Capitolo 26

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Faccio un bel respiro e mi siedo sul divano. Non dico nulla. Mi limito a guardare i movimenti lenti di Simon mentre cerca di rimediare al caos che ha creato.

Molte cose sono rotte e probabilmente dovranno essere sostituite. Dovrà anche ristrutturare la parete del corridoio in cui ha tirato un paio di pugni che hanno sfondato il muro. I due fori sembrano occhi tristi.

A quel punto la mia solita impazienza prevale: "Simon, smettila di rassettare come una massaia disperata, è inutile tanto. Devi far venire degli operai, le signore delle pulizie, comprare il tavolo e la lampada e chissà cos'altro!"

Lui si gira, sospira vistosamente. Va un attimo in camera e torna indossando dei pantaloni di una tuta grigia e una t-shirt nera.

Poi si siede sul divano di fronte a me e dice: "Forza, dimmi tutto. Perché sei venuta qui di corsa e di notte? Che fretta c'era?"

Mi prendo qualche secondo per fare mente locale e riorganizzare i miei pensieri che vagano da un'informazione all'altra come uccelli impazziti.

Devo andare per ordine e se proseguo seguendo la sequenza temporale di questa assurda giornata, forse riuscirò ad esprimere frasi di senso compiuto.

Comincio decisa: "Stamattina sono andata al Comando e tramite il mio collaborativo e ligio capo, ho scoperto che l'elfo scuro ha suscitato l'interesse delle Autorità ed è quindi stato prelevato da alcuni suoi esponenti. Gli hanno anche detto che il caso sarebbe passato definitivamente a loro e che avremmo dovuto fornire tutte le prove a nostra disposizione."

Lui spalanca gli occhi e interrompendomi dice con tono disgustato: "Cosa?! Stai scherzando? Vuoi dire che l'hanno preso senza che tu lo interrogassi prima e hanno ora il controllo del caso e delle prove?"

Si interrompe e poi sorridendo di sbieco mi chiede: "Mmmh... E tu come l'hai presa?"

Rispondo al sorriso, sembra quasi tornato tutto alla normalità come se non fosse successo nulla, ma forse è meglio così. Deve essere così. "Non molto bene in effetti. Il mio capo gli ha dato anche la droga raccolta come prova e mi ha chiesto il video minacciando di sospendermi, se non lo avessi consegnato immediatamente."

"Fammi indovinare: lo hai mandato a quel paese."

Sorrido di nuovo, ormai mi conosce davvero: "Ooooh, sì! Ma in questo modo mi ha sospeso per un mese senza paga e mi ha tolto il badge da hunter. Non me lo ridarà finché non gli avrò consegnato il video."

"Oh, Mak. Mi dispiace. Sei sicura che sia stata la mossa giusta? Non puoi permetterti di perdere il lavoro."

"Lo so, cosa credi? Mi sono presa un po' di tempo per pensarci. Consegnarlo a loro significherebbe farlo sparire. Ho però un'idea per riprendermi il badge e far uscire allo scoperto questa storia della droga. Come dici tu non posso permettermi di perdere il lavoro, ma neanche di rendere vani i nostri sforzi sotterrando questo caso e facendolo finire nel dimenticatoio. Ma non è tutto, Simon."

Simon appoggia le spalle al divano e mi guarda concentrato.

"Dimmi. Cos'altro c'è?" Ha un tono rassegnato come se si aspettasse altre cattive notizie.

"Sono andata da una mia amica. Il demone strega Onibaba."

Lui spalanca la bocca scioccato. Sembra un ragazzino quando fa così. Somiglia molto a Daniel... Dannazione!

Cerco di non pensare al dolce e indifeso Daniel perché altrimenti finisco con l'urlare tutta la mia frustrazione repressa.

Faccio un bel respiro.

Intanto Simon prosegue nella sua invettiva: "Conosci il demone strega? Personalmente? Nessuno l'ha mai vista, è più leggenda che realtà, e tu, ora, mi stai dicendo che non solo esiste davvero, ma che siete anche amiche?" Ha un tono quasi sarcastico, come se non mi credesse.

The Bounty Hunter - La cacciatrice di taglie (Vol. 1) - (In revisione)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora