiti sembravano appiccicati al fondo del torrente. Dalla sabbia spuntarono improvvisamente delle mani di terra, grondavano fango nella corrente. Lo afferrarono per gambe e braccia, trattenendolo. Robin urlò, liberando tutta l'aria che aveva nei polmoni e cercò disperatamente di fuggire, ma lentamente, le mani lo stavano trascinando da loro, sotto terra.

Continuava, però, a guardare verso la superficie. Lì, dalla sponda del fiume c'era qualcuno che lo osservava, un'espressione a metà tra il sollievo e lo sconforto sul viso. I capelli castani le ricadevano lunghi sulle spalle. Il vestito bianco, che prima aveva visto addosso alla bambina, era ancora più sporco di sangue.

Una mano di fango sbucò dal fondo del fiume, gli tappò la bocca e lo trascinò in basso, ancora più in basso.

Robin si svegliò di soprassalto, cadendo giù dal letto e atterrando sul pavimento freddo di faccia. Si sollevò sui palmi delle mani, dolorante. Si massaggiò la fronte e si rimise in piedi.

Si sedette sul bordo del letto e si prese la testa tra le mani, ripensando con orrore alla ragazza della fine del sogno: era Lauren.

IL QUINTO INGRANAGGIODove le storie prendono vita. Scoprilo ora