Capitolo 8 Parte 2

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I miei pensieri erano molto, troppo confusi.

Chi era quella persona, o meglio, quell'entità apparsa in quel momento.

Mi ha parlato di una guerra, della Mela, di questa civiltà antica.
Tutto questo mi ripassava in mente, mentre io ero steso a terra nella semi buia Cripta.

Mi alzai ancora frastornato, avviandomi verso l'uscita.
La Gilda era vuota, e la lasciai anch'io andando verso la casa di Carl.

Ero in auto quando mi fermai ad un semaforo, presi quel frammento, guardandolo ancora e ancora. Brillava lievemente di quella luce dorata, la stessa della Mela vista in mano ad Al Capone e Ford. Di certo erano fatte dello stesso materiale.

Arrivai infine a casa di Carl e Julia.

"Buonasera Maestro Miles. Pronto al 1939?" mi accolse Carl.

"Buonasera gente!" dissi appena entrato, sorridendo per non far notare le mie preoccupazioni.

"Il solito ritardatario." brontolò Holly che era seduta accanto a Julia.

"Scusate miei Adepti, il vostro Maestro è rimasto da solo a compilare scartoffie fino a tardi." dissi ridendo insieme agli altri.

La serata cominciò, mangiammo e bevemmo fino alla mezzanotte dove Carl ci portò sul tetto per ammirare i fuochi d'artificio che riempivano i cieli, dando il benvenuto al nuovo anno.

"Tanti auguri Adam, buon 1939!" ci stringemmo la mano io e Carl.

Mentre Holly e Julia sorseggiavano dello spumante, presi in disparte Carl.

"Devo parlarti." iniziai a parlare.

"Anche io, Jeremy mi ha telefonato poco fa, sembra che i Templari e Ford hanno spostato la Mela da un'altra parte, fuori paese." m'interruppe Carl preoccupato.

"La Mela? Via? Oh no."

"Già, ora dobbiamo ampliare il nostro raggio d'informazione e raddoppiare il lavoro, questa non ci voleva, siamo stati lenti, Adam."  continuò Carl.

"Già, ma Carl, ascoltami un momento. Prima nella Cripta è successa una cosa inspiegabile." iniziai a spiegare.

"Ho sentito una voce, e seguendola mi ha portato accanto alla tomba di Ohonte:Ónenya, e là ho trovato questa." gli mostrai il frammento.

"Adam ma che diavoleria è mai questa!?" urlò quasi Carl alla vista del frammento luminoso.

"Non lo so, ma appena l'ho toccato la stanza è cambiata in qualcosa che non so ancora come definire. E poi è comparsa lei."

"Lei? Chi?"

"Ha detto di chiamarsi Hecate, pensavo fosse una sorta di divinità ma lei ha affermato di essere soltanto un'entità vissuta nel passato." spiegai.

"Vissuta nel passato? Non ti nascondo che stento a credere a ciò che mi stai dicendo ora Adam." disse Carl.

"Ti capisco, ma lei mi ha parlato della Mela e..." trattenni il fiato mentre un fuoco d'artificio esplose accanto alla nostra zona "di una Grande Guerra imminente."

"Una Guerra? Cavolo Adam devi riferire tutto a Jeremy o..."

"Non lo farò, almeno per ora."
Gli dissi abbassando lo sguardo verso il frammento.

"Cosa? Perché mai nascondere una cosa così importante?" Carl mi si avvicinò accanto.

"È una cosa che riguarda anche me, devo cercare di capire perché mi ha parlato, cosa avrò di così importante per quest'oggetto?" gli chiesi.

Assassin's Creed Black HandDove le storie prendono vita. Scoprilo ora