Passarono molti mesi, la nostra pianificazione era arrivata al momento culmine, le spie ci avevano fatto sapere che gli Stati Uniti sarebbero entrati in guerra nel mese di Luglio.
Dovevamo partire, la nave Altair era ancora attraccata al porto di Chicago. Erano state attuate varie migliorie dello scafo e degli armamenti sotto la vigilanza di Trevor.
Sarei partito nelle ultime sere di Giugno, Holly e io avevamo parlato molto di questa situazione, lei aveva paura, io timore, di perderci entrambi, ancora una volta.
"Adam, è una guerra... Come fai a dirmi che andrà tutto bene?"
Holly si asciugava ancora le lacrime, tenendosi al mio braccio. La nostra casa nel quartiere di Chicago ci aveva ridato la nostra vecchia vita insieme, e dopo nemmeno un anno dal nostro riavvicinamento, la mia vita mi portava ancora una volta dinanzi a scelte difficili.
"Holly, amore... Ti prometto che ti scriverò sempre, ci sentiremo per radio se necessario..."
cercavo di confortarla.
"E se non riceverò più tue notizie? Potrei seguirti fino in Germania se necessario.."
"Non servirà, noi siamo gli Assassini. Agiremo nell'ombra, lontani dagli scontri a fuoco."
Holly mi abbracciò forte.
"Promettimelo."
"Cosa?"
Holly mi guardò con gli occhi lucidi ma con un sorriso rassicurante.
"Che quando tornerai ci sposeremo."
Una ventata smosse l'aria nella stanza insieme alle parole di Holly.
"Ce... Certo. Si che lo faremo!"
La strinsi ancora più forte, sperando che quel momento non finisse mai.
Arrivò il giorno della partenza. Gli Assassini si erano ancora riuniti al porto, L'Esercito era pronto.
Holly mi accompagnò quella sera, eravamo con Julia e Carl. Gli sposi in guerra, come li aveva chiamati Holly, mi avrebbero fatto ancora compagnia in quella nuova e pericolosa avventura.
"Holly, voglio che tu tenga con te una cosa, per il periodo che non ci sarò."
Presi la collana del frammento dell'Eden, consegnandola tra le mani della mia amata.
"Perché la vuoi togliere?"
"Durante questo viaggio incontrerò persone che vorranno prenderla a tutti i costi, se solo si venisse a sapere della sua esistenza. E' un rischio che non correrò."
La collana luccicò tra le dita di Holly, mentre se la metteva al collo.
"Esercito degli Assassini!"
La voce di Lydia Frye echeggiò per il porto.
"Oggi è il nostro grande giorno. Gli Stati Uniti entreranno in guerra tra 5 giorni, abbiamo il tempo di raggiungere le coste del Mediterraneo, dove ci infiltreremo tra le corazzate dell'esercito Americano."
I presenti iniziarono a borbottare tra di loro.
"Le operazioni saranno gestite da me e il Sergente Crowler, mentre la nave sarà sotto comando dal Capitano Trevor Jefferson."
Trevor comparve alle spalle dei due Assassini con addosso un notevole completo da Capitano della Marina, un po modificato per sembrare uno della Confraternita.
"Vi invito a salutare i vostri confratelli che resteranno qui a Chicago, dove il Mentore Jeremy O'Brian guiderà le operazioni da terra."
Una scelta inaspettata, quella del nostro mentore di restare alla Gilda, ma serviva comunque una mano qui a Chicago, e una guida migliore di lui non esisteva.
Holly mi baciò subito appena mi girai verso di lei. La strinsi ancora, volevo assaporare quegli ultimi momenti di lei, del suo calore. La paura iniziò a farsi strada dentro di me. Ma dovevo essere forte, per lei, per la Confraternita e i miei fratelli e sorelle della Gilda.
"La radio di Trevor è connessa con quella della Gilda, Jeremy ti accoglierà ogni volta che vuoi."
presi le mani di Holly.
"Torna presto, Adam."
"Farò finire questa guerra al più presto."
La baciai un ultima volta, lasciando le sue mani.
La nave salpò dopo una decina di minuti, vidi Holly salutare dal molo tra le lacrime, una scena degna di quei romanzi d'amore che lei leggeva spesso.
La nave Altair era veramente enorme. Scafo blindato, armi e torrette sparse sui parapetti, e tantissimi alloggi per noi sottocoperta, senza dimenticare le avanzatissime attrezzature radio e radar.
Sulla prua vi era un grande spazio dedicato agli addestramenti e allenamenti degli Adepti dell'Esercito.
Mentre al centro vi era la cabina di pilotaggio, dove scorsi Trevor e Lydia stavano discutendo.
"Le squadre le faccio io Capitano, non fare il testardo con me, Trevor."
Lydia era alle prese con le solite questioni di Trevor.
"Beh dovevi dirmelo prima che avevi due figlie qui a bordo della mia nave."
Sbraitò Trevor.
Decisi di allontanarmi dalla cabina, lasciando il povero testardo Trevor nelle grinfie di Lydia.
"Hey Adam."
Una voce familiare mi fece girare.
"Innokenti! Amico mio, ti vedo pronto alla missione."
"Apparentemente il mio paese e il tuo sono in guerra sullo stesso fronte, una bella coincidenza per noi due Assassini."
"Penso che molti nostri Confratelli combatteranno contro la loro stessa patria, la guerra si è protratta fin troppo ormai."
Innokenti si affacciò alla prua.
"Ho ridipinto la prua, ora il nome Altair è visibile da tutti."
Mi affiancai a lui, una scritta Altair in bianco si mostrava sulla facciata della nave che veniva abbracciata dal mare. Notai qualcosa di strano sotto la scritta Altair, affinando la mia vista notai la scritta"Black Hand" sulla fiancata, il vecchio nome di questa nave era ancora lì nascosto.
Innokenti mi accompagnò all'interno della nave, dove vi era la sala principale.
Sam Crowder era già all'opera con alcuni Assassini della sua squadra, mentre altri presenti erano accanto ad alcune macchine.
Carl e Julia si stavano occupando della preparazione dei kit di pronto soccorso nell'infermeria, che sembra più una sala operatoria, siccome vi erano alcuni lettini per le operazioni e bombole del gas. Trovai Bud nella mensa, aiutava i presenti a sistemare le vivande.
Volevo essere d'aiuto a tutti, ma il pensiero di aver rimasto Holly lì, da sola, ancora una volta, mi stava distruggendo.
"Vado di sopra."
Esclamai ad Innokenti, dirigendomi di nuovo sulla prua.
Notai uno degli alberi maestri,che dava sulla piscina della zona d'allenamento. Posai le mie cose accanto ad una porta e mi arrampicai sull'albero.
Arrivai in cima, il vento mi colpiva con le sue raffiche fredde e forti, il mare aperto e immenso erano l'unica cosa che i miei occhi vedevano in quella fresca sera d'estate.
Dovevo liberarmi delle mie paure e dei miei pensieri, e concentrarmi sulla mia vera e unica missione.
Chiusi gli occhi, ascoltando il rumore della nave che solcava le onde e mi gettai nel vuoto, lasciandomi tutto alle spalle.
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Assassin's Creed Black Hand
FanfictionChicago, USA, sono gli anni 30 gli anni della Jazz Age, gli anni del Proibizionismo, gli anni della Mafia Italo Americana, gli anni della Mano Nera. Miles è un giovane ragazzo che si ritroverà in una città traghettata nel baratro della criminalità...
