Dopo aver ascoltato Ariel restai sulle mie per il resto della giornata. Da quando era iniziata quella storia non avevo avuto nemmeno il tempo di poter pensare alle mie emozioni, che in quel momento, erano parecchio incasinate.
Continuai ad allenarmi da sola, cercando di evitare gli altri - e soprattutto- Jay.
<<Sbagli sempre lo stesso movimento>>
Alzai lo sguardo e incrociai gli occhi scuri di Logan. Distolsi subito lo sguardo e feci finta di niente.
<<Dobbiamo parlare Maddie, non evitarmi.>>
<<Non abbiamo nulla di cui parlare.>>
Lui mi guardò divertito.
<<Il nome Jay ti è familiare?>>
Incrociò le braccia e si avvicinò a me.
Feci spallucce.
<<Jay è come un fratello per me, l'ho visto crescere, non gli farei mai del male.>>
<<Sono stanca di sentirvi dire che Jay sta male. Siamo sicuri che stiamo parlando della stessa persona?>>
Alzai gli occhi al cielo e lui mi girò intorno.
<<Io parlo di un ragazzo che non direbbe mai a parole che tiene a qualcuno, ma lo dimostra in tanti altri modi. Un ragazzo che ha sofferto tanto e ora non prova niente. Un ragazzo che non ha paura di nulla, eppure trema al pensiero di dover dire ciò che prova.>>
Gli feci cenno con la mano di fermarsi e lui scrollò le spalle.
<<Okay, ho capito. Conosciamo due Jay completamente diversi, ma io non sono qui per vivere una storia d'amore Logan, sono qui per combattere.>>
Lui mi guardò negli occhi.
<<E ti stimo per questo, sei molto giovane eppure così determinata. Volevo solo chiarire le cose con te e dirti che nonostante tutto non mi pento di quello che è successo.>>
Lo guardai.
<<Volevi dire quello che stava, per succedere. Comunque è stato tutto un grande sbaglio. Mi sono lasciata andare.>>
Abbassai lo sguardo e Logan alzò le spalle.
<<Come se fosse un male.>>
Lo sentì borbottare tra sé.
<<Perdonami Madison, non si ripeterà più.>>
Fece un cenno col capo e andò via.
Guardai per un po' la porta e poi tornai a concentrami. Non ero mai stata una ragazza facile, ma con Logan era stato inevitabile. Mi aveva rapita dal primo giorno e non ero riuscita a farne a meno.
<<Non so cosa ti abbia detto ma, spero tu non gli abbia creduto.>>
Jay era appoggiato allo stipite della porta a braccia incrociate e mi guardava male.
<<Certo che no , Jay.>>
<<Bene, volevo solo assicurarmene.>>
Feci un cenno col capo e lui restò fermo lì a guardarmi.
<<Sei proprio una frana Evans.>>
Mi voltai immediatamente verso di lui puntando i miei occhi nei suoi.
<<Fallo tu se sei così bravo!>>
Dissi sarcastica.
Jay guardò alla sua destra.
<<Non oggi, sono stanco.>>
Lo guardai con un sopracciglio alzato.
Lui sembrò pensare a qualcosa e poi mi guardò serio.
<<Domani, verrai con me ad allenarti, niente scuse.>> alzò un indice e mi guardò negli occhi.
Non ebbi il tempo di rispondere che il ragazzo sparì dietro il muro.
Prima o poi mi avrebbe uccisa.
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EVERMORE
Teen FictionMadison Evans credeva di essere come tutti gli altri. Ma la sua vita apparentemente normale, gli viene portata via da tre persone che dicono di essere esattamente come lei: Ian, simpatico e gentile, Ariel, sfacciata e sicura di se, e Jay, un ragazzo...
