"È un po presto per vederti già qui" disse Smith girandosi verso di me.
"Ho un impegno stasera, mi sono anticipato" gli spiegai.
"Miles, domani abbiamo un importante missione, i Maestri confidano molto non solo su di me, ma anche su di te, sperano tu sia alquanto pronto a intraprendere questo cammino" iniziò Smith accendendosi una sigaretta, "Dimmi, ti ricordi della vicenda dei fratelli Callaghan?"
I Fratelli Callaghan. Due criminali a capo di una piccola banda di teppisti che terrorizzavano il mio quartiere sin da quando ero piccolo.
"Si, perché?" gli chiesi a riguardo, "Quando li ho uccisi, ricordi quale fu il movente?", la mia mente iniziò a ricordare.
Sangue ovunque, un mio amico, Vincent, fu la loro vittima quel giorno, "Si, ero corso in aiuto di Vincent, quelli dei Callaghan lo stavano massacrando." mi ero mosso dalla voglia di aiutare una persona in difficoltà, un amico. "Bene, Vincent non ce la fece. Tu riusciti a buttare a terra un paio di loro ma stavi per soccombere anche tu, e solo per cosa?", "Perché non avevo aspettato il tuo segnale per attaccare" dissi a Smith. Ero scattato con il solo scopo di salvare Vincent, accecato dalla rabbia.
"Bene, se io non fossi arrivato ad aiutarti, saresti morto. E lo stesso vale per l'altro giorno. Hai fatto una cosa giusta aiutando quella donna, te lo concedo, ma Miles, devi saper scegliere bene il tuo obiettivo, focalizzando la preda come fa un'aquila" spiegò Smith, continuando a fumare.
"Tu ci credi, vero?" dissi al mio maestro "L'occhio dell'Aquila, questo sesto senso che l'uomo può ottenere".
Smith mandò fuori del fumo e mi guardò, "Non un semplice sesto senso e non chiunque lo può avere. Miles ti conosco da anni, ti ho visto crescere, combattere, cadere e rialzare. Te ne ho parlato perché credo molto in te, e credo che tu possa svilupparlo un giorno. Ogni Assassino che si rispetti lo dovrebbe avere." finì facendo uscire altro fumo dalla sua bocca gettando via la sigaretta.
"Ed è per questo che oggi voglio darti una cosa" Smith estrasse dalla sua giacca una pistola.
"Smith ma questa è la tua pistola",
"La mia 38. Special mi ha accompagnato in molte avventure, da domani accompagnerà te, Miles"
Era un revolver abbastanza piccolo ma molto elegante, l'avevo più volte visto in azione ma non ho mai avuto la possibilità di toccarlo.
"Non ho parole, grazie Smith" dissi mentre la guardavo con gli occhi di un bambino davanti ad un nuovo giocattolo.
"Ma dimmi Smith, l'hai lucidata apposta prima di darmela?" gli chiesi, già sapendo la sua risposta
"Beh si, non potevo farci brutta figura!" scoppiammo a ridere.
La luna stava comparendo in cielo.
"Ora vai Miles e goditi questa serata con la tua ragazza", mi disse sorridendo.
"Ma come fai a saperlo?" gli risposi un po imbarazzato.
"Ti conosco bene, Miles."
Ci salutammo e andai verso il locale dove un momento dopo vidi quella ragazza che mi aveva fatto innamorare a prima vista tempo addietro.
I suoi capelli rossi spiccavano nello scuro centro di Chicago. Aveva un cappotto chiaro che gli scendeva fino alle gambe. Il suo volto era ben coperto da una sciarpa, chiara anch'essa. Era un mio regalo di quando ci siamo messi insieme, gli era affezionata.
"Ci hai messo meno tempo con Smith questa volta o é una mia impressione?" mi disse appena visto.
"Non potevo ritardare questa volta amore mio." le dissi abbracciandola.
L'aria circostante era addolcita dal suo profumo dolce e delicato di vaniglia.
"Sei stupenda stasera Holly" mi complimentai con lei.
"Anche tu, biondino" mi disse Holly, che mi chiamava sempre volentieri con questo nomignolo.
Alzai l'indice "Giusto! Ho una cosa per te" le portai al viso una rosa rossa.
Lei rispose con un sorriso a trentadue denti,
"Tu, io.." prese una piccola pausa, ancora presa dal sorridere
"Ti amo idiota." e mi baciò.
Passammo il resto della serata nel ristorante di Jameson, dove cenammo e più tardi l'accompagnai sotto casa dove lei mi salutò con il suo solito
"A presto mio caro Signor Miles".
Una volta chiusa la sua porta, mi arrampicai fino al tetto del suo palazzo. Avevo un certo timore, forse paura. Cosa sarebbe successo il giorno dopo, in quel giorno di San Valentino. Mi sentivo pronto però, per cambiare, me stesso e il mio destino.
Guardai verso la notte, e mi gettati nel vuoto.
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Assassin's Creed Black Hand
FanfictionChicago, USA, sono gli anni 30 gli anni della Jazz Age, gli anni del Proibizionismo, gli anni della Mafia Italo Americana, gli anni della Mano Nera. Miles è un giovane ragazzo che si ritroverà in una città traghettata nel baratro della criminalità...
