«Tommy...» Newt sembrò impallidire, fece vari passi indietro per potersi sedere sul letto, Thomas gli si sedette vicino e lo guardò, in attesa.
«Sono stati provocati da mio padre» disse il biondo, poggiando i gomiti sulle ginocchia e prendendosi la testa tra le mani, se ne passò una tra i capelli biondi, emettendo un sospiro.
«L'ultima volta che mi ha picchiato è stata due giorni prima di arrivare qui, se non erro. Ma... da quando siamo qui è diverso, Tommy. Prima tutto ciò accadeva almeno una volta alla settimana e tra una volta e l'altra faceva delle scenate assurde, adesso... adesso è come se mi... ignorasse e va bene così» la voce di Newt si affievolì, sentì una mano calda scivolargli lungo la schiena e quasi rabbrividì, piacevolmente.
«Perché non me l'hai detto subito?» domandò Thomas, non c'era traccia di rabbia nella sua voce, voleva solo delle spiegazioni, che tra l'altro meritava, si disse mentalmente Newt.
«Perché subire in silenzio è un conto, ma accettare la realtà parlandone ad alta voce fa ancora più male. Mio padre mi considera il motivo per cui la nostra famiglia è stata... distrutta. La ragione secondo la quale...» un singhiozzo improvviso troncò la voce di Newt.
«È troppo» mormorò, «Non ci riesco, Tommy. È troppo.»
«Newt, per favore, guardami» disse Thomas, il biondo aveva la testa nascosta tra le mani, ma sentì il peso affianco a sé diminuire fino a sparire, segno che l'altro ragazzo si era alzato.
Le mani di Thomas si strinsero intorno ai polsi di Newt pochi secondi dopo, scostandoli dal suo volto, per scoprirlo.
«Non importa se non vuoi parlarmene. Hai tutta la vita per dirmelo» mormorò Thomas, inginocchiandosi e arrivando poco più in basso rispetto all'altezza di Newt.
«Ma questi devono essere curati, sono viola, non oso immaginare come potevano essere appena quello...» Thomas si interruppe, schiarendosi la voce, «Tuo padre te li ha fatti» si corresse, un mezzo sorriso comparve sul volto di Newt.
«Puoi dirlo, non mi offendo, Tommy» disse quest'ultimo, facendo scorrere la mano tra i capelli scuri di Thomas.
«Bene, da oggi in poi Kyle diventerà "quello stronzo"» Thomas mimò le virgolette, alzandosi.
«Tu aspetta qui, vado a cercare qualcosa al piano inferiore. Stenditi, Newt» e con quelle parole il moro scese velocemente le scale.
Sapendo dove si trovassero i medicinali, Thomas non impiegò molto tempo a trovare una crema che avrebbe dovuto se non altro limitare il dolore che Newt sicuramente avvertiva.
Il ragazzo tornò di sopra, la stanza era illuminata solo dalla luce soffusa e non aveva idea di quanti lividi avesse davvero Newt, ma quelli che aveva visto erano stati abbastanza da fargli provare un moto d'odio per il padre del suo migliore amico, oltre che una sensazione di pura tristezza.
Newt era sdraiato sul letto, la schiena scoperta mostrava più lividi di quanti Thomas se ne sarebbe aspettati.
«Io non lo tollero» sentenziò Thomas, sedendosi sul lato del letto, dato che Newt era steso più verso il centro.
«Io lo faccio. Conviene che lo faccia anche tu, Tommy. Non possiamo fare assolutamente nulla» replicò Newt.
«Ma...» esordì Thomas, venendo interrotto: «So cosa stai pensando e no, non esiste. Finirei in un orfanotrofio e questo significa non vederti per altri due anni. Io non reggerei, lo capisci, vero?» Newt si voltò di scatto, per poter incontrare lo sguardo dell'altro ragazzo e assicurarsi che non facesse nulla di cui si sarebbero potuti pentire, entrambi.
«S-sì» balbettò Thomas, più per quello che gli causava la vista di Newt praticamente mezzo nudo che per l'incertezza.
Doveva calmarsi e anche subito.
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Saudade | Newtmas
FanfictionSaudade: (n.) un nostalgico desiderio di essere di nuovo vicino a qualcosa o qualcuno che è distante, o che è stato amato e poi perso; "l'amore che rimane". [ A nostalgic longing to be near again to something or someone that is distant, or that has...
