Robin dimostrava appena diciassette anni, ma ne aveva molti di più. Come tutti i Derwin si era risvegliato, all'inizio di una nuova vita. Quando aveva aperto gli occhi era in mezzo a una strada, steso a terra, circondato da una pioggia battente. Si era risvegliato, iniziando la sua nuova vita, con il freddo nelle ossa e l'acqua che gli scivolava sulla faccia con rapide lacrime. Come tutti i Derwin, non ricordava niente. Si era alzato e aveva gridato, per ore, cercando un aiuto che sapeva non sarebbe arrivato, vagando, sempre restando sulla strada, per evitare di perdersi. Alla fine era rimasto senza voce, nessuno aveva risposto e per ore e ore era rimasto da solo, al freddo e sotto la pioggia, su una strada in mezzo a un bosco. Aveva camminato fino a un paesino composto sì e no da quattro strade, aveva conosciuto un altro Derwin che gli aveva spiegato che cos'era diventato da quando si era risvegliato.
Quelli della sua specie erano coloro che fortuitamente ricevevano un'altra possibilità quando la morte li reclamava. Alcuni rinascevano immortali, altri avevano un tempo limitato, ma nessuno ricordava niente della vita precedente. Se una cosa che li caratterizzava era la magia, che scorreva nelle vene dei Derwin, come l'acqua impetuosa in un fiume in piena. Robin era rimasto ospite dal Derwin per una settimana, poi lui aveva consigliato molto vivamente a Robin di andarsene, perché stavano per succedergli cose terribili, che avrebbero cambiato completamente il suo destino. E di nuovo non aveva niente per le mani se non la consapevolezza che i suoi poteri si sarebbero mostrati molto presto.
Magia. Gli era suonata per giorni come una parola impossibile da pronunciare, in quanto illogica. Aveva scoperto i propri poteri poco alla volta, come capitava a tutti. Una mattina si era svegliato ed era andato nel piccolo bagno attiguo alla stanza che era riuscito a elemosinare da un nuovo amico. Si era guardato allo specchio e aveva trovato i propri occhi cambiati, da azzurri a blu elettrico. Si era sorpreso di saper convincere la gente a fare quello che voleva, ma una volta partiti, i suoi poteri non rallentavano. Robin, col passare dei mesi si era convinto che meno usava la propria magia e meglio sarebbe stato per tutti.
Durante il suo girovagare, aveva incontrato un altro Derwin, così furbo e scaltro da riuscire a vivere solo con l'utilizzo dei suoi poteri. Robin aveva sempre detestato usare il suo talento contro le persone, ma il suo nuovo amico non la pensava esattamente così. In un modo o in un altro erano finiti in guai più grossi del previsto e, in una fuga all'ultimo momento, Robin aveva perso di vista il suo compagno ed era rimasto di nuovo da solo. Non lo avevano certo preso, ma ci era mancato davvero poco. Tutti i tentativi di ritrovare il suo amico erano risultati inutili. E poi, la notte prima di incontrare Amber, si era arreso e si era addormentato sulla spiaggia. La mattina, aprendo gli occhi, aveva visto quella ragazza, camminare timorosa verso l'acqua e poi saltare indietro appena era arrivata l'onda. Aveva capito subito che lei era speciale, diversa, e non solo perché una Derwin. Credo che Robin fosse destinato a incontrarla.
Meschino il Destino. Tesse la sua tela senza avvisare le persone che sta per coinvolgere. Non grida loro di mettersi in salvo finché hanno tempo. E proprio su quella spiaggia si era attuata la prima mossa del destino. Attendeva solo una risposta. Quello sarebbe stato un giorno importante.
E adesso Robin se ne stava lì, davanti alla porta, fermo immobile, a riflettere proprio sul Destino che lo aveva fatto incontrare con Amber. Le doveva così tanto ora, e la cosa che Robin odiava più di tutte era dovere qualcosa a qualcuno.
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IL QUINTO INGRANAGGIO
FantasyIl mondo è popolato da milioni di razze diverse, una di queste è quella dei Derwin, creature pressoché immortali, dotate di poteri incredibili. Esistono centinaia di Derwin, ma la nostra lente d'ingrandimento va a un piccolo gruppo, cinque persone c...
