(Extra) 41 - Decorazioni

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Thomas si era alzato molto presto quella mattina, nonostante fosse domenica, e aveva lasciato Newt dormire.

Dicembre era ormai iniziato da qualche giorno, la temperatura era notevolmente scesa, quasi a far notare che ormai l'inverno si stava avvicinando, e con esso il Natale.

Per questo, Thomas aveva deciso che quel giorno avrebbe decorato tutta la casa, allestendo anche l'albero di Natale.
Si era fatto aiutare da suo padre poco prima che uscisse per andare a lavoro assieme a sua madre e, adesso, il salone era occupato da almeno sei scatole di grandi dimensioni, alcune contenenti i decori, altre i pezzi dell'albero.

Per evitare di svegliare Newt prima delle otto, il moro aveva deciso di fare una doccia quanto più lunga possibile, per poi preparare la colazione al suo ragazzo, che sicuramente sarebbe stato contrario ad uscire da sotto il piumone.

Quando Thomas appoggiò il vassoio - coi due cappuccini bollenti e un pacco di biscotti - sul tavolino, tra i divani, decise di tornare al piano superiore e provare a svegliare Newt.

Entrato nella loro camera, lo vide quasi completamente nascosto sotto le coperte, ovviamente ancora dormiva.

Si appoggiò allo stipite della porta, incrociando le braccia, sul suo volto si aprì un piccolo sorriso, poi disse: «Newt, ho preparato la colazione, se non scendi il cappuccino si raffredda.»

Come previsto, non ci fu alcuna reazione da parte dell'altro ragazzo.

«Dài, Newt, so che mi stai ascoltando. Avanti, esci da sotto le coperte» mormorò Thomas, avvicinandosi al letto.

Si sedette sul bordo, Newt gli dava le spalle - per quel che riusciva a vedere - e ancora non sembrava aver intenzione di muoversi in alcun modo.

«Newtie, non ti lascerò dormire fino a mezzogiorno» lo avvisò il moro, scostando il piumone per scoprire almeno il suo volto.

Newt strizzò gli occhi, voltandosi di scatto per girarsi a pancia in giù e affondare il volto nel cuscino.

Thomas roteò gli occhi, sorridendo.
Con Newt era sempre così, sembrava di avere a che fare con un bambino, soprattutto nei giorni in cui non lo lasciava dormire, anche se poteva.

Il moro si sporse per dare un bacio a Newt, sulla nuca, che era l'unica porzione di pelle scoperta, poi sussurrò al suo orecchio: «Non costringermi a svegliarti a modo mio.»

Newt mugulò, Thomas lo vide rabbrividire, poi si mosse per voltarsi nella sua direzione, ancora con gli occhi chiusi.
«Lasciami dormire» la voce del ragazzo biondo era roca ed assonnata.

«Abbiamo tanto da fare oggi, Newt» gli disse Thomas, dandogli un fugace bacio sulla guancia, mentre lui sbuffava, «È ora di alzarsi.»

«Non mi va» ribatté Newt, con tono che non sembrava ammettere repliche, poi riprese il piumone e si coprì del tutto, di nuovo.

«Abbiamo tutta la serata per rilassarci, adesso vieni a fare colazione, così dopo possiamo allestire i decori natalizi» Thomas si alzò per scoprire Newt completamente, togliendogli da sopra il piumone e le lenzuola.

Il ragazzo fece un sospiro seccato, coprendosi gli occhi col dorso di una mano, «Ti odio quando fai così, Tommy.»

«Tu odi chiunque non ti lasci dormire» replicò il moro, dandogli un bacio sulla fronte e sedendosi di nuovo vicino a lui.

«Mh... che fastidio» disse Newt con tono irritato, si strofinò gli occhi e si mise a sedere, incrociando le gambe.
«Che ore sono?» domandò poi, guardando Thomas con espressione torva.

«Le dieci meno un quarto, o meglio, lo erano prima che salissi, penso che se ci metti ancora un po' arriverà mezzogiorno» lo canzonò in risposta l'altro ragazzo.

Saudade | NewtmasLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora