Capitolo 14

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Tutta la merda che volevo lasciare nel dimenticatoio, sta ritornando in superficie a passo sostenuto.

Vado in panico e corro via verso l'uscita dell'aeroporto con Josh al seguito.

Gli dovrei delle spiegazioni, ma non ne ho la forza. Un momento.. Ma io non gli devo spiegazioni. Non è nessuno e deve starmi lontano il più possibile.

Dopo aver fatto questa riflessione, mi fermo in mezzo all'aeroporto e mi guardo intorno non facendo caso a Josh che mi sbatte contro

-Ma cazzo! Non ti puoi fermare in mezzo!-

Lo guardo con il mio sguardo più arrabbiato e lui indietreggia di un poco, non capendo la mia reazione.

Continuo a camminare finché non sono fuori, ma continuo senza mai fermarmi.

Quando proprio non ce la faccio più mi fermo e aspetto che passi un Taxi. Mi guardo indietro e non vedo più Josh; da un lato è meglio così, ma dall'altro no, pensavo che mi avrebbe seguito.

Scaccio questi pensieri che non mi devono nemmeno sfiorare e agito il braccio verso il Taxi in arrivo che però mi snobba alla grande. Ma vaffanculo!

Mi giro e continuo a camminare.

Sento suonare un clacson. Non mi giro. Ho paura di chi potrei trovarvi. Continuo imperterrita a camminare finché non sento una voce conosciuta.

Mi giro a guardare quello che ha parlato senza farmi vedere e appena capisco chi è corro via.

Corro, corro e corro finché mi ritrovo sotto un palazzo che non conosco.

Leggo i nomi sui citofoni e vedo 'Kel'. Sarà Daniel o Josh?

Suono e dopo un po' riconosco la voce di Josh

-Ciao- dico imbarazzata

-Sali, ultimo piano-

Appena mi apre il cancello, entro dentro e prendo l'ascensore cliccando il 10. Col cavolo che mi sarei fatta tutti quei piani a piedi.

Quando sento il rumore dell'ascensore che si apre, mi precipito fuori cercando con gli occhi la porta di casa, con mia sorpresa, scopro che ce n'è una.

Mi avvicino e vedo Josh con le braccia spalancate. Mi ci tuffo dentro. Sono quasi a casa.

Poi piango. Mi libero dei problemi che stanno per arrivare, perché si, arriveranno dei problemi; problemi che non vorrei mai affrontare.

Mentre continuo a piangere tra le braccia di Josh, lui chiude la porta e sempre tenendomi abbracciata, mi conduce nel soggiorno e ci sediamo.

-Cos'è successo?-

A quella domanda, scoppio a piangere più forte e constato che no, non dovevo venire qua.

Né a casa sua, né tornare a Londra. O almeno non così presto.

Cazzo che merda.

Fottutissima merda.


Guys!
Leggete "Fanculo i bravi ragazzi, a me piaci tu" di vampirediaries06 è sotto la mia ala😌😂
È solo all'inizio ma secondo me merita.

You: The memory of a lifeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora