33 - Il culmine del disordine

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Svegliarsi alle dieci e mezza, di giovedì, risultava abbastanza strano, dato che quella mattina Newt e Thomas sarebbero dovuti andare a scuola, se solo la situazione non fosse stata negativa e complicata come in realtà era.

Newt sembrava stare leggermente meglio della sera precedente, tuttavia, si vedeva che non stava bene e Thomas si sentiva impotente, era consapevole del fatto che non potesse migliorare la situazione finché tutto non sarebbe effettivamente tornato alla normalità, ma vedere come l'altro ragazzo cercasse, evidentemente a fatica, di non mostrare quello che lo stava attanagliando, lo rendeva terribilmente triste.

«Tommy, sei sveglio?» mormorò Newt, con voce roca e assonnata.

«Mh, da poco» fu la risposta del moro, che teneva ancora il braccio attorno alla vita dell'altro ragazzo.

Newt si girò verso di lui, per guardarlo, Thomas passò una mano tra i suoi capelli chiari e disordinati, scendendo poi sulla nuca e la spalla, fino all'avambraccio.
Il biondo tenne gli occhi chiusi, accennando un piccolo sorriso, un po' malinconico.

«C'è un pensiero a cui stavo dando spazio, Newt» esordì il moro, tracciando dei cerchi immaginari sullo zigomo dell'altro ragazzo.

«Quale?» domandò quest'ultimo, godendosi il tepore tra i loro corpi, sotto al piumone e il tocco delicato di Thomas.

«Ti ricordi l'ultima notte prima che ti trasferissi?» domandò, Newt annuì, riaprendo gli occhi, lentamente.

«Ti raccontai quella, uhm... una specie di credenza riguardo la Luna» fu la risposta del biondo, sorrise al ricordo.

«Sì, ma è stata la prima volta che mi hai baciato» mormorò Thomas, «Me lo ricordo bene, dopo aver finito di raccontare mi hai dato un bacio a fior di labbra.»

«Come questo?» replicò Newt, sfiorando la sua bocca con la propria, quasi impercettibilmente.

«Più timido, ma sì, molto simile a questo» il moro ridacchiò, nascondendo il volto tra il collo e il petto di Newt, questi gli avvolse un braccio attorno il busto, mentre gli lasciava poggiare la testa sull'altro per potergli accarezzare i capelli scuri.

«Grazie, Tommy.» Proferì Newt, stringendosi a lui.

«E per cosa?» domandò Thomas, baciando il suo collo.

«Devo davvero fare una lista?» Newt ridacchiò, «Be', innanzitutto, per avermi accolto come se fossi parte della tua famiglia...»

«Lo sei sempre stato, non hai sentito le parole di mia madre?» lo interruppe Thomas, prima di lasciargli un altro bacio.

«Per essere stato con me, anche se non sempre fisicamente» riprese Newt, ignorando le sue parole, «Per essere qui adesso, per avermi dato coraggio nel parlare con un semplice tocco, ieri sera, per aver scelto di condividere la tua vita con me, sin da quando eravamo bambini e per...» Newt fu nuovamente interrotto, perché Thomas lo stava baciando, senza alcuna traccia di timidezza, anzi, le sue labbra cercavano quanto più contatto possibile quelle dell'altro ragazzo.

«Mi hai dannatamente zittito con un bacio?» mormorò Newt, quando si allontanarono per riprendere fiato.

«Le tue labbra sono troppo attraenti, Newton, soprattutto quando parli» ribatté il moro, tornando su di esse con le proprie senza lasciargli il tempo di rispondere.

Thomas si abbassò sulla sua mascella e poi sul collo, Newt sapeva che di lì a poco avrebbe perso completamente il controllo, così prevenì: «Non osare lasciarmi segni sul collo, Thomas Edison. Domani dovremo tornare a scuola e quelli che mi hai già fatto non sono ancora scomparsi.»

Saudade | NewtmasLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora