Capitolo 7 Parte 3

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Era quasi mezzanotte.
L'aria fredda d'inverno che riempiva le strade e i vicoli di Chicago mi abbracciava in una morsa inespugnabile.

Quella sera io e Carl eravamo di ronda per i tetti della città. Jeremy ci aveva dato il compito di sorvegliare delle spedizioni di alcuni criminali affiliati ai Templari, una sorte di ramo distaccato degli ex del Corvo Cremisi. Ma più entravamo nel pieno dell'inverno e più pensavamo di diventare dei ghiaccioli giorno dopo giorno.

Mentre guardavo dei tipi poco raccomandabili fare baldoria in un vicolo accanto la mia posizione venni sorpreso da un rumore dal tetto di fronte.
Vidi un ombra muoversi per i tetti, e non era Carl.

I miei occhi non si sbagliavano.
Una figura smilza, un ragazzo abbastanza giovane, stava seguendo quei tizi, e li osservava.

Non vidi Carl nelle vicinanze e decisi di avvicinarmi.
Scendendo dal tetto arrivai a qualche metro di distanza da lui.

"E tu che ci fai qui, ragazzo?"

Il giovane si girò di scatto verso di me.
Aveva degli occhi azzurri ghiaccio e dei folti capelli biondi. Inoltre non sembrava nemmeno essere americano.

Il ragazzo mi guardò e iniziò a scappare.

"Hey tu, voglio solo parlare!"
Iniziai ad inseguirlo.

Restai incredulo davanti all'agilità del giovane ragazzo.
Che fosse una sorta di spia? Iniziavo a pensare tra me e me.
Arrivati in un vicolo transennato, il ragazzo scavalcò la rete gettando dei bidoni dei rifiuti addosso. Mi fermai per alcuni secondi, e non riuscii più a vederlo.

Mi aveva seminato, quello scaltro ragazzo.

"Hey ma cosa abbiamo qui, un povero cagnolino abbandonato?"

Mi girai e vidi i tizi di poco prima avvicinarsi a me.
Erano in tre, armati di coltelli.

"Non c'è il coprifuoco per i bambini a quest'ora?"
Dissi sorridendo al tipo che mi aveva parlato.

La rabbia si accese negli occhi del criminale.

"Hey Jack prendilo e ammazziamo questo stronzo!"
Urlò uno dei criminali.
Iniziarono ad attaccarmi, ma non avevano previsto me.

Feci un veloce scatto laterale saltando accanto al muro, brandendo il bastone animato.

Dopo un paio di schivate, tranciai il volto di uno dei criminali con il falcetto inferiore del bastone.
L'uomo si accasciò urlando di dolore.
Gli altri due rimasero sorpresi per un secondo, e ne approfittai per affondare la lama nel petto di uno dei due.

Urlò anche lui di dolore e dopo un instante era steso a terra, col sangue colante dal torso.

"Mi sa che avete sbagliato due calcoli stasera, mio caro criminale."
Esclamai all'ultimo criminale rimasto.

Vedevo la paura nei suoi occhi, e stava tremendo.

Dopo un po si sentì un tonfo, e la gola del criminale venne lacerata, facendolo morire in un lago di sangue.

"Ottima prestazione Adam, ma la prossima volta fammi divertire di più anche me."
Carl era appena arrivato dall'alto, uccidendo l'ultimo criminale.

"Certo Carl, stavo seguendo questi tizi quando ho notato un ragazzo che li osservava da lontano." spiegai mentre riponevo il bastone animato.

"Un ragazzo? E allora?" mi chiese Carl.

"Ho seguito questo giovane ragazzo e si è dimostrato incredibilmente agile, quanto un Assassino, poi è scappato dietro questa rete e sono stato attaccato da questi idioti." raccontai.

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