Capitolo 8 Parte 1

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"Una lama celata!"

Eravamo scossi da ciò che avevamo visto.

Innokenti sembrava demoralizzato dalla nostra reazione.

"Quindi tuo padre... Era un'Assassino?" chiese Jeremy pensieroso.

"Si, ucciso dai suoi confratelli che volevano portarci a Washington per interrogarlo." spiegò Innokenti mentre nascose la lama all'interno della manica.

"Vieni con me, Kenya. Ti porterò in un luogo dove potremmo parlare con calma." Jeremy prese il ragazzo e iniziarono ad allontanarsi.

"Adam mi dispiace dovermi assentare, ma vi aspetto tutti dopo il taglio della torta." fece un sorriso e se ne andò con Innokenti.

"Chi diavolo era quel ragazzo?" esclamò Carl.

"Non lo so, ma suo padre era un Assassino, e qualche nostro confratello ha commesso un grave errore andandolo a cercare." iniziai a spiegare.

"Il ragazzo non ha nessuna colpa, ha già subito una grave perdita, e a quanto pare vive da solo d'allora." disse Julia rientrando con Carl.

La seguimmo, rientrando nel ristorante.
L'aria di festa era rimasta invariata, con Hemingway e Fitzgerald intenti a sorseggiare vino e chiacchierare con mille discorsi.

"Chi era quel tipo? E dov'è andato il vostro capo?" mi chiese Holly a bassa voce.

"Jeremy è dovuto scappare col ragazzo, avranno da parlare fino a tardi." spiegai buttando giù un boccone di carne, che stava vistosamente raffreddandosi.

La serata continuò con il taglio della torta, fatta da Margareth. Una sfoglia ripiena di crema e cioccolata. Una delizia che fece si che io e Carl iniziassimo una gara a chi mangiava più fette e, come detto dalle nostre ragazze, a chi ci sarebbe rimasto secco per primo.

Infatti dopo la quarta fetta ci arrendemmo, e tra le risate dei presenti ci stavamo per accasciare sul tavolo.

Dopo svariati minuti ed esserci ripresi, io e il resto del gruppo ci avviammo alla Gilda, mentre Holly tornò a casa con la madre, separandoci.

"Sono curioso di sapere di più su questo ragazzo." disse Bud mentre entravamo nelle sale della Gilda.

Nella stanza di Jeremy c'era il silenzio, e lui era lì da solo, riflettendo su tante scartoffie.

"Jeremy, dov'è il ragazzo?" chiesi appena entrato.

"Innokenti Orelov. Figlio di Nikolai Orelov, noto assassino sovietico che ha combattuto durante la Rivoluzione in Russia. È stato ucciso da suo figlio per renderlo libero dal fardello che portava. Un'informazione che il ragazzo mi ha svelato."
Spiegò Jeremy guardandoci negli occhi.

"Che tipo d'informazione, Mentore?" chiese Carl.

"Il padre era venuto a contatto con un oggetto di coloro che vennero prima. Un Bastone dell'Eden." disse Jeremy.

Ad un tratto tutto all'interno della stanza si fermò.

"E degli Assassini hanno compromesso il Codice pur di venire a sapere di queste informazioni." disse Jeremy mentre sembrava molto provato e sofferente da questa situazione.

"E a quanto pare il ragazzo si è convinto della nostra innocenza." continuò alzandosi, ma notammo una certa stanchezza nei suoi movimenti.

"Jeremy ma come hai fatto a convincerlo?" chiese Carl.

"Diciamo che..." Jeremy si tolse il guanto dalla sua mano sinistra.

"Ho giurato sul nostro Antico Credo." disse svelando una mano sanguinante e con il suo anulare mancante.

Assassin's Creed Black HandDove le storie prendono vita. Scoprilo ora