Chicago, 11 febbraio 1929, così riportava il giornale quella mattina, notizie sulle tasse governative, gente che moriva, rapine qua e là, la criminalità faceva il suo corso quotidiano. Ero sul ciglio della strada aspettando Smith, il mio caro Mentore.
L'uomo che mi ha insegnato tutto ciò che so, mi conosce da quando avevo 6 anni, e dopo la morte di mio padre, ha come preso il suo posto nella mia vita.
Stavo finendo di leggere il giornale e sentii delle grida dal vicoletto di fronte alla mia posizione. Erano grida femminili. Non ci pensai nemmeno una volta e corsi verso quel vicoletto. Scorsi nascosto dietro una cassa, due uomini che aggredivano una indifesa ragazza.
"Prendete pure la mia borsa ma basta.. Lasciatemi andare.. Vi prego..basta!",
"Non credere che finisce qui così facilmente brutta sgualdrina" disse uno degli aggressori.
Dovevo intervenire a tutti i costi prima che le facessero del male. Presi così dalla tasca il mio coltello a serramanico, quello che mi aveva regalato Smith al mio diciottesimo compleanno. Mi intrufolai dietro le spalle del tizio alla mia destra e con la massima prontezza gli infilai il coltello lacerando la sua gola. La donna urlò per lo spavento e la sorpresa del mio attacco.
Fui distratto dalla sua caduta, e l'altro criminale mi colpì con un pugno, non caddi, ma fui nuovamente colpito con una una mazza di legno che a quanto pare era lì per terra e non avevo notato nella foga dell'attacco.
"Brutto topo di fogna, come hai osato uccidere Jackie, te la farò pagare, prima a te, e poi a questa donnaccia da quattro so.." uno sparo.
La donna urlò di nuovo.
Un foro nel petto dell'uomo si era fatto, e si accasciò subito dopo.
"Devi ancora ampliare la tua vista da chi e cosa ti circonda, Miles" era Smith. Il suo intervento mi aveva, anzi ci, a me e alla donna, salvato dal criminale.
"Smith, scusami ma sono corso in aiuto di questa signorina." spiegai mentre lui aiutava la donna.
"Vi ringrazio, vi devo la vita.", disse scossa.
"Non si preoccupi signorina, le strade sono pericolose come ben sa, ma il mio amico Miles vi ha saputo ben aiutare." continuò Smith, ricambiai con un sorriso.
Ce ne andammo dal posto e arrivammo sul tetto della palazzina dell'Hotel Johnson.
"Miles, ho parlato con i Maestri, presto prenderanno in considerazione la tua candidatura." disse Smith guardando il traffico sottostante "Davvero? Era ora, mi hai insegnato tutto quello che potevi e ho fatto del mio meglio per farmi notare." gli dissi tutto soddisfatto.
"Non si è mai abbastanza bravi per affrontare la vita Miles, sei bravo e hai talento, ma devi affinare i sensi, diventare un tutt'uno con l'ambiente circostante, dovrai muoverti come un fantasma." spiegò Smith, me lo ripeteva spesso, diventare un fantasma,
"Hai usato ancora il mio coltello?" mi chiese.
"Si, lo sai che ci tengo a mantenere la tradizione del suo uso" gli spiegai.
"Mi fa piacere, sarà un ottimo compagno per te in futuro, presto farai un salto di qualità Miles, ma prima di ciò abbiamo un compito, infiltrarci in un incontro tra dei criminali di Chicago molto pericolosi tra 3 giorni, compiuta la missione, sarai degno di iniziarti nella Confraternita"
Pensai, tre giorni.
"Ma è a San Valentino..."
iniziai a pensare, mentre il frastuono delle auto e delle persone che tornavano da lavoro si affievoliva,
"Non vorresti mandare tutto all'aria per la tua ragazza spero." iniziò a sgridarmi, ma aveva ragione, dovevo vedermi con Holly quella mattina, una giornata all'insegna dell'amore, del nostro amore, ma non potevo rifiutare la mia più grande occasione, non ora.
"Non preoccuparti Smith, ci sarò!" dissi sicuro di me.
"Bene Miles" disse Smith guardandomi soddisfatto, mentre il sole iniziava a diventare di color arancio
"finita quella giornata, tu diventerai un Assassino!"
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Assassin's Creed Black Hand
FanfictionChicago, USA, sono gli anni 30 gli anni della Jazz Age, gli anni del Proibizionismo, gli anni della Mafia Italo Americana, gli anni della Mano Nera. Miles è un giovane ragazzo che si ritroverà in una città traghettata nel baratro della criminalità...
