10 - Ti prego, resta con me

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Thomas si svegliò di scatto, sentì le lenzuola fredde al contatto con la propria pelle, il piumone era caduto per terra e non sentiva nessun rumore provenire da casa propria.
Si chiese che ore potessero essere e perché sua madre non lo avesse svegliato, ma quando scese le scale, vide la porta d'ingresso aperta.

Tornò immediatamente al piano superiore, vedendosi quanto più velocemente possibile e lavandosi il viso.
Non si guardò allo specchio come faceva di solito, ma non gli importò molto, quella mattina sarebbe dovuto andare semplicemente a scuola, non di sicuro ad un compleanno.

Udì il rumore di un clacson provenire da fuori, poi una sirena forse di un'ambulanza e ciò lo spronò a tornare al piano terra, uscendo di corsa dalla porta già aperta.

La strada era completamente affollata, c'erano gruppi di persone che si stavano aggregando ad una folla a circa duecento metri da Thomas, il quale, con perplessità, cercò di avvicinarsi di corsa, chiamando sua madre un paio di volte, non appena fu più vicino all'accumulo di gente, ma non ricevendo nessuna risposta.

Vide l'ambulanza, alcune auto della polizia e delle persone vestite di bianco cercare di farsi spazio tra la calca, con molta difficoltà.

Thomas cercò di alzarsi sulle punte, venne spintonato in tutte le direzioni quando si intromise in quella folla, ma riuscì ad arrivare in prima fila.

Quando capì cosa fosse successo impallidì.

Al centro di quel grande cerchio c'era il signor Isaacs, Thomas faticò ad abbassare gli occhi aul corpicino esile che stringeva tra le braccia, riconoscendo Newt.

Il bambino corse ancora una volta, raggiungendolo con gli occhi già umidi dalle lacrime e udendo in modo ovattato i richiami che dovevano provenire da sua madre, la quale sicuramente era tra la folla di persone.

Thomas si inginocchiò di fronte a Kyle, cercando lo sguardo dell'uomo, prendendo velocemente una mano di Newt tra le proprie.

Quello che ottenne in risposta lo fece piangere.

Il signor Isaacs si alzò di scatto, Thomas perse la presa e l'uomo si allontanò verso le persone vestite di bianco che dovevano essere i medici, il bambino lo seguì, spintonando e ricevendo commenti poco carini da parte delle persone, ma non gli importava.
Ignorò ancora una volta i richiami di sua madre mentre raggiungeva di nuovo Kyle, che abbandonò il corpo di Newt su una barella bianca.

Thomas vide solo in quel momento del sangue, che aveva macchiato anche la lastra sottile.
Cadde improvvisamente in ginocchio, non sentendo niente se non le lacrime che gli bagnavano il volto, cercò di rialzarsi prima che la barella fosse spostata nell'ambulanza, urlò ai medici di aspettare, ma qualcuno riuscì ad afferrarlo molto prima.

Thomas si mosse, urlò di lasciarlo andare, ancora tra le lacrime, finché non realizzò che la presa era quella di sua madre e si abbandonò tra le braccia della donna, piangendo, chiedendo ed implorando di essere portato da Newt.

«Cosa gli è successo, mamma?» quasi urlò tra i singhiozzi, «Portami da lui, ti prego... mamma! Ti prego!» strinse il maglioncino della donna tra le mani e continuò a piangere istericamente, lei lo abbracciò, lasciandolo sfogare.

«Thomas, per favore, devi calmarti» mormorò, tenendolo stretto a sé per quanto fosse possibile, «Newt starà bene, non possiamo andare in ospedale ora, per favore, non fare così. Newt non lo vorrebbe... Thomas, calmati» continuò a ripetere sua madre.

«Devo sapere come sta!» urlò di nuovo Thomas, «No! No! Aspettate! Devo veder...» la voce fu spezzata da un singhiozzo, Thomas cercò di allontanarsi da sua madre quando vide l'ambulanza partire, ma fu tutto inutile.

Saudade | NewtmasLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora