«Brenda chiama Thomas» disse la ragazza, sventolando una mano davanti agli occhi di Thomas, che si era completamente assentato.
«C-cosa stavi dicendo?» chiese quest'ultimo, grattandosi la nuca e facendo scorrere lo sguardo da Brenda a Minho e Misty.
«Davvero, che ti prende? Sembra che tu sia nel mondo dei sogni da questa mattina» mormorò con tono annoiato Brenda, sbuffando.
«Scusami, davvero. È che...» Thomas emise un sospiro, scuotendo la testa, «Lascia stare. Cosa mi stavi raccontando?»
Brenda sembrò voler ribattere, ma decise che forse era meglio non pressare Thomas sui tasti dolenti, così riprese: «Ti ho proposto di uscire, uno di questi pomeriggi, quando sei libero ovviamente. Giusto per svago.»
«Oh, okay, sì. Va... benissimo» Thomas annuì, alzandosi dal tavolo sotto uno sguardo interrogativo da parte della ragazza.
«Penso sia il caso che io vada a prendere i libri delle prossime ore, non ho certo voglia di entrare in classe in ritardo» soggiunse, facendo spallucce e allontanandosi senza lasciare a Brenda il tempo di replicare.
Thomas raggiunse ben presto l'uscita dell'aula mensa, avvertendo un senso di vuoto e sentendo l'aria mancare.
Cercò di inspirare ed espirare profondamente mentre camminava lungo il corridoio vuoto, cercando di raggiungere i bagni.
Spinse tempestivamente la porta e si chiuse in uno dei bagni, poggiando le mani su di essa e continuando a prendere dei respiri profondi.
Sentiva le lacrime scorrergli lungo le guance e il respiro tremare, cercò di calmarsi ma non ottenne molti risultati.
«Tommy?» domandò Newt, vedendo l'altro bambino impallidire improvvisamente.
«Tommy, cosa succede?» continuò, posando le mani sulle spalle di Thomas, che non riusciva a parlare.
Sentiva l'ossigeno mancargli e non riusciva a parlare, né a muoversi, aveva la mente annebbiata e la figura di Newt risultava sfocata alla sua vista.
«Guardami negli occhi» sentiva la sua voce in modo ovattato, ma riuscì a comprendere le parole del suo migliore amico e Thomas cercò il suo sguardo.
«Tommy, sono qui. Va tutto bene, okay? Va tutto bene...» Newt lo scosse appena, prendendogli una mano e stringendola, Thomas riuscì ad annuire ed emettere un respiro profondo.
Newt lo strinse tra le proprie braccia, gesto che Thomas ricambiò con più forza, poi sentì un singhiozzo sommesso da parte dell'altro bambino.
«Perché stai piangendo?» mormorò Thomas, allontanandosi di poco per guardare Newt negli occhi.
«N-non lo so... mi hai f-fatto p-prendere uno s-spavento» balbettò Newt, nascondendo la testa nell'incavo del collo di Thomas, il quale era più alto di lui di vari centimetri, questi sentì le lacrime bagnarli la maglietta ma si limitò a stringere Newt a sé.
«Non è successo niente, Newt, non preoccuparti. È tutto okay, ho avuto solo... credo si chiami attacco di panico, non lo so, ma dobbiamo dirlo a mia madre, d'accordo?» Thomas sorrise, guardando Newt che cercava di asciugare le lacrime con il dorso della mano.
Il bambino annuì e seguì Thomas all'interno della sua casa.
Thomas uscì dal bagno e si rinfrescò il volto con dell'acqua gelida, sperando che non si notassero troppo le lacrime versate, a causa del rossore assunto dai suoi occhi, ma capì che la sua speranza era vana quando - raggiungendo la classe - molti studenti gli rivolsero degli sguardi interrogativi.
Le ultime ore furono le più lente, il tempo sembrava non passare e Thomas aveva raggiunto il limite di sopportazione quando la campanella dell'ultima ora suonò, indicando la fine di quella giornata asfissiante.
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Saudade | Newtmas
FanfictionSaudade: (n.) un nostalgico desiderio di essere di nuovo vicino a qualcosa o qualcuno che è distante, o che è stato amato e poi perso; "l'amore che rimane". [ A nostalgic longing to be near again to something or someone that is distant, or that has...
