Capitolo 11 Parte 2

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"Un esercito... degli Assassini?"

Ero scioccato.
Tutta la Confraternita Americana si sarebbe riunita in una sola forza, un unico esercito pronto a tutto.

Venne il giorno seguente, eravamo in una parte isolata ai moli del porto di Chicago.
In molti erano i presenti all'incontro segreto degli Assassini.
La sera stava abbracciando il cielo della città, che rendeva l'area del porto molto suggestiva.

"Adam, amico mio."

Julia e Carl mi salutarono.

"Allora si fa?! Gli Assassini americani si uniranno in un solo esercito!"

Dissi ai due Assassini.

"Si, finché il paese non entra in guerra noi resteremo appostati e pronti all'opera. Noi siamo pronti."

Disse Carl.

"E non avete pensato a voi? La guerra è una missione mortale."

"Adam, io e Carl siamo sposati ormai, le nostre vite andranno per sempre nella stessa direzione."

Spiegò Julia stringendosi a Carl.

"Cosa? Vi siete sposati? Oddio mi sono perso il vostro matrimonio... Dovete..."

Ero deluso ancora una volta con me stesso.
Ero mancato all'evento più importante della loro vita.

"Non preoccuparti Adam. Piuttosto, hai già parlato con Holly?"

Chiese Carl.

"Si, diciamo che le cose vanno meglio finalmente."

Dissi con un sorriso sincero.

"Ah già. Ho saputo della vostra notte insieme."

Disse Julia ridendo.

Ero pietrificato dall'imbarazzo.

"Ehm..."

"Pettegolezzi tra donne, Adam. Facci l'abitudine."

Carl mi diede una pacca sulla spalla ridendo.

Un frastuono risuonò nel porto.
Un'enorme corazzata attraccò sul molo accanto a noi.

"Oddio, questo si che è una novità!"

Esclamò Carl.

Dalla nave scesero molti uomini vestiti di nero. E una figura a me conosciuta apparve tra loro.

"Che mi possa venire un colpo, allora non eri morto ancora Adam!"

Trevor mi salutò stringendomi la mano. Era vestito meglio del solito, camicia scura, bretelle ad incrocio con un notevole simbolo degli Assassini al centro.

"Trevor, hai migliorato la nave vedo!"

"Migliorata? Quella ormai è cibo per pesci. Questa è la Mano Nera, una nuova corazzata al servizio degli Assassini."

Mi fece notare la nave. Era davvero molto più grande della barca su cui ero stato due anni prima.

"E come l'hai avuta? Hai massacrato altra gente?"

Dissi ridendo.

"Semplici regolamenti di conti. Pensi che mi sia stato con le mani in mano mentre tu eri impegnato a raccogliere carote nei campi?"

Disse Trevor con una grossa risata.

"Signor Jefferson, benvenuto."

Lydia Frye era comparsa dal nulla. Era accompagnata da un uomo che non avevo mai visto.

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